Posts Tagged ‘governo’

Quagliarello a Fini: «Non si può stare al Governo e all’opposizione»

lunedì, settembre 6th, 2010

gaetano11FRASCATI(ROMA), 6 SET – «Non si può stare al governo e all’opposizione. Soprattutto non si può chiedere un rinnovato patto di legislatura dimenticando quanto di buono ha fatto il governo in questi anni e, su un tavolo parallelo aprire una coalizione più ampia per cambiare le regole del gioco». Lo dice Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl, nel suo intervento alla ‘Summer school’ di Magna Carta.

Per l’esponente del Pdl «Gianfranco Fini sembra convinto che tutti gli interlocutori del sistema politico giochino a suo favore e siano disposti ad assecondare i suoi interessi. In tutta franchezza, mi chiedo se non valga la pena verificare su quale forza politica ed elettorale Fini fondi tali pretese». (ANSA).

Per Maroni non vale la pena continuare con questo Fini

lunedì, settembre 6th, 2010

maroni«Mi pare evidente che sia rinata Alleanza Nazionale, un partito che assicura gli interessi del sud più che quelli della padania che per Fini non esiste ma per noi esiste e come». Lo ha detto il ministro degli interni, Roberto Maroni, a margine della festa della lega nord a Torino. «La questione è seria – ha aggiunto – bisognerà valutare nei prossimi giorni se ci sono le condizioni per andare fino alla fine della legislatura oppure no».

«Gianfranco Fini ha detto che non farà ribaltoni o ribaltini – ha aggiunto Maroni al margine della feste della Lega Nord a Torino – però ha posto questioni piuttosto complicate, cioè rinegoziare il patto di maggioranza». Una questione, secondo Maroni, che «adesso è nelle mani del presidente del Consiglio». «Sarà lui – ha proseguito Maroni – ha dover capire se si potrà dar seguito all’azione del Governo e arrivare a fine legislatura.

Questo è il punto interrogativo». «La certezza – ha sostenuto ancora il ministro dell’Interno – è che da oggi, per volontà del presidente della Camera e di alcuni parlamentari, è rinata An con un nome diverso ma la sostanza è questa. Si vuole porre come partito che assicura gli interessi del Sud e ha aperto una questione politica dentro la maggioranza che dovrà essere affrontata nei prossimi giorni».(ANSA).

Storace (La Destra): «Vero che ambiamo al Governo, ma con la nostra anima e ideologia»

lunedì, settembre 6th, 2010

storace«Se sappiamo che La Destra deve ambire a governare, essere di destra significa anche che non devi farlo rinunciando all’anima». Lo ha detto Francesco Storace durante il suo comizio alla festa de La Destra a Ponte Buggianese (Pistoia).

 Ogni volta che Storace ha nominato Fini dal pubblico si sono alzati fischi, buu e qualche insulto tanto che il segretario della Destra ha scherzato: «Prima per farsi applaudire si citava Almirante, ora per farsi fischiare basta citare Fini».

 Storace ha quindi tratteggiato i valori e progetti che caratterizzano la sua destra: «Un Italia di destra garantirebbe ai lavoratori la gestione delle aziende, non sarebbe compiacente con Gheddafi» ha detto tra l’altro chiedendo poi che gli stranieri scontino le pene nei loro Paesi e la chiusura dei campi rom, oltre alla difesa dei mercati dalla Cina e dall’India.

Per la gran parte del suo intervento Storace è tornato sulla vicenda della casa di Montecarlo spiegando che: «non è gossip ma sottrazione di un patrimonio umano, morale e politico di una comunità. Fini che dice di essere stato sottoposto ad un processo mediatico, in quel caso io dico che è stato un processo breve, si è avvalso della facoltà di non rispondere». Secondo Storace nel futuro di FIni dopo «Montecitorio e Montecarlo ci sarà Montezemolo».(ANSA)

CONSIGLIO MINISTRI: CONVOCATO DOMANI ALLE 16

lunedì, settembre 6th, 2010

ROMA, 6 SET – Il Consiglio dei Ministri è convocato a Palazzo Chigi il giorno 7 settembre alle ore 16,00 per l’esame del seguente decreto legislativo: – Disposizioni per conformare il diritto interno alla decisione quadro 2008/909/GAI relativa all’applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sentenze penali che irrogano pene detentive o misure privative della libertà personale, ai fini della loro esecuzione nell’Unione europea (POLITICHE EUROPEE – GIUSTIZIA). «Lo scadere del termine per esercitare una delega su temi comunitari – viene spiegato sul sito internet di Palazzo Chigi – ha imposto di convocare il Consiglio dei Ministri per una rapida riunione dedicata esclusivamente a tale adempimento, fermo restando un successivo Consiglio per la ripresa dell’attività governativa collegiale».(ansa)

SCHIFANI: SE MAGGIORANZA VA IN CRISI TUTTO PASSA A NAPOLITANO

sabato, settembre 4th, 2010

200809221945schifani_renatoTorino, 4 set. -Auspica che non si arrivi al voto anticipato perchè «ogni interruzione traumatica è un danno per la convivenza civile». E per questo sollecita le colombe a lavorare perchè la maggioranza ritrovi coesione. Ma si dice anche convinto che se questo non dovesse accadere, la parola passerebbe al capo dello Stato, Giorgio Napolitano. A parlare è il presidente del Senato, Renato Schifani, che intervenendo ad un dibattito nell’ambito della festa del Pd, nonostante le continue contestazioni rivoltegli ha detto: «Mi auguro per il governo del Paese che non si arrivi ad elezioni anticipate; il Paese ha bisogno di una guida e di chi attui il progetto voluto due anni fa ed ogni interruzione traumatica è un danno per la convivenza civile e l’economia. Per questo auspico che la maggioranza ritrovi coesione».

Riconoscendo poi che «ci sono state tensioni», ma che «ricomporre è complesso ma non impossibile», il presidente di Palazzo Madama invita: «lavorino le colombe e non i falchi». E aggiunge che, qualora una ricomposizione non fosse possibile «tutto va nelle mani del capo dello Stato al quale tutti ci rifacciamo e al quale spetta secondo la Costituzione l’ultima parola».

«Lui -prosegue Schifani- è garante della Costituzione, lo è sempre stato, ha dimostrato di esserlo in maniera impeccabile in ogni momento della vita del nostro Paese, è un grande statista, ha grande senso dello Stato e grande senso di responsabilità e saprà fare la cosa migliore nel caso la maggioranza dovesse andare in crisi sempre rispettoso della Costituzione alla quale tutti ci dobbiamo inchinare». (Abr/Opr/Adnkronos)

Berlusconi: «Entro pochi giorni la nomina del Ministro per lo Sviluppo»

sabato, settembre 4th, 2010

Di Federico Garimberti (ansa)

silvio_berlusconi1Dopo poco più di un mese, Silvio Berlusconi, nuovamente incalzato dal Capo dello Stato, ma anche dagli industriali, risponde al Colle e agli imprenditori annunciando l’imminente nomina del successore di Claudio Scajola. Ed esattamente come a fine luglio, in pole position per diventare ministro dello Sviluppo Economico c’è Paolo Romani. Ma la promessa del presidente del Consiglio non placa l’opposizione che attacca duramente, rimproverando al premier di aver lasciato un «vuoto totale» in un dicastero di importanza strategica. Critiche, che si aggiungono all’appello di ieri di Giorgio Napolitano per una seria politica industriale, che il premier respinge al mittente con forza. «Vedo che da più parti si chiede la nomina di un nuovo ministro, sostenendo che sino ad ora ci sarebbe stato un vuoto: mi permetto di garantire che il mio ‘interim’ non è stato un vuoto, ma ‘un pienò di decisioni», scrive Berlusconi in una nota in cui si ricordano gli oltre 300 provvedimenti da lui firmati.

Comunque, conclude il capo del governo, «la settimana prossima sottoporrò al presidente della Repubblica il nome di un nuovo ministro dello Sviluppo». Concetti rafforzati ed estesi in un secondo comunicato di palazzo Chigi in cui si sottolinea come «mai il Presidente del Consiglio e il Governo, abbiano sottovalutato le crisi aziendali». Un passaggio che sembra rispondere ad un altro allarme sollevato dal capo dello Stato. Nel lungo comunicato ci sono anche altri due passaggi che sembrano avere destinatari precisi: l’opposizione, quando si rimarca che «non c’è stato alcun vuoto di potere» ma semmai «decisioni efficaci»; e l’ad di Intesa San Paolo Corrado Passera che aveva definito urgente anche la nomina al vertice della Consob, quando palazzo Chigi sottolinea che esse vengono effettuate «nel rispetto dell’iter previsto».

Berlusconi, insomma, sembra togliersi diversi sassolini nelle scarpe. Ma evidentemente non vuole esacerbare gli animi con il Quirinale. E così, in serata, diffonde una terza nota in cui si smentisce quanto detto dal deputato Pdl Giorgio Stracquadanio, che in sostanza aveva imputato al veto del Colle su Romani il ritardo nella scelta del successore di Scajola: «Il Capo dello Stato non ha mai respinto alcuna candidatura, anche perchè non ho mai proposto finora candidati», precisa il premier. L’opposizione, però, attacca. Pier Luigi Bersani sceglie l’ironia: «Non è la prima volta che sento dire che la nomina ci sarà la prossima settimana. Di che anno? Spero che sia di quest’anno», dice sarcastico il segretario del Pd che poi minaccia una mozione di sfiducia contro il premier se l’interim dovesse continuare. Anche Antonio Di Pietro non lesina critiche. «Berlusconi continua a bluffare e a prendere in giro gli italiani», attacca il leader dell’Idv.

Intanto, nel centrodestra già impazza il ‘totonominè. Anche se, dopo tanti annunci disattesi, la cautela è massima. Anche perchè, nonostante la smentita dello stesso premier, fra ministri e stretti collaboratori resta la convinzione che proprio i dubbi del Colle su Romani possano alla fine risultare decisivi. Stando a queste voci, già circolate in passato, il vice-ministro sarebbe considerato dal Quirinale troppo legato a Mediaset. Indiscrezioni che, naturalmente, non trovano alcuna conferma ufficiale dal Quirinale, ma che fanno restare nell’incertezza quanti tentato di pronosticare un nome.

Il premier, ancora ieri nelle riunioni a palazzo Grazioli, ha continuato comunque a fare apertamente il nome di Romani. Ma la partita per la successione si intreccia con quella con Gianfranco Fini. E pochi leggono nel rinvio alla prossima settimana, cioè a dopo il discorso di Mirabello, una coincidenza. Ecco perchè nei palazzi della politica circolano altri nomi: come quello del finiano Mario Baldassarri, che potrebbe essere scelto dal Cavaliere per sparigliare le carte dentro Fli; o dell’ex aennino Stefano Saglia, rimasto fedele a Berlusconi, potrebbe essere scelto come dimostrazione del fatto che la fedeltà premia.

BALDASSARRI: «SONO DISPONIBILE A FARE MINISTRO SVILUPPO SE CI SONO CONDIZIONI»

venerdì, settembre 3rd, 2010

Baldassarri_Mario_adn--400x300«Sarei disponibile a fare il ministro solo se ci fossero le condizioni di una nuova politica economica.» Lo ha affermato Mario Baldassarri, presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato e capogruppo di Futuro e Libertà, a Radio 24 nel programma ‘Focus Economià. «Non è però un problema di nomi, la scelta spetta comunque al Presidente del Consiglio e faccio notare che ci sono due vice ministri (Urso e Saglia ndr) che stanno lavorando molto bene» ha continuato Baldassarri. «Per noi il punto si chiama riequilibrio dell’agenda di governo.

È questo l’obbiettivo -ha detto ancora- che porremmo nei prossimi giorni al Governo, ossia che diventi prioritario nella sua azione affiancare alla gamba necessaria del rigore finanziario e del controllo dei conti pubblici, una politica di bilancio che attraverso uno spostamento di risorse possa sostenere la crescita e lo sviluppo economico». «Ci sono già delle nostre proposte in tal senso – ha concluso Baldassarri – che sono state fatte proprie dal Governo a Dicembre. Chiederemo che l’impegno preso a dicembre venga messo in pratica». (Sec-Ada/Ct/Adnkronos)

WELFARE, FIORE (FORZA NUOVA):”I DATI DEL TESORO MOSTRANO L’INCAPACITA’ DEL GOVERNO”

domenica, agosto 29th, 2010

ROMA – Il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore commenta i dati emersi dall’ultima relazione generale sulla situazione economica del paese pubblicata dal ministero dell’economia:”in sostanza in Italia per l’aiuto alle famiglie si spende l’1,4% del pil,  molto meno rispetto alla media Ue, una cifra ridicola che si commenta da sè.

Questi dati, se affiancati a quelli sulla spesa per l’istruzione, mostrano un quadretto desolante che raffigura un paese alla deriva guidato da un governo incapace ed inaffidabile. C’è ben poco da commentare, le menzogne dell’esecutivo si svelano da sè. Non c’è un briciolo di sostegno per le nuove famiglie, non si vede l’ombra di un programma di aiuto alla maternità, nè di supporto alle fasce deboli in un periodo emergenziale quale quello che stiamo vivendo. A questo paese serve ben altro che un esecutivo capace solo di dare scandali su scandali. ” (iris)

PROCESSO BREVE:SCONTRO MAGISTRATI-ALFANO. IL MINISTRO: «SAPETE DIRE SOLO NO»

domenica, agosto 29th, 2010

angelino-alfano12L’Associazione Nazionale dei Magistrati sfida Angelino Alfano sul processo breve: non è una priorità nell’ambito del sistema giustizia, sostiene. Ed è scontro con il Pdl ed il ministro della Giustizia che replica a stretto giro: l’Anm sa solo dire no. Evidentemente gli stanno bene le lungaggini della giustizia italiana e vogliono che nulla cambi«.

Quel provvedimento, aveva detto Luca Palamara, Presidente dell’Anm, rispondendo all’annuncio fatto ieri dal ministro »di soldi pronti per il comparto giustizia« anche al fine di rendere attuabile il provvedimento, serve solo a perdere tempo. Alfano respinge al mittente le accuse: l’Anm non formula nessuna proposta per uscire dalla crisi. Sa solo bloccare le riforme.

Il presidente dell’Anm batte i pugni sul tavolo ma alla fine, dopo un no secco, invita il ministro al confronto in vista della prossima assemblea del 7 settembre a Reggio Calabria; un modo per conoscere direttamente dai direttori degli uffici se la priorità »è il processo breve o dalle drammatiche situazioni in cui proprio quegli uffici si trovano«. Ieri Alfano aveva indicato il processo breve, fermo da sette mesi in Parlamento, come una delle cinque priorità programmatiche su cui sondare la tenuta della maggioranza, a cominciare dai finiani del Fli.

Ci sono soldi e si programmano interventi per rendere attuabile la riforma non appena varata dalla Camera, visto che il ministro ha fatto suo il testo uscito da Palazzo Madama a gennaio. Prima ancora che arrivasse la prevedibile bordata dell’Anm sono giunte le dure critiche dell’Idv che ha parlato di un Alfano »puparo« e che »dovrebbe vergognarsi« e di un »ministro della giustizia ad personam«.

Insomma un repertorio ampio di prevedibili critiche. Il Pdl ha replicato difendendo Alfano e attaccando l’Anm che ieri come oggi si comporta da »partito politico«, come ha detto il portavoce del Pdl Daniele Capezzone. Luigi Vitali, responsabile carceri del Pdl, ha subito affermato che»sono veramente ingenerose le critiche che l’Anm, per bocca del suo presidente Palamara rivolge al ministro Alfano«. E il confronto registra anche la dichiarazione del finiano Italo Bocchino che ricorda l’accantonamento del testo, approvato a gennaio,a causa delle perplessità espresse all’epoca dal Quirinale».

Noi siamo disponibili a discutere, ma il ministro Alfano ci spieghi come intende superare quelle perplessità«, sostiene. »Siamo disposti a discutere – dice – e non abbiamo alcuna preclusione ma il governo che ci deve spiegare come superare le perplessità emerse allora « Pier Luigi Bersani annuncia battaglia, con una opposizione dura, e spera che Fli e Udc, fatti salvi i tatticismi, alla fine si smarcheranno.»Se Berlusconi pensa di mandare avanti queste norme che titola ‘processo breve’ ma che significano cancellazione di processi e in particolare di un processo, avrà contro un’opposizione molto forte e mi aspetto anche che dal centro-destra venga qualche elemento di coerenza rispetto a quello che si è detto fin qui«.

Il segretario del Pd infatti si »stupirebbe moltissimo« se l’Udc e Fli votassero il processo breve:»Dopodichè Berlusconi è l’uomo dei miracoli- aggiunge- a sentire lui e quelli che gli interessano a volte gli riescono«. (ANSA).

I Valdesi al Governo italiano: «Togliete i crocifissi dalle scuole»

venerdì, agosto 27th, 2010

crocifisso01gIl Governo italiano recepisca la sentenza della Corte europea e tolga i crocifissi dalle aule scolastiche: l’esortazione viene dal Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste, giunto oggi alla sua ultima giornata di lavori a Torre Pellice. Il Sinodo ritiene «deplorevole» l’uso strumentale del crocifisso che non può essere considerato «simbolo della civiltà e della cultura italiane».

L’ordine del giorno prende spunto dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo del 3 novembre 2009. La sentenza ha dichiarato l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane lesivo del diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche. Pertanto il Sinodo «si duole che il Governo italiano, anzichè conformarsi alla decisione della Corte abbia presentato ricorso alla Grande Camera». Auspica invece che «le istituzioni europee contribuiscano a rafforzare le norme a tutela dei principi di pluralismo e di laicità propri di ogni democrazia».(ANSA).