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Fratelli d’Italia, FareFronte: “Mai domi, sempre avanti”

A Milano, Fratelli d’Italia, continua ad essere un “partito fantasma”, a non avere una sede fisica, dei segretari e coordinamenti cittadino e provinciale, e dei dipartimenti tematici; tantomeno vengono convocati dei veri congressi per dibattere, scegliere una linea politica locale, e selezionare una nuova classe dirigente. Visto il numero degli eletti/nominati milanesi ed i loro sostanziosi emolumenti si potrebbe tranquillamente riaprire la storica sede di Via Mancini, come da noi fortemente sostenuto anche con la Fondazione AN, e finalmente organizzare conferenze e iniziative sul territorio, stampare manifesti e volantini, coinvolgendo quello che rimane della base militante.
Invece? Niente di niente, zero assoluto, vuoto pneumatico ed un silenzo assordante davanti alle nostre continue, ripetute, chiare e legittime domande, richieste e proposte. Anzi, mentre non rispondono, non al “barone nero”, ma alla piccola comunità di Fare Fronte ed a quella certamente più ampia della Destra Socialelombarda, che ho l’onore e l’onere di rappresentare, stanno aprendo Fratelli d’Italia a notabili locali trasfughi di Forza Italia, spostando, quindi, inevitabilmente, il partito sempre più al centro, verso posizioni moderate, liberali e atlantiste.
Di fronte a questo piccolo partito sordomuto alle istanze di partecipazione, trasparenza e meritocrazia, e gestito in maniera verticistica da pochi dirigenti e dal loro ristretto giro di parenti e amici, noi cosa dovremmo fare? Stare zitti e buoni, prenderlo ancora in quel posto, e continuare a portare acqua ai loro vecchi mulini, sperando che, in cambio ci diano le briciole del loro piccolo banchetto privato, o che le cose migliorino prima o poi? Basta, mi sono iscritto al Fronte della Gioventù nel1986 e al MSI nel 1988, siamo nel 2018 e i dirigenti della sono gli stessi di allora, dopo trentadue anni: esattamente le stesse facce che pensano solo a difendere le proprie rendite di posizione.
Ma oltre a questa annosa quanto penosa problematica di partito partito, vi sono questioni molto più importanti e nobili di metapolitica e geopolitica, e altrettante di nostra coerenza politica, a sostegno, da sempre, del fronte unitario delle forze patriottiche, nazional-popolari, identitarie e sovraniste.
Ricordo a tutti che, noi (allora Destra per Milano – Progetto Nazionale), alle scorse elezioni europee del 2014, abbiamo sostenuto subito, per primi, anche prima di CPI, la svolta destroide sovranista della Lega di Matteo Salvini, l’allenza con il Front National di Marine Le Pen, i primi contatti di Lombardia Russia e Gianluca Savoinicon Vladimir Putin, ed i candidati leghisti Mario Borghezio (amico di sempre), Gianluca Buonanno (compianto sodale) e Angelo Ciocca. Dopodichè, Fratelli d’Italia (allora si chiamavano ancora Centrodestra Nazionale e stavano nel PPE), visto il successo della nuova Lega e delle destre europee, si è riposizionata, anche se in forte e irrimediabile ritardo, nel suo alveo  naturale, e noi, sentimentali e romantici, ci siamo nuovamente fatti incantare, direi per l’ultima volta, dal canto delle sirene e dai nostri antichi simboli (fiamme e fiaccole tricolori) riportati appositamente in auge.
Ma ora siamo maturi ed irremovibili, guardiamo ai contenuti ed alle opportunità, e pensare a “certi personaggi” candidati sotto la nostra gloriosa fiamma, ci fa apprezzare graficamente e simbolicamente il guerriero con la spada che, come noi, idomito difende le proprie idee, la propria terra ed il proprio popolo. Arriveranno le mitiche risposte dei vertici di FDI? Comunque sia, noi abbiamo aderito al Movimento Sociale Europeo – Eurasia, che è una nuova  libera federazione di gruppi e movimenti locali, che vogliono fare buona Politica e che sostengono la assoluta necessità politica, di costruire, intorno alla nuova Lega nazionale, una lista unitaria di tutte le forze sovraniste alle prossime elezioni europee. E con tutti questi interlocutori, FDI e destre radicali comprese, ci incontreremo e confronteremo, a 360%, cercando di elaborare nuove sintesi culturali, sociali ed economiche, e di creare nuove sinergie politiche ed organizzative. Noi dialoghiamo con l’americano Steve Bannon ed il russo Alexander Dugin, con lo storico riferimento Marcello Veneziani ed il nuovo amico Diego Fusaro, ci occupiano di geopolitica e filosofia, valori e idee, informazione e formazione: questa è buona Politica, alta e nobile.

Insomma, mai domi, continuiamo ad andare avanti, ad andare oltre, a fare fronte ed a volare alto, con spirito aristocratico, futurista e ardito.

 
Roberto Jonghi Lavarini

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