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Angelo Jacopucci, il Clay dei poveri

Sono passati quarant’anni dal 20 luglio 1978, quando morì dopo un duro combattimento per il titolo europeo dei pesi medi, Angelo Jacopucci. Il pugile era di Tarquinia, aveva fatto una discreta carriera pugilistica, conquistando il titolo italiano dei medi e quello europeo. Non potrò mai dimenticare una foto pubblicata sul mensile – Boxe Ring- dove si titola “ Hanno vinto in due”. Si vede il campione Jacopucci, che ha appena conquistato il titolo europeo e il suo allenatore Golinelli. Molte

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ANDARE OLTRE: FIACCOLATA BORSELLINO

Si è svolto ieri sera a Nardò la tradizionale fiaccolata in memoria del magistrato antimafia Paolo Borsellino e dei cinque componenti della scorta, tragicamente scomparsi con un’esplosione assordante in via D’Amelio la mattina di ventisei anni fa. A Nardò, ispirato dalla manifestazione che si svolge da sempre a Palermo, un corteo silenzioso sfilerà partendo da piazza Salandra per raggiungere, non a caso, via Falcone e Borsellino ora sede degli uffici comunali. Negli anni Andare Oltre ha trattato spesso argomenti legati

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Lettera aperta allo Stato:” Sono una mamma senza più un figlio “

Sono una donna uccisa in una sera d’inverno dai colpi di pistola che hanno tolto la vita a mio figlio sotto i miei occhi, una donna che per anni ha tolto dalle mani dei carnefici altre donne e che ha dedicato la sua vita a combattere ogni forma di violenza, a confortare le vittime di violenza ed a cercare di ridargli dignità e sicurezza. Quando non sei tu la vittima trovi la forza per contagiare gli altri della tua stessa

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Esperto Università Cattolica: Parmigiano Reggiano utile a salute

(askanews) – “Non esistono alimenti perfetti, per il semplice motivo che sulle nostre tavole non finisce un solo alimento, bensì una pluralità di cibi, destinati a compensare fra loro eccessi e carenze di nutrienti. L’idea dell’Oms di voler ridurre l’incidenza di malattie legate all’alimentazione, come, il diabete, l’ictus, l’infarto o l’ipertensione è una cosa positiva che però rischia di dare origine a uno schema impazzito, dove un formaggio come il Parmigiano Reggiano rischia di venir marchiato d’infamia, perché ricco di

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Così i giornalisti chiusero gli occhi sulle Brigate rosse

Il Giorno, quotidiano di proprietà pubblica, il 23 febbraio del 1975 sentì il dovere di dare ai suoi lettori la chiave di lettura di un fenomeno che stava diventando sempre più inquietante: le Brigate Rosse. Per farlo, impegnò una delle sue firme più prestigiose: quella di Giorgio Bocca. L’articolo, a pagina 5, aveva un titolo che non lasciava spazio a equivoci: «L’eterna favola delle Brigate Rosse». «A me queste Brigate Rosse», scriveva Bocca, «fanno un curioso effetto, di favola per

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Enrico Ruggeri e il venditore di rose: «Gli ho dato un euro, ma non voleva spiccioli». E su Twitter è polemica

Il cantante Enrico Ruggeri è finito nell’onda del ciclone dopo un episodio raccontato da lui stesso sul suo profilo Twitter. A cena con sua figlia, Ruggeri ha raccontato di essere stato avvicinato da uno straniero che vendeva rose, che avrebbe chiesto denaro all’artista per diversi minuti, per poi andar via perché non voleva monete. Il racconto ha provocato reazioni contrastanti sulla rete, con tanti fans che hanno dato ragione a Ruggeri, ma anche tanti altri che lo hanno attaccato. «A cena con mia figlia. Arriva il tipo delle

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“A s’avdem da Muslèn”: alla scoperta dell’osteria di Mussolini

“A s’avdem da Muslèn”. Erano tanti i forlivesi che, nei decenni a cavallo fra l’800 e il ‘900, si ritrovavano nelle numerose osterie sparse per il centro cittadino. Gianfranco Stella, nella pubblicazione “Quaderni Forlivesi” riferisce che all’epoca siffatti esercizi erano almeno una trentina: in tutti si poteva bere ottimo sangiovese e mangiare una piadina. Lungo la strada che univa i Borghi Cotogni e San Pietro spiccava l’Osteria di San Marco, ricordata ancora nel 1755: “Era l’antica stazione della posta, ove

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L’Italia supera la Germania e diventa il primo produttore di farmaci dell’UE

Dopo aver a lungo tallonato la Germania, l’Italia è riuscita finalmente a sopravanzare la produzione farmaceuticateutonica. Grazie a questo storico sorpasso, il Belpaese diventa il primo produttore di farmaci dell’Unione Europea. A confermare la leadership troviamo i dati relativi alla produzione del 2017. L’Italia ha qui raggiunto un valore pari a 31,2 miliardi di euro contro i 30 della Germania. A decretare il successo, un ruolo cruciale ha avuto l’export dei prodotti made in Italy. A rimarcare la rilevanza strategica di questo successo

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Nessuno chiama più i figli Benito, Adolfo o Monica.

Nome Matteo a rischio? Forse, il futuro ci dirà quanto  le vicende politiche degli ultimi anni e mesi influenzeranno negativamente  la vita degli italiani come accaduto in passato e come, analizzando l’aumento della povertà, la divaricazione della forbice fra le classi sociali, la regressione pesantissima sul terreno dei diritti e delle protezioni sociali, le responsabilità di taluni personaggi verranno riconosciute come tali.  Un nome che sembra già avviarsi vero l’oblio è quello di Silvio, ma per un caso davvero curioso

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