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Cangini, papà nella bara in camicia nera

(ANSA) – BOLOGNA – “Prima di morire, la scorsa settimana, mio padre ha lasciato un’unica disposizione: essere vestito in camicia nera”. Inizia così il racconto di Andrea Cangini, direttore del Qn e figlio di Franco (ex direttore del Resto del Carlino e del Tempo), primo di una serie di interventi nella pagina ‘Il caffè’ del Carlino sul tema dell’8 settembre visto come “la morte della patria”. “Quando la guerra fu persa e il fascismo si dissolse – prosegue – mio padre aveva dieci anni.
Era un bambino. Eppure per tutti i 72 anni che seguirono non smise mai di sentirsi un reduce. Fu così, per reazione, che un bambino di 10 anni si caricò in spalla l’onore della nazione.
Come a lavare un’onta, come a testimoniare con la propria vita che la coerenza è possibile, che è possibile per la coerenza farsi largo persino in Italia”. La rubrica ospiterà testimonianze sul tema dell’armistizio di Luciano Violante, Franco Cardini, Pierluigi Battista, Walter Veltroni, Augusto Barbera, Marcello Veneziani, Marco Follini, Francesco Perfetti.

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