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Attenti al Duce… Chi ha paura del nuovo romanzo di Scurati sul fascismo?

“Attenti al Duce, ora parla in prima persona”. A lanciare l’allarme è Il Venerdì di Repubblicaannunciando l’uscita, il 12 settembre, del nuovo romanzo di Antonio ScuratiM. il figlio del secolo (Bompiani) primo di una trilogia dedicata al fascismo. Un progetto ambizioso (e per alcuni pericoloso) per la volontà espressa  dallo scrittore di raccontare le vicende del fascismo attraverso gli stessi protagonisti.

Si rischia l’apologia? Si viene meno al dovere dell’antifascismo? Il libro di Scurati finisce insomma sotto osservazione, anche perché il suo autore ha già detto chiaro e tondo che il suo è il punto di vista di un romanziere e non quello dello storico. raccontare, dunque, e non giudicare. Di qui il titolo allarmato del Venerdì, con conseguente interrogativo: si può scrivere un romanzo su Mussolini rimanendo equidistanti?

Scurati aveva preannunciato il suo “fascioromanzo” lo scorso aprile in un’intervista di Paolo Di Stefano, anch’egli scrittore, pubblicata nell’inserto domenicale culturale del CorriereLa Lettura.In quella sede aveva spiegato  che il progetto gli era balenato in mente guardando un discorso di Mussolini: “Mi sono detto: ma questo qui non l’ha mai raccontato nessuno. Pensavo naturalmente al punto di vista del romanziere, non dello storico. Per un attimo l’ho fissato con occhi spogli della pregiudiziale antifascista, l’ho osservato come materia narrativa”.

Scurati si è trovato dinanzi una bibliografia sconfinata e ha cominciato ad andarsi a sfogliare le biografie di Mussolini di parte fascista, come quella di Giorgio Pini e Duilio Susmel, ha consultato l’archivio dell’Avanti!, del Popolo d’Italia e del Corriere, ha annotato date, ha letto documenti, ha rivisitato la memorialistica dei protagonisti minori del Ventennio e poi si è messo al lavoro, senza timore  di essere accusato di revisionismo: “A me interessa, rimanendo antifascista, raccontare il fascismo attraverso i fascisti, il che non significa aderire alla loro ideologia“. Il “tasso di romanzesco” presente nel fascismo lo ha strabiliato. Scurati è rimasto poi soggiogato da alcuni personaggi, come Nicola Bombacci, “il Cristo degli operai, il Lenin di Romagna…” e come Aldo Finzi, fascista ebreo che finirà fucilato alle Fosse Ardeatine. L’ideologia, a suo avviso, toglie umanità ai fascisti. Il romanzo gliela restituisce. E che alla fine il soggetto scelto eserciti sull’autore una irresistibile fascinazione è appena il caso di sottolinearlo.

 

 

 

fonte: http://www.secoloditalia.it/2018/09/attenti-al-duce-paira-del-romanzo-scurati-sul-fascismo/

Un commento

  • Curti Ernesto

    È ancora presto e molto difficile esprimere opinioni (in un contesto politico che persevera nel concetto : partigiani =buonie ifascisti= cattivi) altrettanto complicato mettere a fuoco con imparzialità il 20ennio fascista ( luci e ombre ) Finché sopravviverà il mito e l’enfasi del movimento partigiano e i rancori delle ingiustizie subite non saranno sopiti non ci saranno le condizionei ne la serenità necessaria per approfondire un capitolo assai complesso e importante della storia d’Italia , con una miriade di sfaccettature che vanno al di là della semplice contrapposizione ( creata e mantenuta ad arte ) tra fascisti e partigiani ! Mi sembra sbagliato e poco credibile perseverare nel descrivere un passato diviso fra due Italie : una buona e una cattiva !

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