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Fu un pugno futurista, condannato il leader di Casapound

Viterbo – Fu un pugno futurista, condannato il leader di Casapound.

Non uno “schiaffo futurista” come sostenuto dall’imputato, che ha dato una valenza metafisica all’aggressione, ma un pugno vero e proprio, dal quale Rossi è uscito con un occhio nero.

Per l’aggressione al direttore artistico di Caffeina Filippo Rossi del 14 luglio 2014 a San Pellegrino, Gianluca Iannone è stato condannato a una multa di 800 euro e a una provvisionale di 1500 euro, in vista di un più cospicuo risarcimento alla vittima in sede civile. Dovrà inoltre pagare le spese legali del processo davanti al giudice di pace Alessandro Mandolini.

Condannato per le lesioni, Iannone è stato invece assolto dall’accusa di ingiurie, per avere dato del “traditore” a Rossi, in quanto le ingiurie non sono più previste dalla legge come reato. E’ stato infine assolto perché Rossi, dopo tanto tempo, non sarebbe più in grado di riconoscerlo, l’altro imputato, un attivista del movimento, che secondo l’accusa avrebbe sferrato un calcio a Rossi, già atterrato da Iannone.

Iannone non ha mai presenziato al processo. Rossi invece ieri è stato sentito per la prima volta dal giudice al quale ha raccontato la dinamica dell’aggressione (“Mi ha dato del traditore e sferrato un pugno”) spiegando come, secondo lui, fosse politico il movente dell’aggressione: “Vengo da un’esperienza di giornalismo di destra, durante la quale ho fatto delle critiche all’estrema destra italiana. Non c’è stato un allontanamento, perché non c’era mai stato un avvicinamento – ha sottolineato – ma le mie polemiche contro l’estrema destra sono pubblicate ovunque”. 

“Iannone ci ha fatto sapere cosa pensa dell’articolo 21 della costituzione, dicendo che feriscono più la parola e la penna che un occhio nero – il commento a caldo del difensore di parte civile Giacomo Barelli – ebbene l’articolo 21 della costituzione sancisce la libertà di pensiero, di parola e di scrittura. Penna e parola sono legittime per esprimere, anche con forza, la propria diversità di opinioni. Fare un occhio nero, no”.

 

 

fonte: http://www.tusciaweb.eu/2018/05/fu-un-pugno-futurista-condannato-leader-casapound/

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