Pubblicato il: 19 maggio 2017 alle 6:50 pm

Calabria: Fiamma Tricolore su immigrazione “siamo di fronte alla tratta degli schiavi del XXI secolo”

tapis-immigrati-300x169Il tempo ci sta dando ragione su quello che abbiamo sempre sostenuto in merito all’immigrazione clandestina: siamo di fronte alla tratta degli schiavi del XXI secolo.
Ogni giorno sentiamo parlare di miracolosi salvataggi nel canale di Sicilia, le prediche ipocrite e buoniste da parte delle istituzioni (che di certo con i loro redditi “upper class” non devono far fronte ai problemi quotidiani a cui la maggior parte del popolo deve far fronte) e soprattutto del grande contributo delle Ong e delle associazioni che danno alla causa.
Tuttavia dietro questa maschera perbenista si cela il più oscuro dei business, perché questi migranti una volta arrivati in Italia diventano una vera e propria risorsa, non certo per noi italiani come la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, vuol farci credere, ma solo per gli sfruttatori.
In Calabria stiamo assistendo a vicende che definire orripilanti e disdicevoli è veramente poco: fantomatiche reti di solidarietà, ragazzi collocati all’interno di case fatiscenti e infine migranti sfruttati nei campi per 11/12 ore al giorno per sole 10 misere euro.
Quest’ultimo episodio è accaduto a Camigliatello (CS), dove i centri di accoglienza, divenuti vere e proprie agenzie di caporalato, vendevano dei giovani migranti alle aziende agricole per 35 euro.

Il costo medio per l’accoglienza di un immigrato è di 35 euro al giorno (45 per i minori) che non finiscono in tasca ai migranti ma vengono erogati agli enti gestori dei centri d’accoglienza e di questi solo 2,5 euro, è la cifra che viene data ai migranti per le piccole spese quotidiane. (“pocket money”)
Alcuni degli immigrati risultavano ancora ospiti del Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) in modo tale che i gestori percepissero ancora i contributi dalla prefettura.
Dulcis in fundo, nelle scorse ore, nell’Operazione Jonny, sono scattate le manette per i membri del clan Arena, detti i “ras dell’accoglienza”, e Leonardo Sacco, Governatore della “Fraternità di misericordia” .
Il “CARA” di Crotone , oltre ad essere il centro d’accoglienza più grande d’Europa, era il bancomat della ndrangheta. Adesso ci auguriamo che la magistratura faccia il suo corso e che si indaghi sui collegamenti sia con le ONG che con il livello politico.

Alla luce di questi fatti ci chiediamo: che fine fanno i soldi che i comuni incassano per aver dato ospitalità a questa gente? Lo sfruttamento di questa gente non è anch’esso razzismo? Ma soprattutto: la dignità umana vale sole 35 euro?
Sapevamo che il prezzo dei Giuda era trenta moneta d’argento; ma noi purtroppo sapevamo, e l’abbiamo sempre denunciato, che dietro questa farsa dell’accoglienza si celava un autentico “mercato nero” in quanto dove c’è denaro in abbondanza non c’è rispetto per la vita.

Movimento Sociale – Fiamma Tricolore

 

 

fonte: https://www.cmnews.it/notizie/calabria/137381-calabria-fiamma-tricolore-immigrazione-fronte-alla-tratta-degli-schiavi-del-xxi-secolo/

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