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Inviato russo Dengov approva la linea italiana per la Libia

San Pietroburgo, (askanews) – “L’Italia ha ruolo molto significativo, sappiamo che anche dal punto di vista storico la Libia è sempre stata una regione molto importante per l’Italia, soprattutto sul piano economico: lì lavorano i colleghi dell Eni, nel settore del gas sono rappresentate molte società, tra le ambasciate che funzionano meglio senza dubbio c’è quella italiana a Tripoli: ho avuto frequenti contatti con l’ambasciatore in Libia e devo dire che c’è un atteggiamento molto positivo, sanno muoversi, sono d’aiuto.

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Libia, rilasciato il sindaco di Tripoli dopo 21 ore di prigionia

 (askanews) – Il sindaco di Tripoli, Abdulrauf Beitelmal, è stato rilasciato dopo 21 ore di prigionia ed è in buone condizioni di salute. E’ quanto riporta oggi il Libya Herald, precisando che al momento non è ancora chiaro se il sindaco sia stato rapito da milizie illegali o arrestato su richiesta della procura. La famiglia del primo cittadino ha ringraziato il governo di Fayez al Sarraj per il lavoro fatto dietro le quinte per ottenerne il rilascio. Secondo il sito

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Italiani rapiti in Libia, chieste condanne manager Bonatti

(askanews) – Condannare i manager responsabili della Bonatti che ebbe 4 tecnici rapiti in Libia nel 2015. Queste le richieste del pm Sergio Colaiocco davanti al gup Maria Paola Tomaselli. Nel processo in abbreviato sono stati chiesti due anni per il presidente Paolo Ghirelli. Sotto accusa anche Dino Martinazzoli e Paolo Cardano. Il responsabile dell’azienda edile per la Libia, Dennis Morson, la Procura ha concordato un patteggiamento ad un anno e 10 mesi. Il rito ordinario è stato scelto dal

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Sarkozy. Le Pen. Promosse la guerra in Libia causando una massiccia ondata migratoria in Europa

Agenpress – “Si parla di una guerra che venne decisa, dell’eliminazione di un capo dello Stato (il colonnello Muhammar Ghedddafi), della destabilizzazione di un Paese e della massiccia ondata migratoria che ne è scaturita”. Lo dice Marine Le Pen intervistata da Radio Classique, per la quale “la guerra in Libia promossa nel 2011 dall’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, al secondo giorno di fermo a Parigi nell’inchiesta sui presunti fondi neri di Gheddafi. Quanto a Sarkozy, massimo garantismo. Pur ricordando di

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Libia, Haftar: miliziani africani lascino il Sud entro il 17 marzo

(askanews) – Le forze armate del generale Khalifa Haftar hanno concesso ai miliziani africani presenti nel Sud della Libia 10 giorni di tempo, fino al prossimo 17 marzo, per lasciare il Paese. In caso contrario, si legge in un comunicato riportato dai media libici, verranno usati tutti i mezzi militari, compresa la forza aerea, per cacciarli. L’aviazione dell’Operazione Dignità di Haftar ha confermato di aver avviato missioni di ricognizione nell’ambito della missione annunciata nei giorni scorsi per “far rispettare la

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Un “protettorato” italiano in Libia: la proposta di CasaPound preoccupa i libici

Simone Di Stefano e CasaPound hanno sempre avuto una posizione “forte” sulla questione libica: un intervento militare unilaterale italiano teso al controllo dei flussi migratori e difesa strenua degli interessi italiani in Libia (a cominciare da quelli energetici dell’Eni). Complice anche la situazione a dir poco caotica dell’ex colonia italiana, con due leader, Al Serraj e Haftar, che si accusano reciprocamente di comandare poco o nulla, spesso nella comunicazione, soprattutto social, non si è negata in futuro la possibilità di un intervento forte dell’Italia simile

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Pinotti: 400 militari italiani in Libia nel 2018

(askanews) – L’Italia intende impiegare “400 militari” in Libia nel 2018. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Roberta Pnotti davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa. La nuova missione in Libia accorperà i compiti specifici dell’Operazione Ippocrate – con l’ospedale da campo a Misurata – e dell’operazione di supporto alla Guardia costiera libica, orientandosi soprattutto su addestramento delle forze di sicurezza locali e ripristino delle infrastrutture. Coa MAZ

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Libia, commando di terroristi fa saltare oleodotto

Un oleodotto che collega i campi petroliferi della compagnia al-Waha al terminal di El Sider è stato colpito da un’esplosione avvenuta a nord-est della città di Maradah, in Cirenaica. A provocare l’esplosione sarebbe stato un commando terroristico. A quanto riporta il Lybia Times, secondo fonti dell’Esercito nazionale libico (LNA) i responsabili dell’attacco sarebbero i “militanti islamici delle cosiddette Brigate di Difesa Bengasi”. Secondo quanto reso noto dal battaglione di Marada dell’LNA, che ha il compito di proteggere l’oleodotto colpito, testimoni oculari avrebbero

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