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Di Stefano su Le Pen: “La sua forza è la rabbia, basta inseguire i moderati”

Schermata-2017-05-08-alle-15.29.23-300x286Mondialista, vicino alle lobby finanziarie, europeista e pro immigrazione. La Francia ha scelto Emmanuel Macron come nuovo presidente, preferendolo con il 66% dei voti a Marine Le Pen. La candidata “populista” non supera il 34% dei consensi e annuncia grandi cambiamenti per il suo partito, a cominciare dal nome. Per capire se per i sovranisti di tutta Europa il risultato francese sia da interpretare come una sconfitta senza appello o come un’importante base di partenza per il futuro, abbiamo chiesto a Simone Di Stefano, vice presidente di CasaPound Italia, una lettura del voto transalpino.

Credi che per Marine Le Pen questa sia da considerare come una sconfitta?

Io penso di sì, perché al ballottaggio ha sbagliato strategia, inseguendo il voto dei moderati. Doveva mantenere le sue posizioni radicali fino in fondo, cercare la rabbia, che è quella che sostanzialmente ha vinto, come dimostra l’alto astensionismo rispetto alle precedenti elezioni francesi.

La Le Pen ha annunciato il cambio del nome per il Front National. Sbaglia che parla di “sindrome di Fiuggi” anche per la Francia?

Il rischio è il cambio delle posizioni politiche più che del nome. I media stanno celebrando la vittoria di Macron come il trionfo dell’europeismo e di Bruxelles, mentre l’Unione Europea così come la globalizzazione stanno fallendo. Il rischio per la Le Pen è di perdere l’idea iniziale di una Francia sovrana fuori dall’Unione Europea.

Oggi tra i quotidiani italiani di area centrodestra c’è chi ha titolato “di sola destra non si vince”. Sei d’accordo?

La realtà è che andando tutti insieme sicuramente si perde, la lezione che dobbiamo tenere a mente è quella del 2013 e dei precedenti governi di centrodestra. Governare insieme ai moderati, a chi vuole l’Euro, Bruxelles e sta nel Ppe, non serve a niente, prché in ogni caso sei bloccato e devi disattendere le promesse fatte in campagna elettorale. In più con questa legge elettorale ci sarà di nuovo un grande pareggio proprio come nel 2013, che porterà al governo di nuovo il Pd e Forza Italia, che hanno già governato insieme nei governi Monti, Letta e Renzi. Tutto questo dovrebbe mettere in apprensione Salvini, che sa benissimo che alleandosi con Berlusconi trufferebbe quegli italiani, pronti a votarlo per le sue posizioni sovraniste.

Che conseguenze avrà il voto francese sui “populisti” italiani?

Per Salvini in particolare ora la strada è ancor più in salita, dopo il risultato della Le Pen avrà ancora più forza nel suo partito chi spinge per l’alleanza con i moderati e i centristi, per far sì che la Lega resti la stampella di Berlusconi occupandosi solo della secessione e dell’autonomia del Veneto. Alla fine potrebbe ridursi a fare il ministro di un governo Berlusconi o in generale di centrodestra, che poi è la stessa ambizione della Meloni. CasaPound non andrà mai e poi mai con il centrodestra.

a cura di Davide Romano
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Un commento

  • dextrus

    Non ci andrà perchè ci è già andata in competizioni locali

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