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Nato il Progetto Itaca. Veneziani alla guida di una nuova possibile Area-Destra

di Giuseppe Sanzotta

Stavolta sono scesi in campo gli intellettuali. E il progetto ha poco di filosofico. È ambizioso e rischioso: fondare una nuova Destra. Capace di raccogliere tutti i pezzi di quella che è stata l’esperienza di questi ultimi venti anni. L’idea è partita da Marcello Veneziani e Renato Besana che hanno radunato nel monastero di Valledacqua ad Ascoli Piceno i rappresentanti di movimenti, amministratori, uomini di cultura. Tutti coloro che vorrebbero una rappresentanza capace di coniugare idealità e aspirazioni di una parte culturale del Paese con un impegno politico coerente. L’hanno chiamato progetto Itaca. E i proci, gli occupanti, sono i dirigenti del Pdl finiti così sul banco degli imputati. Accusati da Marcello Veneziani di aver scelto «una comoda eutanasia all’ombra di Berlusconi». Allora il sogno è quello di dar vita a un movimento extrapolitico, che diventi successivamente politico. Che metta in discussione le idee. Che recuperi le spinte ideali originali, capace di incidere e perfino di riuscire a rappresentare una Destra senza casa.

Progetto ambizioso che sconta la difficoltà di mettere insieme, sogni, nostalgie e concretezza. Così ci sono i nostalgici che si dicono con fierezza fascisti, e che inevitabilmente entrano in rotta di collisione con chi si preoccupa, come Sangiuliano, di pensare all’Europa e alla grande sfida in difesa dell’Occidente. C’è Torriero che pensa a una Costituente e alle primarie delle idee, c’è Buttafuoco che archivia l’esperienza degli ultimi anni. Ci sono gli amministratori, come il sindaco di Ascoli che chiede di cancellare le vecchie facce e per questo fa infuriare il regista Squitieri che, dopo un sonoro vaffa, rinuncia a intervenire e lascia la sala. Come primo incontro non poteva essere diversamente. Uno zibaldone di idee e proposte con un obiettivo, la ricerca di una nuova casa comune. E tanta voglia di partecipare alla costruzione di un nuovo modo di fare politica senza sondaggi o personaggi carismatici. La novità, indipendentemente dal seguito che questo neonato movimento avrà in futuro, sta nel fatto che una parte della cultura di Destra non si è messa al servizio di un partito, non ha proposte da fare a questo o a quello schieramento, ma vuole semplicemente fare piazza pulita dell’attuale classe dirigente per dar spazio a nuovi soggetti testimoni di una politica diversa.

Potrebbe essere un esempio contagioso, non solo a Destra, ma anche a Sinistra. Se ci sarà questo contagio avremo forse una novità importante per questo Paese, non sono gli intellettuali che si mettono a disposizione del potente di turno, ma con i rappresentanti della cosiddetta società civile vogliono dettare le regole per determinare classe dirigente e contenuti. Così velleitarismi e nostalgie a parte c’è una spinta forte per un ritorno alla politica, non vista solo come ricerca del consenso, ma anche come elaborazione di progetti, come condivisione di valori. Così i 4 gatti di Ascoli (come li ha definiti Veneziani) ora vogliono dar vita a una costituente e l’obiettivo è quello di costituire un partito. Anzi il partito della Destra italiana. Una strada in salita certamente. Ma in tutti gli schieramenti c’è la convinzione che una parte del Paese è delusa e non si riconosce nei partiti; però non vuole arrendersi all’astensionismo oppure ai fenomeni velleitari come i grillini. Ritenere che i convenuti di Ascoli possano riuscire è una scommessa ardita, forse nemmeno quotata. Ma il solco tra gli uomini delle idee e i partiti è stato aperto. Il futuro è ancora tutto da scrivere. Il rischio che prevalgano velleitarismi e voglia di pura testimonianza è notevole. Ma per gli uomini di Itaca sarebbe ancora più più rischioso restare ancorati ai vecchi uomini simbolo. Una cosa è certa: l’orologio della storia non si ferma.

Il Tempo – Spettacoli – L’intellettuale in cerca della Destra

2 commenti

  • dextrus

    io ho aderito quando nacque, ben sapendo che nessun leader di micropartito ne avrebbe fatto parte. il progetto però va corretto in alcuni punti, specialmente in politico estera dove si allinea alla Nato. Purtroppo Besana è un conservatore, non uno di destra sociale.

  • francesco villani

    Credo sia indispensabile l’unione di tutti i movimenti di destra e ritengo il Progetto Itaca un ottimo viatico

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