“Da quel che si apprende sui primi risultati del Consiglio Europeo di Bruxelles sarebbe opportuno evitare ingiustificati ottimismi e andare a leggere con attenzione le carte. Sul meccanismo proposto dal Presidente Monti per cui i Paesi che rispettano i parametri del Fiscal Compact (cd. Paesi “virtuosi”) possono chiedere e ottenere automaticamente aiuti dai fondi Salva-Stati per contenere l’aumento dei rendimenti sui titoli del debito pubblico, sia sul mercato primario sia sul mercato secondario, gravano pesanti riserve. Nonostante l’apertura dimostrata da Francia e Spagna, gli altri Paesi, Germania in primis, ma anche Olanda, Finlandia, Austria e Slovacchia, per dare la propria approvazione, hanno in mente qualcosa di diverso. È quanto emerge chiaramente dalle parole di Angela Merkel in conferenza stampa a Bruxelles: “La procedura sarà la seguente: sul Paese viene stilato un rapporto dalla Commissione Europea, poi verrà redatto un memorandum of understanding e successivamente ci sarà la vigilanza della Troika, come stabilito dai Trattati sui fondi salva-Stati”. Esattamente quello che è stato fatto in Grecia. Nulla di nuovo, anzi siamo di fronte a una possibile ‘polpetta avvelenata’. I Paesi che faranno ricorso a questi aiuti saranno sottoposti a una procedura costosa, in termini di immagine, credibilità e di nuovi inaccettabili sacrifici. Un vero e proprio commissariamento, l’esatto contrario di quello che chiedeva il nostro presidente Monti. Se la sua proposta era stata definita, giorni fa, paracetamolo finanziario (tachipirina), nei due giorni di vertice è stata ulteriormente declassata: tachipirina avvelenata”. Lo dichiara in una nota Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl. (adnkronos)