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‘Questi immigrati ci tratteranno come un Paese conquistato’. Dicevano degli italiani nel 1893

Dodici braccianti africani, di cui sette regolari, sfruttati nei campi pugliesi di pomodori, sono morti vicino a Foggia nell’impatto tra un tir e un furgone illegale, malandato, stipato di uomini che tornavano dal lavoro nei campi. Solo sabato scorso, sempre nel Foggiano, altri quattro braccianti stranieri erano stati vittime di un frontale. Dietro, c’è la mafia italiana del caporalato, che – con la complicità di “vicecaporali” africani e imprenditori agricoli italiani – taglieggia i migranti, pagati irregolarmente 3 euro l’ora per 10 ore sotto il sole cocente. Da vent’anni si consuma questo dramma, mentre la legge anticaporalato non è fatta rispettare.

Secondo scenario

Per sfuggire alla miseria hanno passato i confini in tanti, spesso clandestinamente. E pur di lavorare accettano una paga assai più bassa rispetto a quella degli abitanti della zona, che disdegnavano quell’impiego, duro e mal retribuito. I quattro soldi servono per fare campare le famiglie lontane. Lavorano in condizioni penose. Alcuni “abitano” in capanni col tetto di frasche. Tantissimi dormono all’aperto. Chi vive nella zona li considera ladri e sporchi. La rabbia esplode con un pretesto non del tutto chiaro. Fatto sta che una mattina la gente del posto attacca i capanni che ospitano gli immigrati: inizia una gigantesca caccia allo straniero.

È un altro racconto di quello che succede in tante zone d’Italia? Macché. Sembra. È un’altra storia: risale al 1893. Però è anche la “stessa” storia. Diversi i protagonisti. Le vittime della caccia cominciata il 17 agosto di 125 anni fa furono gli italiani immigrati nella zona di Aigues-Mortes, cittadina della Camargue nel Sud della Francia. Erano lì per lavorare nelle saline. Il bilancio finale dei morti tra gli operai italiani non è mai stato accertato: 9 secondo le stime ufficiali francesi. Il Times di Londra parlò di almeno 50 vittime. Secondo altre fonti arrivarono addirittura al centinaio. Una rivolta xenofoba che pochi ricordano, raccontata tra l’altro in un bel libro di Enzo Barnabà: “Morte agli italiani! Il massacro di Aigues-Mortes 1893” (Infinito, 2008).

Gli italiani, allora, erano chiamati dai francesi “Christos” o “Macaronis”. Erano emigranti stagionali, come quelli accampati oggi nel nostro Sud; arrivavano dal vicino Piemonte e da altre regioni. In Italia l’agricoltura era in crisi. I prezzi del cibo erano aumentati. In Piemonte, poi, i vigneti erano decimati da malattie come fillossera, iodio, peronospora. Il lavoro era scarso e pagato pochissimo. Non restava che emigrare.

 

 

fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/07/questi-immigrati-ci-tratteranno-come-un-paese-conquistato-dicevano-degli-italiani-nel-1893/4543362/

Un commento

  • xander

    Non esiste alcun paragone fra le due situazioni; d’altronde è un giornale di sinistra

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