Dopo due anni di scontri, slitta il Decreto Legge sulle intercettazioni
venerdì, luglio 30th, 2010di Anna Laura Bussa (ansa)
Dopo due anni di scontri, decine di audizioni tra Camera e Senato, sedute notturne (alcune terminate anche alle 4 del mattino), scioperi, manifestazioni e migliaia di pagine di emendamenti e sub-emendamenti, il ddl Intercettazioni rischia di tornare nel cassetto. La maggioranza, a prescindere da un inizio di discussione generale (in totale 7 ore domani a Montecitorio) preferisce non parlarne più fino a settembre. Niente voto sulle questioni pregiudiziali sollevate dall’ opposizione. Niente voto neanche da parte di un ramo del Parlamento. Il momento politico, si osserva, non è dei più propizi, quindi, meglio soprassedere. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio, convocata in serata, ufficializza la decisione: prima della pausa estiva si farà solo la discussione generale del provvedimento. Tanto per incardinare il testo in Aula. Prima si voteranno i due decreti in scadenza, poi, la discussione generale sul ddl. Quindi tutti a casa. Anzi, in vacanza. I cosiddetti ‘falchì del Pdl tirano un sospiro di sollievo: il testo era stato così tanto «snaturato», spiegano ai cronisti, da non avere più «senso». Del resto lo aveva ribadito ieri anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi parlando agli ambasciatori: «La legge sulle intercettazioni – aveva spiegato – è stata massacrata da tutti gli interventi» che ha subito, tanto che «sono tentato dal ritirarla». Così, per ora, meglio soprassedere. Anche per evitare uno scontro ancora più duro all’interno del partito su un provvedimento tanto ‘delicatò che è stato oggetto di un lungo braccio di ferro tra i berlusconiani, da una parte, e finiani e Colle, dall’altra. Il ddl, secondo il quale per intercettare occorrono gravi indizi di reato e l’autorizzazione del Tribunale distrettuale del capoluogo riunito in sede collegiale, potrebbe anche riprendere il suo lungo e travagliato iter a settembre, con la ripresa autunnale. Ma potrebbe anche finire nel dimenticatoio, come sostengono numerosi esponenti della maggioranza. Il provvedimento, che sarebbe dovuto tornare al Senato per confermare le modifiche introdotte a Montecitorio e che puntava anche ad abbreviare gli ascolti (75 giorni prorogabili di 15 in 15), ha scatenato le critiche del centrosinistra, quelle dei magistrati e quelle dei cronisti, che il 9 luglio scorso, contro il ddl, hanno anche organizzato uno sciopero di protesta. In più, osservano nel centrosinistra, «molte delle intercettazioni che il Pdl voleva impedire che venissero pubblicate sono già uscite sui giornali», pertanto, il testo non avrebbe più «una gran utilità». Questa diventerebbe così la seconda legge, cosiddetta ‘ad personam’, della legislatura che sembra destinata a finire su «un binario morto». Prima della riforma delle Intercettazioni, infatti, la maggioranza aveva messo a punto il ddl sul ‘processo brevè: approvato da Palazzo Madama il 20 gennaio scorso è dal 23 febbraio nei cassetti della commissione Giustizia della Camera.
Roma, 28 lug – Il Ddl contro le intercettazioni è stato talmente «massacrato da tutti gli interventi che sono addirittura tentato di ritirarlo». Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiudendo alla Farnesina i lavori della conferenza degli Ambasciatori. Berlusconi osserva che il provvedimento «migliorerà qualcosa ma non ridarà ai cittadini l’inviolabilità delle comunicazioni, il diritto alla privacy».
ROMA, 27 LUG – Spetterà ad una nuova riunione dei capigruppo della Camera, già prevista per giovedì prossimo, stabilire se a Montecitorio sarà votato il ddl intercettazioni prima della pausa estiva dei lavori parlamentari. La capigruppo di oggi ha sostanzialmente confermato l’inizio della discussione generale sul testo il 29 luglio, come inizialmente previsto, ma non c’è ancora una decisione sul prosieguo dell’esame del testo. La Camera, prima di chiudere per l’estate, dovrà anche esaminare due decreti legge che scadono agli inizi di settembre: quello sulla privatizzazione di Tirrenia (scade il 5/9) e quello in materia energetica (scade il 7/9). Giovedì sarà possibile spere quale sarà l«incastrò dei provvedimenti. In ogni caso, oggi è stato previsto che sabato 31 luglio si terranno votazioni mattina, pomeriggio e se necessario anche in notturna: su che cosa verteranno, appunto, lo decideranno giovedì i capigruppo di Montecitorio.
ROMA, 22 LUG – Sarà di nuovo possibile collocare delle ‘cimicì nelle automobili o negli uffici delle persone che si intende controllare nell’ambito di inchieste giudiziarie. La commissione Giustizia della Camera ha infatti approvato gli emendamenti presentati al ddl intercettazioni dal relatore Giulia Bongiorno e dal capogruppo del Pd in commissione, Donatella Ferranti, grazie ai quali si reintroduce nel Codice il concetto di «privata dimora».
ROMA «Fini esulta in nome della diffamazione consentita». È questo il commento apparso sul sito dei Club della Libertà. Si legge infatti che «grazie all’emendamento ‘udienza filtrò l’unico ad esultare fragorosamente è l’inquilino-capo di Montecitorio, Gianfranco Fini. Ci auguriamo non sia per l’emendamento presentato ieri dal Governo in cui ‘cadè l’obbligo del segreto per le intercettazioni durante le indagini preliminari, ogni qual volta ne sia stata valutata la rilevanza dal Pm (un magistrato) in accordo con le parti. In questo modo – si legge nella nota – si continua incessantemente a calpestare la tutela della dignità della persona e la sua innegabile presunzione d’innocenza, esponendo l’individuo a ogni forma di diffamazione. Eppure – si legge su www.clubdellaliberta.it – Italo Bocchino dovrebbe conoscere bene cosa si prova ad essere diffamati: nel 2008 l’allora vicecapogruppo alla Camera ricevette un bel regalo di Natale finendo nella carambola di indagini che prese avvio dall’inchiesta »Global Service«. Da lì è stato un susseguirsi di prime pagine, di editoriali diffamatori, di ricamini travaglieschi, che hanno infangato ingiustamente la reputazione del politico, ancora prima del giudizio. Con nostro piacere, Italo Bocchino è stato assolto dall’accusa e lavata così ogni macchia. Ma chi lo ripagherà delle illazioni subite? Vi sembra giusto essere messi alla gogna ancora prima dell’inizio di un processo? Non è bastato al politico finiano avere pagato sulla sua pelle il prezzo della diffamazione? Ma c’è di peggio – conclude la nota – poichè con questo emendamento al ddl intercettazioni viene disarcionato di fatto il ’segreto d’ufficiò». (ANSA).
Roma, 20 lug. – (Adnkronos) – «Voterò il nuovo testo sulle intercettazioni solo per disciplina di partito perchè è molto lontano da quello sul quale si è lavorato per due anni e da quello per il quale vi era stato un impegno elettorale. Spiace però veder vanificati due anni di impegno. Tanto valeva prendere il testo di riforma Mastella della scorsa legislatura e risparmiare tempo.». È quanto afferma Maurizio Paniz, Pdl, membro della Consulta Giustizia del Pdl, Presidente del Consiglio di Giurisdizione e componente della Commissione Giustizia alla Camera. (Pol-Mon/Pn/Adnkronos)
ROMA – «Il governo, oggi, ha presentato in commissione Giustizia alla Camera un emendamento al ddl intercettazioni, con il quale si istituisce il meccanismo della cosiddetta ‘udienza filtrò, per separare le intercettazioni rilevanti per le indagini, da quelle attinenti a fatti privati o persone estranee. Viene ripristinato il diritto alla libertà di stampa, proprio grazie al dialogo, al confronto, a tratti anche acceso, che abbiamo fortemente voluto sulla modifica intercettazioni». Lo scrive Maria Grazia Siliquini, deputata del Pdl, componente della commissione Giustizia della Camera, sul sito di Generazione Italia. «Avevamo messo alcuni punti fermi su questo tema -ricorda Siliquini- primo tra tutti il diritto dei cittadini all’informazione, che per noi è inviolabile e non negoziabile. Abbiamo, ancora una volta, lavorato con determinazione per favorire il confronto, non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno della maggioranza stessa, e tra maggioranza e governo, per raggiungere un risultato che rappresenta una vittoria del Parlamento e dei cittadini». «Un lavoro fatto per unire, e non per dividere. Un risultato frutto del dialogo, che è andato incontro alle richieste mosse da più parti in tema di libertà di stampa. Abbiamo chiesto un confronto di merito sui temi in commissione Giustizia, e ciò si è realizzato: per questo, oggi, è una bella giornata per le nostre istituzioni, per il nostro Paese e per gli italiani tutti», conclude la deputata del Pdl. (Pol-Gac/Gs/Adnkronos)
In mattinata lo slittamento dei lavori sul ddl in Commissione Giustizia, poi l’emendamento del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, e infine la richiesta di sfiducia nei suoi confronti arrivata dall’Idv. Quello delle intercettazioni resta un ‘tema caldo’ nei lavori parlamentari di fine luglio.
Roma, 20 lug – Riprende oggi il confronto sul ddl intercettazioni nella Commissione giustizia di Montecitorio.
Roma, 19 lug – Si apre una settimana politica forse decisiva per le sorti della maggioranza. Dopo il voto di fiducia ottenuto al Senato sulla manovra economica, nei prossimi giorni tocchera’ alla Camera. Su questo versante non ci sono problemi per il governo, mentre le tensioni restano sul disegno di legge che riguarda le intercettazioni.
