Pubblicato il: 13 settembre 2017 alle 3:50 pm

In diecimila a Piazza Garibaldi per la Festa del Sacrificio

Poteva una manifestazione religiosa con connotati pacifici provocare una scia di polemiche? Ci è riuscita la Festa della Tolleranza napoletana che ha visto riunite a piazza Garibaldi tutte le comunità islamiche del partenopeo in una delle più importanti date del calendario musulmano: il sacrificio a Dio del patriarca Abramo.

Dalla piazza della Stazione Centrale sono state pronunciate parole di pace integrazione e gli Imam coinvolti nella preghiera hanno “ringraziato amministrazione e cittadini per le opportunità offerte“.

Eppure.

Eppure la situazione alle spalle di quella piazza è una polveriera, borderline nelle vie dai nomi di città italiane che incorniciano tutta la zona. Una situazione che è sfociata nel caso di agosto dei militari accerchiati a via Firenze che ha dato il via a un dibattito dai toni molto duri tra associazioni antirazziste e comitati cittadini (autoproclamatosi o meno).

Così basta un nonnulla per creare un caso nella città che più di tutte si autoproclama (quasi per statuto) di integrazione e ospitalità.

Il corteo di Casapound e la polemica di Stefano Capocelli

Così gli attivisti di Casapound hanno deciso di sfilare ieri in piazza Garibaldi al grido di “Piazza Garibaldi non è una moschea“, additando il sindaco de Magistris di essere il “sindaco dei musulmani”. Di contro, arriva sui social un commento che non passa inosservato da parte di Stefano Capocelli.

Capocelli, assessore alla IV municipalità, affida il suo sfogo a Facebook e viene duramente contestato. In primis da Armando Coppola, ex presidente del parlamentino e ora alla guida di Napoli in Sinergia:

«Trovo vergognosi gli attacchi dell’assessore della IV Municipalità che ha lanciato epiteti di gravità inaudita all’indirizzo dei cittadini che avevano la sola colpa di far sentire la loro voce contro le politiche scellerate di questa amministrazione comunale. Stefano Maria Capocelli è espressione diretta di de Magistris e in un post scritto su Facebook , poi prontamente cancellato, da pieno sfoggio al razzismo di una certa borghesia parassitaria napoletana, gente che vive di prebende pubbliche e che non ha nessun rapporto con la società. L’assessore Capocelli è un supermiracolato della politica e ha dimostrato, con questo post razzista, di non conoscere il territorio e di non conoscere i generosi sforzi compiuti quotidianamente dai cittadini per combattere la criminalità organizzata».

Capocelli ha risposto attraverso le pagine de Il Mattino: intervistato dalla collega Giuliana Covella su quanto scritto afferma che le sue parole sono state strumentalizzate e aggiunge:

«Tengo a precisare che non ce l’avevo certo con i residenti del Vasto. Dai like ricevuti, anche di autorevoli politici, mi pare però che sia un sentimento diffuso. La mia era una replica alle polemiche sorte dopo la manifestazione di pace e preghiera di venerdì in piazza Garibaldi. Oggi essere intolleranti verso una manifestazione del genere mi sembra il massimo della xenofobia»

 

fonte: https://www.livenet.it/societa/napoli-la-festa-della-tolleranza-dellislam-le-polemiche/

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