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Consumi: 3 milioni di famiglie in condizioni di povertà energetica

(askanews) – Sono circa tre milioni le famiglie italiane che si trovano in condizioni di “povertà energetica”, ovvero con difficoltà ad acquistare un paniere minimo di beni e servizi energetici, o con la necessità di spendere risorse familiari superiori a quanto socialmente desiderabile per acquistare questi servizi. E’ il dato che emerge da una ricerca svolta da RSE-Ricerca sul Sistema Energetico e presentata a Milano nel corso dell’incontro “Povertà Energetica, riconoscerla per contrastarla”, organizzato da RSE, con il supporto del Comune di Milano e la partecipazione di Banca Italia, Istat ARERA e di Regione Lombardia e Città Metropolitana.

“RSE da anni svolge ricerche e analisi sui consumi energetici degli italiani, all’interno di attività legate all’efficientamento energetico o di valutazione dei comportamenti degli utenti, fornendo supporto alle istituzioni sulla governance dei problemi energetici – ha detto Massimo Gallanti, direttore del Dipartimento Sviluppo Sistemi Energetici di RSE – Grazie al contributo di Banca d’Italia e Istat, i ricercatori di RSE hanno potuto esplorare, in maniera più dettagliata, il fenomeno della povertà energetica che impatta in maniera negativa su oltre l’11% delle famiglie italiane, molte delle quali versano, secondo i dati Istat, nella fascia di povertà assoluta”.

“Si fa ancora fatica a trovare elementi di ricaduta pratica, che si traducano in strumenti operativi efficaci per intervenire concretamente e affrontare il fenomeno della povertà energetica – ha sottolineato Gabriele Rabaiotti, assessore alla Casa e ai Lavori Pubblici del Comune di Milano – Si tratta di una sfida importante perché coinvolge le parti della città più fragili e bisognose, dove si verifica una contraddizione fortissima: chi ha meno spende di più. E, proprio nell’ambito dell’edilizia popolare, la contraddizione si fa sempre più forte. Serve, in prima battuta, diffondere comportamenti virtuosi per il risparmio energetico. E’ necessario fare interventi significativi di efficientamento energetico negli edifici di edilizia pubblica, perché più del 50% del patrimonio milanese pubblico è precedente al 1950. Infine, una riduzione della spesa e dei consumi rappresentano un tema decisivo per chi abita nelle nostre case dal momento che, mentre il canone è modulato in base al reddito, le spese energetiche non lo sono”.

“La povertà energetica – ha spiegato Marco Borgarello – ricercatore di RSE e coordinatore della ricerca sulla PE – è un grave problema che, oltre a costituire un elemento di debolezza sul principio delle uguaglianze su cui si basa lo stato sociale, può inevitabilmente determinare fenomeni di esclusione sociale ed emarginazione, con preoccupanti derive sociali. Per individuare possibili soluzioni di mitigazione e di contrasto al tema vi è, tuttavia, la necessità di saperla conoscere e riconoscere, per definirne, in modo oggettivo e condiviso, i contorni e per quantificarne con chiarezza le dimensioni”.

Ed è su questo doppio binario: riconoscere e conoscere e il problema e trovare possibili soluzioni, si è articolato l’evento di oggi, che ha visto la partecipazione dei principali attori nazionali che si occupano di povertà energetica. I contributi di ISTAT e Banca d’Italia hanno esplorato in maniera dettagliata come riconoscere il fenomeno.

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