“Crediamo servano decisioni coraggiose per rilanciare l’Italia: una politica nuova, seria, competente che sappia esprimere un reale e forte progetto di cambiamento” è quanto afferma il manifesto “Crediamoci! Giovani per cambiare l’Italia” che è alla base del dibattito apertosi ieri pomeriggio a Spilimbergo (Udine), frontiera di Italia, in vista del 2 Giugno.
Giovani da tutta Italia, in rappresentanza di tutte le aree culturali del centrodestra, si ritrovano da oggi “nel profondo nord, terra delle vecchie frontiere, per lanciare la nuova sfida”: i “Formattatori” del Pdl, come Federica di Benedetto e Andrea di Sorte, giovani del disciolto terzo polo, come Francesco Pasquali e Piercamillo Falasca, di Libertiamo e recentemente promotore, insieme con giovani UDC e repubblicani, dell’imminente iniziativa nazionale “Zero+”, che sulla sua pagina FB dichiara invece ‘non formattabili’ i vecchi partiti e propugna per questo l’esigenza di un nuovo soggetto riformatore, insieme ai giovani di Fareitalia, come Giovanni Basini e Gabriele Guida, che con Farefuturo di Adolfo Urso hanno lanciato l’iniziativa.
Il workshop ha la presunzione di realizzare una Carta per il Cambiamento Italiano, condividendo “il progetto di una nuova Assemblea Costituente. Crediamo che la nuova politica debba essere giovane di idee e di menti. Occorre, dunque, una nuova classe dirigente, fatta da giovani uominie donne che si impegnino per un progetto riformatore comune”.“ In effetti -proseguono i due promotori – il documento che lancia l’iniziativa non contiene ancora le idee per cambiare l’Italia ma solo la dichiarazione comune di alcuni valori di riferimento, questo perchè le proposte emergeranno nel dibattito organizzato secondo il “modello Twitter”: interventi di 140 secondi a testa per far parlare chiunque abbia una buona idea, alcuni anche in videoconferenza”, spiega l’organizzatore Piero Piccinetti,140 secondi per riformattare tutto il centrodestra, non soltanto il PdL, e ricominciare da capo, insieme. Con una nuova classe dirigente, giovane. “L’Italia e l’Europa stanno affrontando un periodo di grandi cambiamenti e le nazioni si trovano a dover affrontare queste nuove circostanze con successo o a mancare la sfida della crisi, avviandosi, ognuna per sé, verso un lento declino”. E’ necessario “conferire le proprie migliori risorse personali al servizio di una causa comune” per un “cantiere di proposte” andando “aldilà delle forze politiche, e delle divisioni tra esse”. Domani la Carta, con le prime cento firme, da Spilimbergo, frontiera della nuova Italia, cuore d’Europa. (agenparl)