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Riva Destra: la politica a Castrolibero

In ogni momento della storia politica, il presente si pone in posizione dialettica rispetto al passato, di cui è in parte conservazione ed in parte rinnovamento e superamento. A Castrolibero, purtroppo, non è così!  Infatti è da considerare che la storia politica si ripeterebbe sempre eguale. Pertanto, il così tanto agognato progresso non avverrà mai perché la politica attuata da certa ibrida classe sociale, ascesa, non è stata mai capace di porre dei correttivi o quantomeno attuare una specie di filtro sotto la spinta innovativa degli elementi del passato e fare in modo che alcuni di essi siano accettati, altri respinti, altri modificati e adattati alle esigenze socio- economiche e culturali del territorio non perdendo di vista i mutamenti anche sociali rispetto ai valori da esso tramandati, sia per la fisionomia e la storia dello stesso! Il patrimonio della tradizione, sembra che a Castrolibero non ci sia mai stato in considerazione che alcuni personaggi avocano alla propria azione l’autonomia politica, rispetto all’ atteggiamento di critica alla tradizione, mai così radicale né violento come in altri: sono quelli che potremmo chiamare riformisti che si illudono di instaurare un ordine del tutto nuovo alla società. Il problema sorge nel momento in cui questi pseudo politicanti da baraccone insorgono a nuova vita nella presunzione di un candore mai illuminato e semmai oscurato da avvenimenti nebulosi per la fierezza dei comportamenti che ne aumenta il potere, attirando persone, che nell’ organizzazione politica trovano protezione e prebende! La storia è la progressiva manifestazione della ragione; oppure, ancora, il passaggio a forme di organizzazione del lavoro che deve essere programmato rispetto ad un progetto organico e credibile proprio per la fisionomia di un territorio che dovrebbe essere votato alla cultura agro-turistica. Negare alle future generazioni una diagonale industriale, significa negare la nascita e la maturazione dell’idea di libertà e fomentare semmai la pratica della ribellione, nel rivolgere lo sguardo verso poteri occulti che ripiegano la dignità umana e la trasmutano in quella animale che perde la coscienza velandone l’azione! Ciò premesso, risulta difficile argomentare le prospettive e le speranze per un territorio ormai alla disfatta e appiattita a vecchie concezioni di potere che rendono i movimenti civili centrifughi!

 

 

Riva Destra Coordinamento Regionale Calabria

Responsabile Dipartimento Cultura

Prof. Sergio La Ghezza

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