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PENSIONI D’ORO: I SINDACALISTI DI CGIL CISL E UIL PERCEPISCONO IL 30% IN PIU’ RISPETTO AI CONTRIBUTI VERSATI. GIUSTINO D’UVA (SINLAI): “OLTRE AD AVER TRADITO I LAVORATORI, LI BEFFANO QUOTIDIANAMENTE.

A parità di contributi versati all’INPS, in media, i dirigenti sindacali di CGIL CISL e UIL percepiscono una pensione più alta del 30 %. È la conseguenza di una legge risalente al 1996, che ancora consente ai sindacalisti delle tre sigle principali di percepire pensioni ben più alte rispetto ai contributi versati.
Il Ministro del Lavoro, evidentemente colluso con la CGIL, si guarda bene dal denunciare l’assurdo privilegio, anche quando lancia accorati anatemi contro pensioni e stipendi d’oro.
Il SINLAI, Invece, si conferma l’unica organizzazione sindacale sempre pronta a denunciare abusi e ingiustizie a danno dei lavoratori italiani. Giustino D’Uva, dirigente nazionale, ha commentato: “CGIL CISL e UIL ormai sono veri e propri nemici dei lavoratori. I loro dirigenti, oltre ad avere stipendi altissimi, percepiscono pensioni d’oro, ovviamente a spese dei contribuenti italiani. A titolo esemplificativo, la Camusso (CGIL) guadagna oltre 4mila euro al mese, Barbagallo (UIL) ne percepisce circa 3mila di pensione. Intanto i pensionati comuni muoiono di fame e gli operai finiscono quotidianamente vittime delle precarie condizioni cui sono sottoposti. Ed il Ministro del Lavoro, che lancia strali contro i privilegi, scandalosamente tace quest’ingiustizia. Ancora una volta è il SINLAI l’unico sindacato che tutela davvero gli interessi degli italiani, che, onestamente, lavorano e pagano tasse e contributi, salvo poi non avere riconosciuto alcun diritto”.

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