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Il governo alle prese col toto-nomine

(askanews) – Con le dimissioni di Nava dalla Consob c’è un’altra casella da riempire nel complicato risiko delle nomine, a cominciare dal commissario straordinario per Genova. La maggioranza gialloverde dopo il rinnovo del vertice di Cdp, il blitz sulle Ferrovie e sulle agenzie delle Entrate, del Demanio e delle Dogane, e il nuovo consiglio dell’autorità Arera, deve ancora far uscire dallo stallo il nuovo vertice della Rai che non ha trovato in commissione di vigilanza la necessaria maggioranza di due terzi sul nome del presidente Marcello Foa per l’indisponibilità del Pd e di Forza Italia.

Ma il dossier delle nomine è pittosto nutrito e con una architettura tutt’altro che definita. Tra le priorità nel timing le nomine dei servizi segreti. Poi c’è da individuare il nuovo presidente dell’Antitrust visto che Giovanni Pitruzzella scade a fine ottobre ma all’inizio del mese prossimo assumerà la carica di avvocato generale della Corte di giustizia Europea. Da oggi è ufficialmente aperta la ricerca del nuovo presidente della Consob (Anna Genovese ha assunto la carica di presidente vicario) mentre si sono perse le tracce del nuovo presidente dell’Istat. Il mandato di Giorgio Alleva infatti è scaduto il 15 luglio e a fine agosto sarebbe terminata anche la prorogatio. La nomina viene indicata dal consiglio dei ministri su proposta del minsitro per la funzione pubblica.

La partita sulle nomine non si limiterà a un confronto all’interno dell’esecutivo. Il presidente Consob e il presidente dell’Istat sono indicati dal governo e poi nominati con decreto del presidente della Repubblica. Il presidente dell’Antitrust invece ha un iter completamente diverso. La scelta del sostituto di Pitruzzella sarà decisa dai presidenti della Camera, Roberto Fico, e del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Non sarà scontato realizzare lo schema di una designazione alla Consob indicata dal M5s lasciando alla Lega l’indicazione per il nuovo presidente Antitrust.

Con il nuovo anno arrivano a scadenza altre rilevanti cariche. Tra queste il presidente dell’Inps Tito Boeri, l’amministratore delegato della Consip Cristiano Cannarsa e poi il ragioniere generale dello Stato Daniele Franco al quale il governo Gentiloni aveva prorogato il mandato per un anno nel maggio scorso. Ma non sono da escludere altri blitz. Il caso Nava è il primo in assoluto di un presidente di autorità indipendente che si dimette per il pressing della maggioranza parlamentare.

Did/Int2

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