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SERVIZIO CIVILE: ITALIA E FRANCIA SOTTOSCRIVONO COLLABORAZIONE

sabato, marzo 20th, 2010

serviziocivile1(ASCA) – Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per il servizio civile, Carlo Giovanardi, e l’Alto commissario francese alla gioventu’, Martin Hirsh, sottoscrivono una dichiarazione d’intenti sulla collaborazione Italo-Francese nell’ambito del servizio civile.

L’incontro si e’ svolto oggi a Palazzo Chigi alla presenza dell’Ambasciatore francese Jean-Marc de La Sabliere. Da questo incontro e’ emersa una comunione di obiettivi e finalita’ tra il sistema di servizio civile in Italia e in Francia. Il documento firmato rappresenta il primo atto di un lavoro comune per giungere, entro il primo semestre del 2010, alla firma di un Accordo formale di cooperazione bilaterale.

L’obiettivo e’ quello di ”condividere esperienze di solidarieta’ tra giovani francesi e italiani e realizzare uno scambio di informazioni e buone pratiche”.

A questo proposito e’ stata esaminata la possibilita’ di sperimentare una prima forma di collaborazione attraverso l’invio di un gruppo di giovani italiani e francesi ad Haiti.

L’iniziativa, fa notare il Sottosegretario Giovanardi, ”rappresenta un riconoscimento della significativita’, anche a livello internazionale, dell’esperienza del servizio civile maturata in questi anni in Italia”.

Martin Hirsch visitera’ inoltre una sede operativa e incontrera’ alcuni rappresentanti di strutture e volontari del servizio civile, per cogliere direttamente sul terreno il lavoro svolto dagli enti italiani che attuano progetti di servizio civile nazionale.

Un protocollo d’intesa per riconoscere e curare la dislessia

mercoledì, marzo 10th, 2010

immagine2Insieme per combattere e riconoscere la dislessia. Circa 350.000 studenti italiani fra i 6 e i 19 anni (mediamente uno studente ogni classe di 20 alunni) soffrono di dislessia, causa frequente di abbandono scolastico e di correlati problemi di autostima e di motivazione all’apprendimento.

Per offrire un sostegno a questi ragazzi, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il presidente di Fondazione Telecom Italia Joaquín Navarro-Valls e il presidente dell’Associazione Italiana Dislessia Rosabianca Leo hanno firmato lo scorso 3 marzo un Protocollo d’Intesa finalizzato a realizzare due progetti operativi su tutto il territorio nazionale, uno “Non è mai troppo presto” per riconoscere precocemente e combattere la dislessia nelle scuole italiane e l’altro “A scuola di dislessia” per la formazione specifica di 6.000 insegnanti “referenti”.

L’accordo si inquadra in un più ampio programma di interventi già avviato da Fondazione Telecom Italia e Associazione Italiana Dislessia nel 2009 per la durata di tre anni scolastici e un investimento, da parte di Fondazione Telecom Italia, pari a 1,5 milioni di euro. Tale programma comprende altri due progetti operativi:“Campus informatici” e “Lo zaino multimediale”.

Il progetto “Non è mai troppo presto” mira al riconoscimento precoce dei disturbi specifici dell’apprendimento. É dimostrato come una diagnosi tempestiva sia determinante per il recupero di questi disturbi. Se si interviene in modo corretto entro il secondo anno della scuola primaria si può ridurre l’entità del disturbo in modo significativo, molto più che negli anni successivi. Il progetto, che avrà durata triennale, si propone di definire e sperimentare un protocollo di screening scientificamente attendibile, replicabile in modo omogeneo sul territorio nazionale, per individuare gli indicatori di rischio più sensibili e verificare l’efficacia di interventi didattici mirati e precoci. Sarà quindi analizzata per 3 anni l’evoluzione delle competenze di lettura e scrittura di circa 7.000 bambini, coinvolgendo 300 classi e insegnanti della scuola pubblica e privata.

Il progetto “A Scuola di Dislessia” punta invece alla formazione specifica degli insegnanti e alla sperimentazione di modalità didattiche inclusive basate sull’utilizzo del personal computer. Sarà attivata una rete di 6.000 insegnanti “referenti” coinvolgendo, nell’arco di 3 anni, istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado in tutte le Regioni italiane. I docenti riceveranno una formazione specifica, teorica e pratica, per la gestione degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento mirata anche ad introdurre e stimolare l’utilizzo del personal computer nelle classi.

Il “Campus informatici” ha l’obiettivo di formare i ragazzi dislessici all’uso degli strumenti informatici utili per lo studio e l’apprendimento, attraverso un’esperienza residenziale, nei mesi estivi, in gruppi di circa 15 soggetti suddivisi per classe, che integrino attività didattiche e momenti di confronto personale. Per ogni anno di realizzazione del progetto saranno coinvolti 60 ragazzi provenienti dalle diverse regioni italiane, di fascia d’età compresa tra i 12 e i 15 anni.

Lo zaino multimediale”, di durata triennale, prevede la realizzazione di una biblioteca digitale sul web a disposizione di ogni alunno dislessico. Questo formato, infatti, permette di leggere il libro su un PC con un programma di sintesi vocale oppure attraverso un lettore di e-book ed è uno dei più validi aiuti ad una piena integrazione dello studente dislessico. Obiettivo finale del progetto è rendere disponibile una vera e propria biblioteca digitale sul web (www.biblioaid.it), alla quale ogni studente possa accedere previa registrazione e scaricare i testi scolastici.

I quattro progetti operativi si svilupperanno sull’intero territorio nazionale, con particolare attenzione a quelle realtà dove i disturbi specifici dell’apprendimento sono ancora poco riconosciuti e tutelati. Oltre al raggiungimento degli obiettivi immediati, i progetti sono stati costruiti in modo da servire come modello nell’attuazione, da parte delle istituzioni scolastiche, di misure a favore del benessere in classe dei ragazzi che soffrono di questi problemi.

Fonte: Ministero dell’istruzione, dell’università, della ricerca

Vigilanza privata a supporto della sicurezza sul territorio

giovedì, febbraio 18th, 2010

metronotteROMA – La sicurezza dei cittadini è un bene comune, la cui tutela risulta rafforzata dall’azione sinergica di istituzione e cittadini; in questo quadro si inserisce il Protocollo d’intesa firmato l’11 febbraio 2010 dal ministro dell’interno Maroni con i rappresentanti dell’Anci, Associazione nazionale comuni d’Italia, e delle organizzazioni degli Istituti di vigilanza, che prevede la collaborazione tra Polizia, Carabinieri, Polizie locali e Istituti di vigilanza.

“Mille occhi sulle città” che integreranno le forze dell’ordine nel controllo del territorio, svolgendo compiti di sicurezza complementare.

Questi i punti principali dell’accordo:

  • il Dipartimento della pubblica sicurezza, l’Anci, le Associazioni, e le Amministrazioni comunali favoriranno l’adozione, in ogni provincia, a partire dalla città capoluogo, di un programma di collaborazione informativa tra gli Istituti di vigilanza e gli organi di polizia;
  • ai prefetti è demandato il compito di selezionare in ogni provincia gli Istituti di vigilanza privata che, su base volontaria, possono essere coinvolti nel progetto, in relazione alle dotazioni tecnologiche impiegate, al numero di guardie particolari giurate dipendenti ed ai servizi svolti sul territorio. I Prefetti, sentito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, stipulano le relative convenzioni, d’intesa con i Comuni per gli aspetti riguardanti la sicurezza urbana;
  •  i Questori indicano le modalità operative dell’attività di osservazione cui gli Istituti di vigilanza privata dovranno uniformarsi.

Gli Istituti di vigilanza privata che sottoscrivono le convenzioni assicurano la tempestiva trasmissione di dati e notizie di interesse, anche sulla base di eventuali segnalazioni loro pervenute, utilizzando sistemi idonei ad assicurare la rapida e documentata comunicazione.

La raccolta e la trasmissione di informazioni da parte delle guardie giurate rientra nello svolgimento dei servizi di “sicurezza complementare”, e non comporta l’esercizio di pubbliche funzioni, né può comportare costi ulteriori rispetto a quelli corrisposti dalla committenza all’Istituto di vigilanza privata per i servizi espletati, costituendo corollario della più generale attività di vigilanza.

Fonte: ministero dell’Interno