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L’ATTUALITA’ DEL MOTTO: “DIO – PATRIA – FAMIGLIA”

images (2)Voglio iniziare la mia collaborazione con la testata quotidiana ATuttaDestra – che ringrazio per la possibilità che mi dà – con uno dei più classici degli argomenti: il motto “Dio – Patria – Famiglia”.

E’ ancora attuale oggi?

Ovviamente sì. E’ attualissimo. Lo è ancor di più in un contesto di globalizzazione che ha portato seco l’abbandono delle millenarie tradizioni valoriali di interi popoli, tra cui quello italiano, che ha abbandonato la Fede, per svendersi a un relativismo assolutamente cieco, che porterà alla distruzione. Ma è possibile invertire la rotta. Cambiare. E per farlo bisogna metterci impegno, dedizione, voglia di fare. E trovare le giuste sinergie.

Il motto “Dio – Patria – Famiglia” – anche se oggi – aimè! – se ne vergogna un po’ – fu fatto proprio  dalla gioventù cattolica. Precisamente dall’Azione Cattolica nel periodo in cui in Italia il fascismo era al potere.

Ad esempio, all’ingresso della chiesa dell’oratorio San Luigi di Sant’Angelo Lodigiano (LO) si trova un’incisione nel marmo  che riporta il motto “ DIO – FAMIGLIA – PATRIA”. Il quale non è altro che il motto del regime fascista con il ribaltamento dei termini patria e famiglia. Tale incisione fu voluta da monsignor Nicola De Martino. Targhe  di questo genere se ne trovano in tantissimi edifici cattolici.

E’ opportuno, quindi,  mettere in luce come il mondo cattolico, in Italia, non sia stato esente, anche nel Lodigiano, dall’amor patrio. Da riconoscersi, anzitutto, nell’attaccamento alla bandiera. In tale motto si mette in evidenza l’importanza di Dio, come perno di tutto, il quale ama i suoi figli che trovano la piena realizzazione nella famiglia (una famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna), nel rispetto dello Stato in cui vivono, che possiamo definire anche Patria. Ovviamente il cristiano anela alla vita eterna: ossia alla patria del cielo. Però è altresì giusto che realizzi il regno di Dio in terra secondo l’insegnamento evangelico. E per farlo deve operare all’interno dello Stato, il quale si dà delle regole e dei confini terrestri.

Questo per dire che con le scadenze elettorali dei prossimi 24 e 25 febbraio non è più possibile delegare ad altri le scelte fondamentali della nostra esistenza. In primis si deve fare una scelta chiara ed evidente che metta al centro di tutto i valori della persona umana in quanto tale, titolare di diritti e doveri, ancor più oggi in un contesto sociale sfaldato dove i nuovi poveri (gli italiani) rischiano una guerra con i vecchi poveri (immigrati e via elencando). Una guerra che non deve essere; che non ha ragione di essere. Non è più possibile attuare una politica di apertura incondizionata delle frontiere; non è più possibile permettere a popolazioni come i romeni di accedere liberamente sul patrio suolo; non è più possibile trattare da pezzenti i valorosi uomini delle forze dell’ordine e i militari impegnati in diverse parti del mondo. Tutto ciò non è più possibile. Non è possibile permettere che si legalizzino in Italia le unioni gay o, peggio ancora, le adozioni a coppie composte da due individui del medesimo sesso. Non è possibile il degrado sociale in cui ci troviamo. Non è ammissibile il calabraghismo italiano nei confronti dell’Unione Europea. Tutte queste cose non devono essere più possibili, quindi un elettore di destra che il 24 o il 25 febbraio si recherà al voto deve fare una scelta chiara ed evidente. Una scelta chiarissima, senza se e ma. Lo stesso l’elettore cattolico.

La tradizione, i valori della tradizione che hanno fatto grande nel mondo l’Italia risiedono nel motto “Dio – Patria – Famiglia”.

Un motto attuale. Un programma politico chiaro. Un programma politico di destra, che mette al centro dell’agire politico la persona al servizio della comunità. Al servizio della sua Patria, proprio come ci ha ricordato, instancabile, il primo papa slavo della storia che sottolineava sempre che si devono rispettare tutte le patrie, ma si può, anzi si deve, amare la propria Patria.

Emanuele MAESTRI

www.emanuelemaestri.it

2 commenti

  • Luca

    Quale DIO? Quello cristiano, quello musulmano, quello indiano, quello buddista? Quale PATRIA? Quella fondata sul potere di oligarchi meschini, imbroglioni, sfruttatori, svenduta agli interessi della burocratizzazione e dell’economia globalizzata e senza neanche piu’ confini e protezione territoriale definiti? Quale FAMIGLIA? Quella tradizionale, quella “allargata”, quella monopersona, quella che e’ solo un covo di nevrosi, rancori e violenza manifesta o latente? CONCETTI che astrattamente potrebbero essere anche giusti sono stati polverizzati dal TEMPO, da cio’ che vediamo e sentiamo ogni giorno, da una realta’ completamente differente, come se si volesse adoperare un’automobile di 60 anni fa e pretendere che funzioni alla grande ed abbia le prestazioni di una attuale. Ad ogni modo e’ vera una cosa: DIO PATRIA FAMIGLIA non passeranno mai completamente “di moda”, ma solo perche’ verranno sempre utilizzati dal POTERE come strumento di DOMINIO, “buoni per tutte le stagioni”, pur se ormai l’EVIDENZA dice tutto il contrario.

  • Anonimo

    Si governa bene quando Dio si mette al primo posto. Se mettiamo Dio al primo posto tutto il resto viene da se .

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