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FIRENZE: FONDAZIONE NON AFFITTA CASE A STRANIERI, È NOSTRO DIRITTO

Affitti di case a canoni sociali bassissimi per le famiglie povere, ma non tutte: solo quelle italiane. A concederli, con questa restrizione, la Fondazione ‘Comitato per le case ad uso degli indigenti di Firenze’ onlus, ente benefico nato nel 1885, che, dell’originario statuto ottocentesco, ha conservato la norma che impone, quale requisito necessario all’iscrizione nelle graduatorie d’accesso agli immobili, «di essere cittadino italiano».

È quanto si è appreso nell’ambito della presentazione di un accordo tra ente e Sunia sulla modulazione dei nuovi affitti per i 1064 alloggi di proprietà della fondazione: il requisito dell’ ‘italianita« compare infatti nel modulo di domanda di collocazione, presentato, insieme ad altri documenti, durante l’incontro.

»È una regola che fu scritta al momento della costituzione dell’ente, che, ricordo, nacque per dare un tetto ai fiorentini poveri che non lo avevano – spiega il direttore della Fondazione, Alessandro Martire – inoltre, il nostro patrimonio immobiliare non è infinito: possiamo, e dobbiamo, fare delle scelte quanto a decidere chi può avere accesso alle nostre case e chi no, e questo, oltretutto, è certo consentito dalla Costituzione agli enti privati come il nostro«.

Martire spiega anche che la norma non ha alcun »intento discriminatorio«, tanto che vi sono alcune eccezioni alla regola. »Ospitiamo profughi e rifugiati – dice – come abbiamo fatto quando a noi si sono rivolte alcune famiglie rwandesi scappate dalla guerra tra Utu e Tutsi«. In più, aggiunge »concediamo, nell’ambito di una collaborazione, una parte dei nostri edifici al Comune, affinchè li destini a fini sociali: e Palazzo Vecchio, ovviamente, essendo a differenza nostra, un ente pubblico, vi colloca anche stranieri«.

La Fondazione, è stato spiegato nel corso dell’incontro, fissa in base all’accordo con Sunia canoni di affitto che ammontano in media a circa 250 euro mensili. Oltre a quello dell’italianità, il requisito fondamentale per accedere alle liste è avere un reddito annuo familiare non superiore a 20.650 euro l’anno. Complessivamente, nelle casse della Fondazione entrano ogni anno 2.300.000 euro, a fronte di spese di manutenzione di 1.800.000. Il patrimonio immobiliare dell’ente è valutato, ha detto Martire, in circa »350 milioni di euro«. (ANSA).

2 commenti

  • Roberto Niccoli

    Per me, separato, occupato. Ho bisogno di un alloggio qualsiasi a Firenze. Ho usufruito di strutture sociali che però concedono alloggio per periodi brevi e poi ti costringono a cambiare città. Ma il mio lavoro e a Firenze e non posso vivere 15 giorni a Firenze, poi Pisa, Livorno etc. Va a finire che perderò anche il lavoro. Inoltre in certe strutture (dormitori) impongono orari incompatibili con il mio lavoro. In pratica o uso certe strutture e perdo il lavoro oppure per lavorare sono costretto a vivere in strada. Ci sarà una soluzione alternativa?

  • Fuscaldi concetta

    Per affitto troppo alto
    Mia figlia disoccupati e mio figlio,
    Lavoro solo io dipendente di una grossa azienda di Firenze.

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