Pubblicato il: 19 luglio 2014 alle 12:10 pm

Referendum abrogativo doppio registro “marittimo”

crociereLegge 27 febbraio 1998, n. 30 – articolo 3

Legge regolatrice del contratto di arruolamento Contrattazione collettiva

 

Di seguito, testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 156 del 08 Luglio 2014 :

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Ai sensi degli articoli 7 e 27 della legge 25 maggio 1970 n. 352, si annuncia che la Cancelleria della Corte Suprema di Cassazione,  in data 7  luglio  2014,  ha  raccolto  a  verbale  e  dato  atto  della dichiarazione  resa  da  dieci   cittadini   italiani,   muniti   dei certificati comprovanti la loro iscrizione nelle liste  elettorali  e di  attestato  comprovante  la  qualità  di  Senatrice  della   XVII Legislatura,  di  voler  promuovere  una  richiesta   di   referendum popolare, previsto dall’art.  75  della  Costituzione,  sul  seguente quesito:

   

“Volete Voi che sia abrogata la Legge 27 febbraio 1998, n. 30 dal titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, recante disposizioni urgenti per  lo  sviluppo del settore dei trasporti e l’incremento dell’occupazione” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 1998 limitatamente  al testo di conversione all’articolo 3  punto  1,  dopo  la  virgola  la dicitura “dei singoli Stati membri” e limitatamente al punto  2,  qui di seguito  riportato  “Il  rapporto  di  lavoro  del  personale  non comunitario non residente  nell’Unione europea,  imbarcato  a  bordo delle navi iscritte nel  Registro  internazionale,  è  regolamentato dalla  legge  scelta  dalle  parti  e  comunque  nel  rispetto  delle convenzioni OIL in materia di lavoro marittimo”?”

   

Dichiarano  altresì  di  eleggere  domicilio   presso   Comitato Promotore Referendum di Movimento Base  Italia  presso  Avv.  Valeria Sanfilippo, Via Massimo D’Azeglio n. 2/C  ,  90143  Palermo  –  Cell. 3200860704 – studiolegalesanfilippo@gmail.com

 

Il Comitato Nazionale di Movimento Base Italia con l’adesione di una Senatrice della XVII Legislatura, in data 07 Luglio 2014 presso la Corte Suprema di Cassazione ha presentato e firmato 4 referendum e una Proposta di Legge Popolare.

A tal proposito, riteniamo  precisare che, il Movimento Base Italia acronimo MBI, è stato l’unico ad aver sollevato nelle opportune sedi istituzionali la problematica della disoccupazione del settore marittimo italiano dovuta principalmente all’istituzione appunto del cosiddetto « doppio registro marittimo o registro internazionale » che favorisce l’ingaggio sulle navi di personale extracomunitario.

Difatti, nella legge in questione ( n. 30 del 27 febbraio 1998 ) esiste una evidente disparità di trattamento economico tra marittimi di nazionalità italiana e non.

Pertanto, essendo la retribuzione dei marittimi italiani decisamente più ” costosa ” per gli armatori, questi, inevitabilmente e forse anche giustamente a seguito dell’inefficiente contesto politico italiano, preferiscono ingaggiare forza lavoro extracomunitaria ad un costo minore sia in termini fiscali che contributivi, realtà che preclude i livelli occupazionali del settore marittimo italiano.

Il referendum in questione, il cui testo è pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 156 del 08 Luglio 2014, persegue le seguenti finalità:

Abrogazione di quelle disposizioni relative all’applicazione di un contratto di lavoro differente per i cittadini non italiani, che significa paga inferiore, in quanto esiste una concorrenza sleale tra marittimi italiani assunti su base di contratto italiano e quelli stranieri assunti su base normativa della loro nazione a tutto danno dei nostri connazionali.

In sintesi, si intende proprio evitare detta disparità a tutto vantaggio dei cittadini italiani e soprattutto nel pieno rispetto della nostra Costituzione che ripudia situazioni di disuguaglianza.

2 Risposte for “Referendum abrogativo doppio registro “marittimo””

  1. […] Pertanto, essendo la retribuzione dei marittimi italiani decisamente più ” costosa ” per gli armatori, questi, inevitabilmente e forse anche giustamente a seguito dell’inefficiente contesto politico italiano, preferiscono ingaggiare forza lavoro extracomunitaria ad un costo minore sia in termini fiscali che contributivi, realtà che preclude i livelli occupazionali del settore marittimo italiano. Leggi di più… […]

  2. Rosario Giacalone scrive:

    Ebbene, com’è finita?

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