atuttadestra.net

“I radical chic odiano l’Italia”: il Primato Nazionale dal 4 luglio in edicola

Il nuovo numero del mensile del Primato Nazionale giungerà mercoledì 4 luglio nelle edicole di tutta Italia. Il «faccione» del mese, questa volta, è quello smunto e allucinato di Gino Stradaemblema del perfetto radical chic di sinistra. Così il direttore Adriano Scianca descrive nell’editoriale l’identità di questa particolare casta politica e intellettuale: «La crescente intolleranza verso il proprio simile, verso il prossimo, il vicino, il compatriota, unita all’esaltazione acritica del diverso, di chi è più lontano, dello straniero, è una caratteristica del radical chic in servizio permanente effettivo: Strada, Saviano, Boldrini e tutti gli altri. Quelli per cui ogni scusa per attaccare gli italiani è buona, mentre gli immigrati sono sempre degli Übermensch morali: più belli, più bravi, più capaci, più onesti, più lavoratori, più intelligenti. Delirio dell’autorazzismo, ninnolo ideologico della classe agiata». E il focus, infatti, è composto da ben tre articoli di approfondimento: oltre a un contributo sempre di Scianca, figurano anche un articolo a firma di Alessandro Catto (estratto dal suo libro che si intitola proprio Radical chic), il quale parla di un vero e proprio «odio di classe» di una borghesia ricca e arrogante contro i poveri e i lavoratori autoctoni, e un contributo di Paolo Borgognone, che si concentra invece sulla cosiddetta «Generazione Erasmus» (anche questo titolo di una sua opera), ultima evoluzione della genia dei radical chic.

Prima del focus, tuttavia, il nuovo numero del Primato Nazionale si apre con la consueta inchiesta di Francesca Totolo, stavolta dedicata al ruolo dell’Onu nel sostegno all’immigrazione illegale e alla sostituzione di popolo. Segue un contributo del prof. Vivaldi-Forti, che propone un aggiornamento sostanziale della Costituzione italiana. Sfogliando le pagine del mensile, si arriva poi allo speciale sull’Unione europea: se Carlo Larenzi ci spiega perché sono proprio i cosiddetti «europeisti» a essere i veri nemici di un’Europa delle nazioni, Valerio Benedetti analizza invece il discusso ruolo della Germania, esaltata dai neoliberisti come la «locomotiva d’Europa», ma in realtà maggiore responsabile della crisi dell’eurozona e della disaffezione dei cittadini europei nei confronti dell’Unione. Dopo lo speciale fanno capolino i due approfondimenti di economia, con Filippo Burla che smonta pezzo per pezzo – e numeri alla mano – la bufala degli «immigrati che ci pagheranno le pensioni» e Walter Parisi che pone l’attenzione sulla necessità dell’Italia di dotarsi di un sistema efficace di intelligence economica.

Non può mancare, ovviamente, la nutrita galleria di rubriche del Primato Nazionale con nomi importanti del giornalismo italiano, come quelli di Francesco Borgonovo, Paolo Bargiggia, Alessandro Meluzzi, Mario Vattani e Diego Fusaro. Molto interessante è il confronto tra Borgonovo e Vattani: se il primo mette in guardia dal ruolo di alcune nuove tecnologie, che finiscono per impigrire e isolare chi ne fa uso, il secondo ci porta invece in Giappone, dove lo sviluppo della robotica sta facendo veri e propri miracoli. Inoltre, se Meluzzi si profonde in un accorato elogio dell’Italia, avversata da intellettuali ed eurocrati insensibili a supponenti, Fusaro rimette invece in discussione la dicotomia tradizione/emancipazione: per il giovane filosofo, infatti, è proprio il radicamento in una tradizione viva e nei suoi simboli a rappresentare un’emancipazione dal pensiero unico globalista e turbocapitalista.

Tra i numerosi approfondimenti – che hanno da sempre caratterizzato il Primato Nazionale – sono da segnalare il contributo di Guido Taietti, che ci parla dell’errore geopolitico, prima ancora che culturale, del cosiddetto «scontro di civiltà», quello di Maurizio Murelli sul populismo che «ha riaperto la storia», quello di Tommaso Indellisulla caduta di Roma antica e sulla sua strumentalizzazione da parte di storici ideologizzati e, infine, quello di Tommaso Lunardi sugli sportivi italiani caduti nelle due guerre mondiali.

Un commento

  • nicoletta pantani

    Vorrei abbonarmi alla rivista come posso fare? Nelle edicole della nostra zona è praticamente impossibile …..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.