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UNIVERSITÀ: BOOM DENTISTI ITALIANI ISCRITTI IN ROMANIA PER AGGIRARE TEST

Roma, 17 feb.  – Partire diplomati per tornare ‘dottorì: sono sempre di più gli studenti italiani che si iscrivono ai corsi di Medicina all’estero, senza passare per la roulette russa dei test d’ingresso delle università italiane. La Romania è tra i Paesi in cima alla lista di quelli scelti dagli aspiranti camici bianchi del nostro Paese. Anzi, soprattutto dagli aspiranti dentisti, dal momento che la maggior parte dei giovani ‘emigrà per studiare odontoiatria. Ad oggi si stima che circa mille ragazzi italiani stiano studiando nelle facoltà di ‘Medicina Dentarà degli atenei romeni. Insomma, se si hanno abbastanza soldi da spendere e la voglia di imparare una lingua straniera come il romeno, il gioco è fatto: dopo sei anni si può avere tra le mani un titolo spendibile in tutta Europa, e quindi anche da noi. Senza passare per la ‘forcà dei quiz.

«Nella mia università – racconta all’Adnkronos Salute A.V., studente italiano 22enne iscritto alla facoltà di Medicina Dentara dell’ateneo privato Tito Maiorescu di Bucarest – più che delle prove di ingresso ci sono dei test valutativi, basati su conoscenze minime». Ed è proprio il fatto di poter evitare i quiz d’accesso a spingere tanti studenti italiani a tentare questa strada oltreconfine.

«Inutile nascondersi – confessa A.V. – il 99,9% dei ragazzi che studia qui, secondo me, lo ha deciso perchè deluso dal ‘mercato di test’ che c’è in Italia. E non lo dico io – sottolinea – ci sono tanto di indagini giudiziarie a confermarlo. Basti pensare a quello che è successo negli anni passati ai test di ingresso a Medicina nelle università di Bari e Catanzaro. A me – sottolinea – non piace corrompere un organo dello Stato per entrare all’università». Secondo il racconto di A.V., in Italia esisterebbe un vero e proprio ‘listino prezzì legato al superamento delle prove d’ingresso.

«A quanto ne so, in base anche ai racconti di altri studenti – dice il ragazzo – in alcune facoltà di Medicina si pagavano dagli 80 ai 120 mila euro per superare i test ed entrare. Da pagare in 3 tranche da 40 mila». E, a volte, non si aveva neanche la certezza di farcela. Più di un ragazzo è stato vittima di vere e proprie truffe. «Esistono infatti anche i ‘falsari degli ingressì – spiega A.V. – che prendono i soldi e non ti fanno nemmeno superare i quiz».

Tutti questi motivi hanno spinto A.V. a non tentare nemmeno di superare i quiz qui in Italia. «Mio padre – racconta – mi ha detto senza mezzi termini: ‘Evitati una delusione»’. L’obiettivo di A.V., una volta ottenuta la laurea, è quello di tornare in Italia. Anche perchè, così come tanti altri ragazzi italiani che vanno a studiare medicina all’estero, A.V. è figlio di un medico. «Il mio papà – dice A.V. – ha uno studio dentistico». Insomma, una volta rientrato in Italia con la laurea in mano, non gli sarà difficile trovare lavoro. Qualche ostacolo e qualche prova da superare c’è però, anche per chi decide di andare a studiare in Romania. «Per chi vuole iscriversi nella mia università – spiega A.V. – è obbligatorio fare un corso preparatorio di lingua romena organizzato dall’ateneo, che si conclude con un esame da sostenere nell’università statale di Lingua e Letteratura». E non è uno scoglio facilissimo da superare. «Almeno il 40% dei ragazzi – spiega A.V. – viene bocciato», e addio iscrizione. «Anche se – precisa lo studente italiano – il romeno è una lingua neolatina per nulla difficile». Per chi ce la fa ci sono naturalmente diverse spese da affrontare. Anche se non si tratta di costi esagerati. «All’università Tito Maiorescu di Bucarest il costo del corso, che dura 6 anni e prevede la frequenza obbligatoria, è di 3 mila euro l’anno». Per il resto le spese non sono troppo elevate. «Sia gli affitti delle case che il costo della vita non sono particolarmente alti». E sembra proprio questo il motivo che spinge molti ragazzi italiani a scegliere come destinazione la Romania, piuttosto che la Spagna o altri Paesi dove nelle università private non c’è il limite di ingresso a Medicina.

Intanto, negli ultimi anni, il ‘plotonè dei ragazzi italiani che hanno scelto di andare a studiare medicina in Romania si è fatto sempre più corposo. «Al momento, nella mia università – spiega A.V. – siamo un centinaio di ragazzi italiani, e il 90% studia odontoiatria. Se però si fa un calcolo sull’intero Paese, penso si possa stimare una cifra intorno a mille giovani. Anche se – precisa il ragazzo – numeri precisi è difficile averne, perchè le università non sono in comunicazione tra loro. Di certo – aggiunge – gli atenei con il maggiore afflusso di studenti italiani si trovano a Oradea e Arad». Non manca chi decide di iscriversi in una università romena per poi provare la carta del trasferimento in un ateneo italiano. Una soluzione che presenta però non poche difficoltà. «Ci sono alcuni istituti – spiega A.V. – che pretendono un minimo di esami e altri che non accettano proprio studenti che arrivano da università di altri Paesi». Ecco perchè, generalmente, la maggior parte degli studenti decide di fare tutto il corso all’estero prima di rientrare. E non è la sola ragione. «Il vantaggio di studiare qui in Romania – spiega A.V. – è che qui ci sono leggi che permettono agli studenti di praticare molto di più di quanto avviene in Italia. E – aggiunge – la pratica si effettua negli ospedali pubblici. Inoltre, dopo il conseguimento di tutti gli esami del terzo anno, c’è la possibilità di prendere un attestato che permette di lavorare presso studi privati, come assistente dentista. E questo – sottolinea A.V. – è un bel vantaggio per noi studenti».

Essendo la Romania un Paese che fa parte dell’Unione europea, esiste l’obbligo di riconoscimento della laurea. Ma non è così scontato. «Il ministero della Salute, che è l’organo deputato al riconoscimento del titolo – spiega il presidente nazionale della Commissione dell’Albo degli Odontoiatri (Cao), Giuseppe Renzo – esegue un’attenta verifica, che tiene conto di alcuni parametri, tra cui: la presentazione del percorso formativo, il piano di studi, la conoscenza della lingua. Insomma, il percorso formativo e le metodologie devono essere verificabili e trasparenti». Questo per evitare di abilitare falsi medici o finti dentisti. «Ci sono stati – racconta Renzo – casi di ragazzi italiani che non avevano frequentato i corsi e non conoscevano neanche il romeno. Soprattutto prima del 2007 – anno dell’ingresso della Romania nella Ue – si sono verificati episodi assai nebulosi». Anche in Spagna ci sono tanti ragazzi italiani che si iscrivono a Medicina e Odontoiatria nelle università private del Paese. Ma in terra iberica, a sentire Gianfranco Prada, presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi), la situazione è meno ‘nebbiosà. Anzi. «Il percorso formativo degli atenei spagnoli è professionale e trasparente. Paragonabile a quello delle migliori università italiane. È una formazione, soprattutto quella pratica, assolutamente completa». Ma anche costosa. «Il costo dei corsi, compreso il soggiorno al college, è di circa 20 mila euro l’anno».

Sarà per questo che molti preferiscono prendere la strada che porta in Romania. L’importante è che i ragazzi seguano però dei corsi seri e qualificati. È quindi fondamentale scegliere bene l’università dove iscriversi. Anche perchè, come afferma il presidente dell’Andi, «ci sono alcuni atenei in Romania dove la laurea si ‘comprà. Università dove si fanno corsi senza obbligo di frequenza che facilitano al massimo gli studenti, ma che non danno garanzie formative». Senza contare che esiste un vero e proprio giro di lauree fasulle che arriva da quella parte d’Europa. Un giro che, grazie alle attente verifiche del ministero, si è riusciti in questi anni a sventare. «Nel mare magnum delle certificazioni di titoli conseguiti all’estero – spiega Renzo – girano centinaia di lauree false, opera di organizzazioni paramafiose, che agiscono soprattutto nell’area dell’Est europeo». Sul perchè la maggior parte dei ragazzi che vanno all’estero decide di studiare proprio odontoiatria, il presidente della Cao non ha dubbi: «Vogliono diventare tutti dentisti perchè nell’immaginario collettivo essere dentista equivale a ‘lavoro subitò e ‘ricchezzà. Il ragionamento è: basta ottenere il titolo e si può iniziare a lavorare». E per molti è proprio così. «È vero. La maggior parte dei ragazzi che si laureano in Odontoiatria all’estero è proprio figlio o figlia di un dentista, con tanto di studio pronto in cui iniziare a lavorare», conclude Renzo. (Fed/Gs/Adnkronos)

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