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Abbattere i muri con il dialogo

Devo la comprensione di questo fatto a due persone, che cito in ordine di comparsa nella mia vita. Esse sono la giornalista – scrittrice Giuditta Dembech di Torino, e il leader buddista Daisaku Ikeda della Soka Gakkai. Grazie a loro, ad esempio, ho pensato a tre incontri. Uno si è realizzato, quello tra il presidente degli U.S.A. Trump e Kim Jong-un. Ne rimangono due: tra il governo della Repubblica Popolare Cinese e il Dalai Lama (la convivenza tra loro e tra i loro popoli, anche se il Tibet resta nella Cina, è possibile); tra i governi di Israele e Iran (una guerra tra di loro rischia di portare ad una guerra mondiale. Di sicuro causerà la fine di Israele e dell’Islam). Un punto. Per ottenere dei risultati, devi per forza dialogare con chi è al vertice della piramide, fossero anche dei dittatori e dei tiranni. Quindi, non si può biasimare chi l’ha fatto e chi lofa.                                                                                                                      Per abbattere i muri serve capire cosa gli elementi dei giochi indicano nel settore. Ma quanti sono? Il documento www.econ.unito.it/vannoni/docs/thgiochi/pdf  indica un elemento in più, rispetto ai quattro elementi della teoria dei giochi indicati  da M. Fontana e R. Balconi. Ma quali sono questi elementi? 1-I giocatori, che sono i popoli e le culture; 2-Le azioni cioè l’insieme delle mosse a disposizione dei giocatori; 3-l’informazione, che può cambiare le decisioni dei giocatori; 4-Le strategie, cioè l’insieme dei possibili piani d’azione: una strategia, dunque, specifica un’azione per ognuna delle situazioni in cui il giocatore può essere chiamato a decidere ( indipendentemente dal fatto che poi venga effettivamente a trovarsi in quella situazione );  5-I play – off, (o le vincite), gli esiti del gioco per ciascun giocatore: la sconfitta (rifiuto totale, assorbire gli altri, farsi assorbire gli altri), e la vittoria, la convivenza. Per iniziare in pratica, serve una nuova Jalta. Un incontro tra i governi di Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia, Giappone, Cina, india. I magnifici 7 del dialogo tra i popoli, in attesa di avere gli Stati Uniti del pianeta. Ma non partiamo dalle istituzioni internazionali esistenti. Sono costruiti male dalle fondamenta, quindi non si ristrutturano. Si buttano giù e si ricostruiscono da capo. Ma per avere un mondo unito, è necessario prima di tutto che non sia distrutto da una guerra nucleare. Come primo passo, propongo la ratifica del trattato firmato all’ONU il 07/07/2017, che prevede la messa al bando delle armi nucleari, e questi cinque punti:1- Le sottoscritte e i sottoscritti capi di stato e di governo si impegnano all’osservanza dei seguenti punti, la base per il rimanere nell’alleanza; 2- Le basi sono territorio europeo, restituiscono soldi, sconti e facilitazioni finora ottenuti, pagano tutto fino all’ultimo centesimo. Dalla restituzione della somma percepiranno €5mld/annui omnicomprensivi come rimborso spese; 3- I militari accusati di aver commesso reati in un paese diverso da quello di origine, vanno consegnati alla giustizia del paese interessato; 4- Fino alla loro totale eliminazione, tutte armi nucleari e le armi a frequenza, MUOS compreso, lascino immediatamente il territorio nazionale. È fatto loro il divieto di attraversamento via aria, acqua, terra, del territorio, e ogni tentativo di violazione sarà considerato un atto di guerra; 5- Dal territorio nazionale non partiranno azioni militari contro paesi che non abbiano attaccato per primi, e solo dopo aver capito da chi è veramente partita la provocazione. Gli incontri, che spero siano più di uno, hanno questo obiettivo.

                                                                               Fede per l’Europa

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