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Analisi del voto: CasaPound non vola, ma la sua crescita resta impressionante

Arrivati quasi al termine dello spoglio di questa tornata elettorale è arrivato il momento di analizzare i numeri e capire cosa ci dicono. I risultati percentuali, che garantiscono l’accesso a Camera o Senato sono ben chiari e confermano il prevedibile salto in avanti del Movimento 5 Stelle, che supera il 32%, e l’ascesa di Salvininella coalizione di centrodestra che stacca Forza Italia di 3 punti percentuali. Saltano immediatamente all’occhio quindi sia la disfatta di Berlusconi, che con uno scarso 14% si trova costretto a lasciare la leadership alla Lega e il vero e proprio “tonfo” della sinistra, con il PD di Renzi al minimo storico, intorno al 18,7%.

Per non soffermarci sulla fantapolitica, cercando di immaginare possibili coalizioni tra M5S e Lega, piuttosto improbabile, o un governo targato M5S con l’appoggio del PD, è sicuramente più utile andare oltre le percentuali e le facili letture, analizzando nel dettaglio i risultati, così da comprendere altri fenomeni emersi in questa tornata elettorale. Guardando i dati forniti direttamente dal sito del dipartimento degli interni(http://elezioni.interno.gov.it/) il primo dato da considerare, quando abbiamo ormai quasi raggiunto il 100% delle sezioni scrutinate, è quello dei votanti, circa 32,5 milioni contro i 35,3 delle precedenti elezioni del 2013. Siamo quindi abbastanza in linea con quanto accaduto 5 anni fa malgrado il grandissimo spauracchio dell’astensionismo.

Partiamo dal Centrodestra. Con 12 milioni di voti raggiunge quota 37%, in crescita del 22% rispetto al 2013 e guadagnando il 7,8%. I dati più rilevanti emergono però separando crescita casapoundl’analisi sui partiti che compongono la coalizione. Mentre il partito di Berlusconi (ai tempi PDL) che pesava il 74% all’interno della coalizione oggi scende al 38%, raccogliendo 4,5 milioni di voti e ottenendo un magro 14%, la Lega fa da padrone e raccoglie 5,6 milioni di voti, pari al 17,4%, con un peso del 47% all’interno della coalizione. Come si vede dal primo grafico la Lega esce vincitrice da questa tornata, crescendo del 306% rispetto al 2013, raccogliendo circa 1 milione e mezzo di voti, esclusi quelli “migrati” da Forza Italia (circa 2,8 milioni). Il 4% del 2013 si trasforma quindi nel 17.4%. Bene anche Fratelli d’Italia che raddoppia i suoi voti (+112% rispetto al 2013) e ottiene il 4.3%. In sostanza l’ammorbidimento e la deriva “centrista” di Lega e FdI sembrano aver premiato i 2 partiti malgrado l’allontanamento e talvolta l’abbandono delle principali battaglie grazie alle quali avevano ottenuto i primissimi consensi (si veda ad esempio l’uscita dall’Euro).

Inutile soffermarsi sulla sconfitta politica del PD e della sinistra in generale dove, anche considerando i fuoriusciti di Leu, il dato è assolutamente negativo. 2 milioni e mezzo di voti in meno per il Partito Democratico che si ferma al 18.7%. Conferma, anzi supera anche le aspettative il M5S che, portando avanti una campagna elettorale su due binomi, quello Di Maio-Casaleggio più istituzionale e quello Di Battista-Grillo più populista, riesce a mantenere la base di voti “di protesta” del 2013 e aggiunge anche 2 milioni di voti provenienti direttamente dal Partito Democratico, ad esclusione di quelli convogliati in LEU e Bonino, figli di un elettorato più radicale (o meglio radical-chic).

Il dato più difficile da leggere ma che invece rappresenta quello più “sostanziale” è la grandissima crescita di CasaPound che fa un salto del 546% rispetto alle scorse elezioni, superando il muro dei 300 mila voti alla Camera. Si tratta chiaramente di un valore assoluto diverso da quelli descritti fin qui, ma rappresenta in ogni caso un dato importantissimo che mette in risalto il grande lavoro svolto dalla Tartaruga Frecciata su tutto il territorio nazionale. E’ importante perché si tratta appunto di un risultato basato sul lavoro, sull’azione, sul fare e in una campagna elettorale basata esclusivamente sulle promesse, sui passi indietro e sulle urla assume una valenza ancora maggiore. E’ importante perché sulle performance del movimento hanno inficiato una serie di fattori non trascurabili, come ad esempio la scarsa partecipazione di CP sui principali media, non certo per volontà di CasaPound che avrebbe di gran lunga preferito poter partecipare a dibattiti politici in cui è stata argomento centrale di discussione. O ancora per lo spauracchio del “pericolo fascista” montato ad arte dalla sinistra con la manovalanza dei centri sociali.

 

 

 

fonte: https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/80847-80847/

Un commento

  • dextrus

    Sbagliato! La gente ha preferito e preferirà Lega, FdI e M5S perchè non sa che farsene di due siglette neofasciste. Sarebbe diverso se CP e FN si unissero: ma evidentemente a tutti piace fare le primedonne non Politica

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