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Il Duce tornerà*. Ma solo al cinema

Prodotto da Indiana films, distribuito da Vision, si tratta del remake italiano del tedesco Lui è tornato tratto dal bestseller di Timur Vermes. Se nell’originale si immaginava Hitler che tornava ai giorni nostri, Nicola Guaglianone e Luca Miniero, che lo dirigerà anche, hanno riscritto la storia con protagonista il Duce che da Piazzale Loreto si rifà vivo a Piazza Vittorio oggi. Popolizio mette le mani avanti: “Deve essere chiaro che si tratta di una commedia, quindi c’è molta ironia, ma ciononostante quello che si vedrà è inquietante”.

Perché? Che storia è?
“Il film inizia con Mussolini, mezzo conciato, sporco reduce da Piazzale Loreto che torna a Roma, in piazza Vittorio e vedendola piena di immigrati, immagina sia stata occupata dagli abissini. Ma chi lo vede, però, lo prende per un attore che interpreta il Duce molto bene; un astro nascente, insomma, e in questa veste viene invitato in tv da Cattelan, da Mentana che lo considerano il personaggio del momento. Da lì scattano reazioni incredibili, che fanno paura”.

Che vuol dire?
“Miniero ha usato la cinepresa come una sorta di candid camera, registrando le reazioni reali delle persone qualunque, di fronte al mio Mussolini redivivo che passa per strada. Ne viene fuori una fotografia della pancia di questo paese davvero tremenda, un’Italia razzista, poco solidale, forcaiola. Come se si fosse cancellato dalla memoria tutto quello che è stato il ventennio fascista nella storia di questo paese”.

Un quadro raggelante
“Durante le riprese, io sempre in divisa da Mussolini, passavamo per strada con la macchina scoperta e c’era gente che ci salutava col saluto romano, ragazzi che ci seguivano in moto gridando ‘finalmente sei tornato’. Pensi che quando in Germania giravano l’originale con il finto Hitler, la gente per strada si scansava, qui da noi ero circondato da fan, la gente coi telefonini che voleva farsi la foto accanto a me…”.

Dunque hanno fatto bene ad approvare la legge contro l’apologia di fascismo
“Certo. Se devo stare alle reazioni raccolte durante il set, ho la sensazione che la gente non sappia quello che è stato il fascismo, e ne faccia una apologia solo nell’illusione che l’uomo forte sia la soluzione. Al mercato di Firenze dove dovevamo girare una scena con Frank Matano che faceva il giornalista, la gente si rivolgeva a me come se fossi stato davvero Mussolini: ‘Coi migranti ci vorrebbe uno come lei’ – mi dicevano – lei bombarderebbe i barconi’. Abbiamo scoperto un’Italia che sarebbe pronta a seguire l’uomo forte al comando”.

Il Duce della finzione cinematografica come reagisce di fronte a tanto entusiasmo?
“E’ orripilato. Degli italiani dice: ‘Li ho lascito analfabeti e li ritrovo uguali, anche peggio: infelici, invidiosi, sempre attaccati ai telefonini…”.

”’Sono tornato”’, Massimo Popolizio e il Duce’:’ “Fotografia di un”’Italia razzista e forcaiola” – Teatro/Danza – Spettacoli – Repubblica.it

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