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Disservizio Asacom istituti scolastici superiori Siracusa 2018

La  Regione ha ritirato i fondi relativi al finanziamento ed all’attivazione per l’anno 2018 del servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione Asacom degli studenti disabili frequentanti gli Istituti scolastici di istruzione superiore del territorio e quindi di competenza della ex provincia o Libero Consorzio di Siracusa? E per giustificato motivo, come si legge nella nota diffusa sul sito dell’Ente da venerdì, in assenza dell’accreditamento della Regione, il servizio di assistenza Asacom non può essere svolto? Complimenti alla Regione Sicilia, al governo Musumeci, all’assessorato e ai dipartimenti competenti che si occupano dell’erogazione dei fondi per finanziare l’attivazione dei servizi di pubblica utilità, qual è quello dell’Asacom, il quale come è notorio a tutti da anni è un servizio importantissimo riconosciuto da leggi nazionali, regionali e protocolli di intesa tra Stato e gli enti locali (i soggetti attuatori), in quanto finalizzato ad assicurare il diritto allo studio agli studenti disabili ma che è orientato verso una loro facilitazione alla “inclusione sociale” e ad una stimolazione all’autonomia personale.

Quando lo scorso anno abbiamo archiviato l’esperienza disastrosa, sul fronte assistenza ai disabili, del quinquennio Crocetta, abbiamo sperato che con il nuovo governo regionale Musumeci ci sarebbe stata una maggiore attenzione e sensibilità verso i servizi di assistenza scolastica, igienico personale e di trasporto destinati agli studenti con disabilità; ma purtroppo si è trattato di un’illusione, con l’inizio del nuovo anno scolastico e la riapertura delle scuole ecco riproporsi il film drammatico che oramai si ripete da sette anni a questa parte con puntualità, film che avremmo voluto non rivedere più e che viene trasmesso nella più totale indifferenza di quegli organi istituzionali e politici che dovrebbero cercare di preservare o cercare di garantire in ogni modo quello che è un servizio di pubblica utilità sociale. Ancora una volta la macchina burocratica della Regione e una politica regionale sempre più assente dai bisogni reali dei cittadini comuni, dai loro quotidiani drammi e che sembrano fregarsene altamente delle categorie sociali più deboli, delle famiglie che chiedono, legittimamente, un servizio che venga garantito con regolarità con l’inizio delle lezioni, delle tante realtà Cooperative Sociali, da anni ridotte alla canna del gas, che nonostante tutto continuano, con profuso impegno, a garantire il servizio di assistenza per un senso di responsabilità e di umanità, hanno finito con il soffocare l’Asacom. E che importa dunque se questo mancato accreditamento dei fondi Regionali per finanziare il servizio Asacom al fine di farlo ripartire in tutti gli istituti di istruzione superiore può determinare delle pesanti ricadute in termini occupazionali che ledono anche il diritto al lavoro delle tante figure professionali che ogni giorno, per tutto l’anno scolastico, assistono i loro ragazzi in condizione di disabilità e  che collaborano con il personale docente scolastico e le famiglie per il raggiungimento di quegli obiettivi minimi ma indispensabili per l’inclusione sociale?

 

Il ripetersi del disservizio riguardante l’Asacom di competenza della ex Provincia pone a mio parere una seria riflessione su una questione che andava affrontata dal primo momento dalla politica regionale e che si continua a rinviare: a che cosa servono e cosa continuano a rappresentare i Liberi Consorzi se non hanno l’autorevolezza politica che invece detenevano le ex province di una volta e che una cattiva riforma, poi bocciata dalla stessa maggioranza che l’aveva votata cinque anni prima, ha in maniera pasticciata cancellato, creando uno stato di caos nell’erogazione di quelli che erano i servizi di sua competenza? Ci saremmo aspettati ben volentieri un ritorno all’istituto delle vecchie province che almeno, con la loro autorevolezza politica, erano in grado di battere i pugni negli uffici competenti della Regione (dipartimenti, assessorati al ramo) nel rivendicare i fondi per poter finanziare e fare partire senza disagi o lunghe attese estenuanti e mortificanti i servizi di pubblica utilità sociale sul territorio, perché è sempre più evidente che l’attuale istituto del Libero Consorzio è solo una entità “amorfa”, svuotata di ogni potere e che in questa situazione paradossale è anch’essa una vittima della macchina burocratica regionale, in quanto non può al momento attivare il servizio Asacom e deve attendere i “comodi” del Governo e degli uffici regionali competenti che si mettano al lavoro per riassegnare le risorse che possano farlo ripartire. Naturalmente, in attesa dei “tempi comodi” della Regione, i ragazzi e le ragazze del siracusano in condizioni di disabilità sono costretti rimanere ancora a casa, perdendo quella integrazione col gruppo-classe, tanto auspicata nelle leggi e normative vigenti ma che non trovano la lor immediata attuazione, scontrandosi con i disservizi creati da una burocrazia e da una politica regionale che sono sempre più distanti dalle difficoltà alle quali vanno incontro le famiglie ogni giorno e, soprattutto, che non vivono sulla propria pelle il lavoro di alta responsabilità che viene svolto dalle Cooperative sociali, attraverso il proprio personale specializzato inviato nelle scuole, con questi ragazzi “speciali”.

 

 

Prof. Pietro Roccaro

Docente ed Operatore Asacom

Un commento

  • Pietro

    Il centro del problema è rappresentato dalla debolezza dei Liberi Consorzi che sono solo delle entità “amorfe”, svuotate di ogni potere e di cui da cinque anni non si capisce a che cosa servono effettivamente se la Regione può decidere di erogare e ritirare i fondi necessari per finanziare i servizi di pubblica utilità sociale da un momento all’altro? La politica regionale del nuovo corso Musumeci avrebbe dovuto chiarire questa situazione o dotando i Liberi Consorzi Comunali di quei poteri operativi oppure ritornando alle vecchie provincie con le loro competenze di servizi e dotate di quei poteri operativi che le permettevano di battere i pugni sul tavolo della Regione quando si trattava di richiedere o tutelare le risorse finanziarie utili a garantire la partenza puntuale di un servizio di pubblica utilità sociale. Che dire? Mentre a Palermo la politica regionale continua a non decidere, a Siracusa 200 studenti disabili, le loro famiglie, le Cooperative sociali stremate e con esse noi operatori attendiamo che lor signori si decidano di decidere una buona volta che cosa vogliono fare per il servizio Asacom del 2018… speriamo solo che per decidere non impieghino mesi… non possiamo più aspettare i loro comodi.

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