Pubblicato il: 17 febbraio 2017 alle 2:30 pm

Centrodestra. Miccichè (Fi) rompe il muro contro le primarie. In Sicilia si faranno “sono necessarie per l’unità”

Screenshot_4Le primarie imbarazzano Forza Italia. Ma,  stavolta, potrebbero unire il centrodestra, anzichè spaccarlo. Accade  in Sicilia, da sempre laboratorio politico fuori da ogni schema, dove  Gianfranco Miccichè ha accettato le ‘consultazioni aperte’ (non certo  amate da Silvio Berlusconi) per la scelta del candidato alla  presidenza della Regione in vista delle elezioni di ottobre, pur di  tenere insieme tutte le varie anime della litigiosa coalizione di  centrodestra.

Il plenipotenziario del Cav nell’Isola ha dovuto convertirsi alle  primarie, invise ad Arcore e a gran parte dei big azzurri, per spirito di realpolitik. Ma resta il timore che questo suo via libera possa  costituire un ‘precedente’ pericoloso a livello nazionale, facendo da  apripista alle primarie invocate da Lega, Fdi e Raffaele Fitto per  decidere il programma e la leadership del ‘dopo Silvio’.

Miccichè esclude  questo rischio: ”Le nostre primarie  devono essere considerate con valenza locale, non hanno nulla a che  vedere con le posizioni di Fi a livello nazionale”. E ancora:  ”Questo tipo di consultazioni non piace neanche a me, ma in Sicilia  ho dovuto fare di necessità virtù”.

Raccontano, infatti, che in cambio del sì  alle primarie, il commissario regionale di Fi abbia ottenuto un patto  di non belligeranza con i suoi, anche per scongiurare candidature alla presidenza della Regione non condivise. Nello Musumeci, visto i tempi  stretti per la campagna elettorale, era pronto a scendere in campo e  ora la sua candidatura sarà legittimata dalle regole delle primarie  senza creare frizioni interne. Non a caso, Miccichè sottolinea: ”La  fuga in avanti di un candidato alla Regione che non avesse il  gradimento di tutti sarebbe stata devastante”.

A sostenere Musumeci c’è Francesco Storace: ”Giù il cappello e onore  alla Sicilia, da cui viene una lezione di democrazia al centrodestra  italiano. E’ una prima vittoria di Nello Musumeci, che le invoca da un anno”. ‘Forza Nello!”, scrive su twitter il leader de ‘La Destra’.

In questo modo, Miccichè si ritaglierebbe il ruolo di king maker.  Ovvero, ricompatterebbe il centrodestra siciliano (rimettendo insieme  Lega e i centristi),mentre Fi diventerebbe forza  trainante-federatrice e la conquista di palazzo d’Orleans potrebbe  essere a portata di mano.

– Ex acerrimi, rivali e sfidanti nel 2012 proprio alle  regionali, Musumeci e Miccichè, riferiscono, ora avrebbero ritrovato  l’armonia. Sarebbero alleati per forza di cose e per questo avrebbero  ripreso a dialogare. Fino all’accordo di questi giorni sulle primarie.

Le trattative per un’intesa trasversale partono da lontano. Nelle  scorse settimane era circolata con insistenza la candidatura di  Stefania Prestigiacomo alla presidenza. Ma in assenza di dichiarazioni ufficiali della diretta interessata, raccontano, la discesa in campo  dell’ex ministra andava considerata solo un ballon d’essai, una  boutade, per ‘nascondere’ la strategia attuale di Miccichè, che in un  colpo solo, potrebbe riuscire a ricompattare le forze del centrodestra su palazzo d’Orleans e a farle coinvolgere sul candidato sindaco del  capoluogo, Fabrizio Ferrandelli.

A Roma, intanto, il sì di Miccichè alle primarie fa discutere e divide Forza Italia. Il primo a bocciare il via libera dell’ex ministro è un  altro big siciliano, Renato Schifani: ”Non sono contrario alle  primarie in linea di principio, perché ci sono momenti in cui  rappresentano un’espressione di forte democrazia, ma perplesso sul  ricorso a questo strumento per scegliere il candidato alla presidenza  della Regione Siciliana di una coalizione di centrodestra che ha  bisogno di ritrovare i motivi dello stare insieme e quindi  rifondarsi”.

 

fonte: http://www.tribunapoliticaweb.it/partiti-e-movimenti/centrodestra-micciche-fi-rompe-il-muro-contro-le-primarie-in-sicilia-si-faranno-sono-necessarie-per-lunita-47120.html

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