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Non solo ponti, le altre opere di Riccardo Morandi – scheda

(askanews) – Ingegnere, estimatore del cemento armato di cui aveva brevettato un metodo originale di compressione, Riccardo Morandi non ha progettato solo ponti nella sua lunga carriera. Molte le chiese, da quella di Santa Barbara a Colleferro (1934) fino alla chiesa di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca a Roma, costruita tra il 1983 e il 1985 con l’architetto Spadolini e di cui in particolare Morandi ha concepito il tetto. “La copertura è stata ideata da Riccardo Morandi. L’edificio, inaugurato nel 1987, costituisce il punto focale religioso, sociale e topografico dell’intera zona. La Chiesa si presenta come una tenda, con una base molto larga che si innalza restringendosi verso l’alto, fino a trasformarsi in due sottili pinnacoli. La grande copertura, a doppia curvatura parabolica in legno lamellare, è sostenuta da due catenarie in calcestruzzo armato precompresso. Un particolare accorgimento tecnico fa in modo che i pinnacoli traccino, verso la sommità, una croce visibile solo quando la luce del sole attraversa l’edificio”, si legge nel sito specializzato Milanoingegneria. Sempre con Spadolini, Morandi ha contribuito alla chiesa nel centro direzionale di Napoli (1989).

Molti cinema di Roma portano la firma di uno degli ingegneri più produttivi e famosi d’Italia, dall’Augustus al Giulio Cesare con soprastante edificio, al Quattro Fontane per il quale curò il restauro, al cinema Maestoso nel quartiere Appio. E poi, a ridosso della basilica di San Giovanni in Laterano, il mercato coperto Metronio (1956-57). E ancora: il cementificio a Colleferro, la centrale termoelettrica a SanPaolo a Roma, l’Auditorium dell’Accademia Musicale di Santa Cecilia, Via Flaminia, Roma (con C. Carrara, P. Baruffi, progetto) e la Centrale termoelettrica a Civitavecchia (1951/1952).

Ma sono sicuramente i ponti il grosso della sua produzione, che si concentra tra il 1931 e il 1989. Morandi progettò, fra l’altro, il Ponte Amerigo Vespucci a Firenze, il viadotto Fausto Bisantis a Catanzaro, l’ormai tristemente famoso viadotto Polcevera dell’Autostrada A10 Genova-Ventimiglia, parzialmente crollato il 14 agosto 2018, il ponte sul Wadi al-Kuf (chiuso al traffico nel 2017 dalle autorità Libiche per deterioramento strutturale) e il ponte intitolato a Giuseppe Capograssi a Sulmona. E ancora il ponte sul Sambro per l’Autostrada Firenze-Bologna (1957) e, tra il 1963 e il 67 il viadotto sull’ansa del Tevere nel tratto di Autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino presso la Magliana a Roma. Nonché il Ponte General Rafael Urdaneta a Maracaibo, in Venezuela, crollato per l’impatto di una petroliera alla deriva; e nel 1970 il viadotto Akragas, vicino alla Valle dei Templi ad Agrigento (attualmente chiuso).

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