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Elezioni Regionali Lazio: oggi maxi udienza per esaminare 21 ricorsi

giovedì, maggio 6th, 2010

polveriniSi ritornerà a discutere delle elezioni regionali nel Lazio, questa mattina, davanti al Tar capitolino. Al ruolo della seconda sezione bis, presieduta da Eduardo Pugliese, sono iscritti 21 ricorsi. Nei giorni scorsi, infatti, a quelli ’storici pre-votò, proposti tra gli altri dal Pdl Roma, se ne sono aggiunti altri depositati dal Movimento per la difesa del Cittadino (Mdc) e dall’ex vicepresidente della regione Lazio, Esterino Montino, insieme con alcuni esponenti del Pd. Giudicato ammissibile il ricorso con il quale la Rete dei Cittadini chiede l’annullamento delle elezioni regionali. La richiesta di sospensiva verrà discussa però il 20 maggio.

L’esame nel merito è stato invece fissato per il 21 ottobre 2010. Lo ha reso noto la candidata presidente della Rete dei Cittadini Marzia Marzoli. Intanto domani in camera di consiglio, Mdc e Montino chiederanno di sospendere (e poi di annullare in sede di giudizio di merito) i verbali con i quali, dopo l’assegnazione di tutti i seggi previsti, sono stati attribuiti ulteriori seggi alla lista del neo presidente, Renata Polverini, nelle circoscrizioni di Latina e Frosinone, nonchè alla lista Pdl nella circoscrizione di Viterbo; con ciò, aumentando il numero dei consiglieri regionali.

Il numero maggiore di ricorsi (18, alcuni multipli) è al ruolo del Tar per l’udienza di merito. Tra gli altri, ritorneranno le richieste del Pdl Roma e del suo consigliere regionale uscente Fabio Desideri di annullamento dell’esclusione della lista provinciale dalle regionali del 28 e 29 marzo scorsi. In discussione poi, i cinque ricorsi della ‘Rete Liberal Sgarbì: quelli per contestare l’iniziale ricusazione della lista, quello per il ‘nò al rinvio delle elezioni e quello per chiedere l’annullamento del decreto di indizione delle regionali. In più, i ricorsi proposti: dal leader di ‘Forza Nuovà e candidato a presidente, Roberto Fiore, contro la ricusazione della lista; dalle liste ‘Carlo Taormina-Lega Italia-Fronte Verdè, ‘Popolari Udeur’ e ‘Alleanza di centrò contro l’iniziale ricusazione in alcune circoscrizioni (escluse per carenza nel numero di firme per la presentazione, furono riammesse perchè in caso di scioglimento anticipato del Consiglio più di 120 giorni prima della scadenza naturale è necessaria la metà delle sottoscrizioni).

Di rilievo, infine, i ricorsi proposti da ‘Viva l’Italià, Taormina-Lega Italia-Fronte verde, Fiamma Tricolore e ‘Rete Liberal Sgarbì, per contestare il decreto con il quale il 26 gennaio scorso sono state indette le elezioni. Secondo i ricorrenti la data delle consultazione non è stata fissata correttamente, ovvero entro i tre mesi dallo scioglimento del Consiglio regionale come previsto dalla legge. Oggi, quindi, nuova ‘battaglià; la decisione dei giudici dovrebbe arrivare già in serata. (latina24ore.it)

Regione Campania: slitta la proclamazione degli eletti tra incertezze e dubbi

mercoledì, aprile 21st, 2010

logo-regione-campania(ASCA) – Napoli, 21 apr – Sembra slittare sempre piu’ la proclamazione degli eletti in Consiglio regionale, passaggio essenziale per consentire al neo presidente Stefano Caldoro di presentare le linee programmatiche in Aula e – come recita testualmente lo statuto ”non oltre i venti giorni dalla prolamazione dei consiglieri eletti”- nominare i componenti dell’esecutivo entro dieci giorni dalla prima seduta dell’Assemblea.

A frappore ostacoli alla piena governabilita’ della Campania (Caldoro ora puo’ esercitare solo le funzioni ordinarie dopo la proclamzione a presidente avvenuta sabato scorso ed il passaggio di consegne da Bassolino lunedi’ 19), due grossi problemi. Da un lato l’interpretazione corretta della nuova legge elettorale regionale rispetto all’attribuzione dei seggi fra maggioranza e opposizione (con il centrosinistra che rivendica 24 seggi su 60 rispetto alle iniziali attribuzioni di 38 seggi alla maggioranza e 22 alla minoranza). Dall’altro numerosi ricorsi di candidati primi dei non eletti con il classico rincorrere i pochi voti che, talvolta, possono consentire di entrare nel Parlamentino campano. Infine denunce alla Procura della Repubblica presentate da Francesco Barbato, ventitreenne figlio dell’ex senatore Tommaso, ex Udeur, candidato alle lezioni per la lista ‘Liberta’ e autonomia Noi Sud’.

Partiamo dal primo nodo. L’Ufficio centrale della Corte d’Appello di Napoli deve ancora stabilire il numero esatto di consiglieri da attribuire al centrodestra. Ad urne appena chiuse, il 31 marzo scorso, e’ stato l’allora vicepresidente della Giunta Bassolino, Antonio Valiante, (candidato per il Pd a Salerno) a porre la questione spiegando: ”la legge prevede che le liste collegate al presidente eletto ottengano gia’ un premio di maggioranza ricevendo il 60% dei posti in assemblea, pur prendendo meno consensi percentuali. E questo e’ il caso, visto che ne’ il presidente ne’ la coalizione hanno superato detta soglia”. Contrapposta l’interpretazione del centrodestra, secondo cui le norme della nuova legge elettorale (varata con lo statuto) sono chiare: ”i seggi attribuiti e da ripartire alle liste collegate di maggioranza che hanno sostenuto la candidatura di Stefano Caldoro sono 38. Ogni altra diversa interpretazione non tiene conto di quanto prevede la legge n. 23 del 14 aprile 2009. L’articolo 6 dispone che le liste collegate ottengano ‘almeno il sessanta per cento dei seggi’, ovvero 36. Ed in ogni caso prevede che non puo’ essere attribuito piu’ del sessantacinque per cento dei seggi (trentanove) alle singole liste. L’idea che alle liste che non abbiano ottenuto il 60 per cento vengano attribuiti 36 seggi non e’ disciplinata dalla normativa vigente. Infine, l’articolo 7 inequivocabilmente sancisce che il riparto dei seggi avvenga tra le cifre elettorali di maggioranza e quelle di ciascun gruppo di liste non collegate al presidente eletto. Insomma, il metodo d’Hondt (utilizzato per l’attribuzione dei seggi nei sistemi elettorali che utilizzano il metodo proporzionale) e’ applicato tra la maggioranza ed i gruppi di liste provinciali e non certo alla somma di queste”.

Nel centrosinistra le fibrillazioni restano alte. A Salerno va completata la verifica dei verbali di oltre 1500 sezioni per stabilire se il terzo candidato del Pd dopo Donato Pica e Ana Petrone sia l’ex vice presidente Antonio Valiante, attualmente di soli sette voti oltre le preferenze raccolte da Franco Picarone. Accesi sono gli animi degli esponenti dell’Api rimasti senza seggio in Consiglio nonostante oltre 80mila voti. Quello conquistato dal movimento di Rutelli e’finito infatti al candidato del Pd sconfitto, Vincenzo De Luca.

Per il coordinatore regionale del partito, Bruno Cesario, ‘’si e’ trattato di uno scippo. All’Api spetta un seggio in piu’ e, al centrosinistra altri due posti in Consiglio”. Se passasse questa interpretazione della legge entrerebbero a far parte dell’Assemblea regionale Giuseppe Maisto per l’Api e Lucia Esposito per il Pd su Caserta. Il tutto a danno di Carlo Aveta (Destra di Storace) e del primo degli eletti della lista ‘Liberta’ e autonomia Noi Sud’.

E’ in questa lista che si sta combattendo un’altra battaglia a colpi di carta bollata. La prefettura ha dato come primo di questa lista Raffaele Sentiero (con 5586 preferenze) seguito da Francesco Barbato (con 5571).

Uno scarto di soli 15 voti contestato sin dal 31 marzo dallo stesso Barbato junior. Secondo lo staff del giovanissimo aspirante consigliere, guidato dall’avvocato Pasquale Di Fruscio, le preferenze raggiunte sarebbero almeno 300 in piu’ rispetto a quelle attribuite dalla Prefettura. Il dubbio, nato dalla discrepanza fra i voti di preferenza raccolti dai rappresentanti di lista subito dopo lo scritinio e quelli comunicati dalla Prefettura, ha portato ad una lunghissima serie di azioni legali con richiesta di copia dei verbali di oltre 2500 sezioni elettorali. Un lavoro estenuante da cui sono emerse incongruenze ed anomalie denunciate alla Procura della Repubblica. Fra queste, ”la singolare incongruenza tra il totale dei voti di lista inferiore al totale dei voti di preferenza nella somma di preferenze relativa ai soli candidati maschi; evidenti alterazioni e modificaizoni, nelle preferenze e nei totali dei voti di lista, trascritti con grafia palesemente diversa ad aggiungere preferenze prevalentemente in corrispondenza del candidato Sentiero Raffaele; incollatura sul verbale originale di un foglio di lista aggiunto senza timbri e firma del responsbaile del seggio che assume responsabilita’ dell’analomalia del verbale”.

In attesa che la Corte d’Appello dirima la questione del numero di seggi da attribuire a maggioranza e opposizione, da cui scaturirebbe la possibilita’ concreta per Aveta ed un candidato di Noi Sud di entrare in Consiglio regionale, l’avvocato Di Fruscio annuncia all’Asca che e’ gia’ pronto un uletriore passo per fare chiarezza sulle preferenze raccolte da Francesco Barbato: ”Il nodo da sciogliere sta nelle tabelle di scrutinio (quelle redatte in contemporanea da due scrutatori del seggio elettorale in fase di scrutinio per il calcolo delle preferenze di ciascuna lista, ndr). Al termine dello scrutinio vengono sigillate separatamente.Una va in Commissione elettorale centrale con una copia dei verbali, l’altra in Prefettura. Noi vogliamo chiedere che si riveda il conteggio della ‘cifra individuale’ per i candidati in reale competizione dell’unico seggio (eventuale, ndr) attribuito alla lista Noi Sud. Questo per evitare che il conteggio avvenga sulla base dei verbali a nostro avviso contraffatti”’.

Demarco (Fiamma Tricolore) scrive a Napolitano sul caso dei voti comprati alle Regionali (IL VIDEO)

sabato, aprile 17th, 2010

Di seguito pubblichiamo una lettera inviata da Giovanni Demarco, esponente della Segreteria Politica di Fiamma Tricolore, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sulla vicenda dei voti comprati a suon di banconote da un candidato durante le recenti elezioni Regionali. Episodio portato alla luce dalla trasmissione televisiva “Le Iene”, cui alleghiamo il video:

leieneOnorevole Presidente,

Chi le scrive vuole portare alla sua attenzione un episodio increscioso documentato da un servizio televisivo andato in onda durante la puntata de “LE IENE” del 15 aprile scorso, in onda sull’emittente televisiva “canale cinque”.
Durante tale puntate, un servizio di Casciaro chiamato voti comprati alle regionali (facilmente reperibile al sito www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/163299/casciari-voti-comprati-alle-regionali.html) denunciava, tramite una riprese televisiva, la modalità di “compravendita di voti” da parte di un candidato alle elezioni regioni, poi risultato eletto.
Assurdo vedere come lo stesso avesse messo su un apparato, con tariffario per ogni voto, dai 30 ai 50 euro, fino a poter ottenere oltre 10.000 preferenze, che come le dicevo hanno permesso di essere eletto.
Il servizio non evidenziava il nome del candidato o della lista alla quale egli faceva riferimento, ma non credo sia importante sapere e denunciare, in questa sede, chi possa aver commesso questo reato, ma a mio avviso credo sia molto importante denunciare l’accaduto, e poter intraprendere, attraverso le iniziative ella riterrà opportune, affinché chi ha commesso questo “reato” possa essere sanzionato, ma soprattutto possa non rappresentare nessun cittadino, non facendo parte del consiglio regionale pugliese, avendo di fatto calpestato le regole della democrazia della quale ella è il più autorevole rappresentante.
La saluto con il senso della mia più alta stima e della massima e riconoscenza, consapevole che oltre me tutta l’Italia le sarà grata per le iniziative che Ella vorrà intraprendere.

Giovanni De Marco

Segreteria Fiamma Tricolore

Fiamma Tricolore: «Regionali, ora da Reggio parta una nuova politica»

sabato, aprile 17th, 2010

7-fiamma-tricolore(AGI) – Reggio Calabria – “Dopo le elezioni regionali che hanno visto l’indiscusso successo del centro-destra indubbiamente trascinato dal proprio candidato e ora Presidente della regione Calabria si apre per la citta’ di Reggio una nuova fase politica da protagonista che dovremo tutti insieme, cittadini e politici, saper sfruttare al meglio visto che per la prima volta la citta’ dello Stretto viene chiamata a svolgere tale ruolo. Da Reggio Calabria infatti potranno e dovranno essere gettate le basi di una nuova politica per tutto il paese che veda i giovani al centro dell’attenzione in modo da rendere possibile la creazione di una nuova classe dirigente, esigenza questa diventata ormai indispensabile se solo consideriamo il fatto che quasi tutti i componenti del nuovo consiglio regionale sono anagraficamente piu’ anziani del governatore! Quali risultati potrebbe infatti dare una squadra allenata da un ottimo tecnico ma di cui i giocatori sono sulla via del tramonto? Necessario quindi un deciso cambio di rotta e l’investitura popolare ricevuta da Scopelliti e’ diretta anche e soprattutto a questo”. Lo afferma Giuseppe Minnella, coordinatore calabrese del Movimento Sociale – Fiamma Tricolore. “Tale processo – aggiunge – dovra’ e potra’ iniziare creando una nuova classe dirigente a partire dal Comune e dalla Provincia di Reggio Calabria i cui organi elettivi dovranno essere rinnovati la prossima primavera. Dei diversi nomi circolati negli ultimi giorni, protagonisti del vecchio modo di fare politica di una classe dirigente da prima Repubblica, non vogliamo, come Fiamma Tricolore, nemmeno sentir parlare! Cio’ significherebbe tornare indietro di almeno 20 anni e se Reggio vuol costituire un laboratorio prima e modello poi per una nuova classe dirigente non piu’ locale bensi’ nazionale cio’ non puo’ essere consentito ed anzi ostacolato! Ecco perche’ le nuove guide di Comune e Provincia, in sintonia con il Presidente della Regione, devono vedere in campo giovani nuovi, capaci, segnali della tanto decantata, in campagna elettorale, voglia di cambiare da attuare adesso nella pratica, sul campo! E se per il comune di Reggio si sta ancora cercando il soggetto al quale affidare il difficilissimo compito di sostituire Giuseppe Scopelliti, compito di certo arduo – conclude Minnella – per la Provincia di Reggio una candidatura che la Fiamma si sente di proporre, propagandare e sostenere e’ quella di Antonio Eroi, un giovane appunto, ma con l’esperienza necessaria a guidare un’amministrazione provinciale oggi piu’ fantasma che mai”. (AGI)

Ricucci (Fiamma tricolore): «Il mio ringraziamento agli elettori»

giovedì, aprile 1st, 2010

ricucci27gen190 volte grazie! Mi sento di ringraziare fortemente gli elettori, gli amici, tutti coloro che sostengono, hanno sostenuto la mia persona, la mia battaglia, la mia proposta, in uno dei collegi più ostici dell’intera realtà provinciale viterbese, come quello di Nepi. Una zona, che ha visto essere eletto unicamente, il “neo acquisto”, in loco, dell’UDC, Franco Vita, uno dei “pezzi da novanta” candidati al consiglio provinciale insieme a Luciano Sestili, PDL ed altri. Personaggi che su un attivo di 4800 votanti effettivi solo per citare Nepi, sono riusciti a convogliare su loro quasi 3890 voti, lasciando al resto dei candidati, molti dei quali autorevoli “nomi” famosi sulla piazza nepesina, un migliaio di preferenze da spartire, guadagnare, acciuffare. Proprio per questo mi sento di vedere questo 2,22 % su Nepi, 2,11% di intero collegio, come un successo, di valorizzare al massimo le 100 preferenze a me donate , 90 negli altri paesi , portando il mio movimento ad essere il terzo partito nel collegio (della coalizione Meroi chiaramente), e considerarle un ottimo, grande risultato, proprio perchè nascono da fattori importanti. Innanzitutto la mia età relativa, 22 anni, il fatto di concorrere “da solo”, ne agganci, ne (forti) sostegni esterni, oltre i personali, di collegio e simili, di non avere “sponsor”, il forte astensionismo; concorrere con al fianco, di tre sindaci candidati a consigliere provinciale, che mi faceva  essere un Davide tra i Golia locali, soprattutto se sottraevano al già povero bacino di votanti effettivi, numerosissimi voti per loro ( solo su Nepi città, valgono i dati citati sopra). Queste premesse non mi hanno, in maniera testimoniabile, scoraggiato, anzi mi hanno portato a dare il massimo, a “metterci” l’anima, fino all’ultimo istante della campagna elettorale. Si somma, a tutto ciò, l’inequivocabile dato delle 90 preferenze ottenute negli altri paesi del collegio, nei quali il mio movimento, certamente, non eccelleva, tutt’altro. Segno, questo, di un lavoro pratico e concreto, effettuato, che ritengo soddisfacente, alla luce dei noti presupposti e di uno fondamentale, quello di non essere originario del luogo. Ciò che è scaturito da tutto questo, è un bacino importante, grande, per essere un vero primo test, inaspettato, che sosterrà, come una colonna, la mia attività, le mie proposte, battaglie già in corso pieno d’opera da qualche anno. Una forte e grande base da cui partire, una “rampa” di lancio. Questo non ha fatto altro che darmi conferme del buon operato, che ora, proseguirà costante e forte, verso i cittadini,la gente comune, i giovani.

Per questo, mi sento di ringraziare tutti coloro che hanno creduto in me, nelle mie proposte, nel mio modo di fare “politica”, che mi hanno sostenuto e mi sostengono, che hanno apprezzato la mia persona, anche solo chi ha avuto un gesto di incoraggiamento nei miei confronti , conscio di essermi messo totalmente in gioco, fiero di essere una persona onesta e pulita! Mi sento di ringraziare, inoltre, per la dedizione, l’impegno quanti, degli altri candidati del mio movimento, hanno ottenuto risultati importanti, soddisfacenti, negli altri collegi provinciali, condividendo con me, questa grande “avventura”.

Ad maiora!

 

Emanuele Ricucci

Candidato alle elezioni provinciali di Viterbo 2010 nel collegio 12 per il

M. S. Fiamma Tricolore – Destra Sociale,

Componente della segreteria provinciale

Segretario della sezione di Nepi del M.S.F.T.)

Regionali, Tersigni (Fiamma Tricolore) giustifica certe alleanze fatte in campagna elettorale

giovedì, aprile 1st, 2010

7-fiamma-tricolore-288x300(L’UNICO) – “Capisco che per i militanti, soprattutto i più giovani, sia difficile calarsi nel ruolo amministrativo di un partito e capire certi meccanismi. Trovo però intollerabile quanto riportato in alcuni siti e forum da parte di alcuni nostri militanti che continuano ad ostinarsi con toni non consoni verso le mie scelte e quelle dell’On. Romagnoli per quanto riguarda le ultime regionali”, dichiara in una nota Stefano Tersigni, segretario federale romano di Fiamma Tricolore.

“Anche se non abbiamo ben compreso il motivo per il quale una certa corrente del Pdl non ci ha voluti in coalizione nel Lazio, noi in cuor nostro abbiamo comunque deciso di sostenere la candidatura di Renata Polverini alla regione, appoggiando Tiziano Ceravolo dell’Udeur e i nostri voti, tra l’altro, sono stati alla fine decisivi.

Se l’appoggio a Ceravolo ha scandalizzato qualche militante, che mi ha accusato di aver svenduto il partito, credo che sia arrivato il momento che si inizi a capire anche quella che è la normalità per un qualunque partito, sia esso di destra o di sinistra. Ovvero, trovare accordi elettorali, senza che la qual cosa faccia strappare le vesti a nessuno o gridare allo scandalo, magari da dietro una tastiera, atteggiamento questo non proprio consono a chi si definisce “camerata”, in totale disprezzo del lavoro svolto in questi mesi intensi da parte mia, dalla segreteria romana e dall’On. Romagnoli.

 L’appoggio a Ceravolo – continua Tersigni – è stata una risposta con la quale abbiamo voluto comunque dimostrare di tenere alla coalizione di centro-destra, di essere determinanti, ma allo stesso tempo dare un segnale proprio a coloro che non ci hanno voluto in coalizione, decidendo di puntare quindi sulla persona. La nostra mano al Pdl è sempre tesa e siamo pronti a seguire quanti ci hanno preceduto in questi mesi, affiancandoci a quella che sta diventando sempre più una grande famiglia.

Vorremmo dare in futuro il nostro contributo dall’interno, sperando che sia chiaro per tutti i nostri giovani militanti, anche per qualcuno un pò più grandicello che ha preferito proseguire per altri lidi, che non stiamo svendendo proprio nulla e che porteremo avanti i nostri valori con coerenza, come sempre, con Luca Romagnoli alla nostra guida”, conclude Tersigni. (L’UNICO)

A Gioventù Italiana Bari non è andata giù la vittoria di Vendola

mercoledì, marzo 31st, 2010

LOGHETTODopo numerose giornate di fuoco, si chiude questa tornata elettorale. I ragionamenti da fare sono numerosi, guardo i risultati e mi sembra giusto fare il punto di quella che è la situazione nella quale la mia amata regione e la mia nazione si stanno impantanando. Il primo dato, forse quello più scontato, è la vittoria schiacciante di Vendola con quasi sette punti di vantaggio sull’inseguitore; l’odierno governatore della Puglia pur se travolto da numerosi scandali, partendo dalla pedofilia, passando alle dimissioni dell’assessore alla sanità e concludendo con l’arresto del suo vice, non è stato scalfito e si è ritrovato più forte di prima. La sorte fortunosa di Vendola, molto probabilmente dovuta al suo carisma e alla sua retorica, non è toccata a candidati come la Bonino che ha risentito del caso Marrazzo o a De Luca che ha risentito del caso Bertolaso. La vittoria di Vendola porta al consiglio regionale una disparità elevata di consiglieri, 26 al centrodestra e 46 al centrosinistra, l’opposizione in Puglia sarà quindi fatta sul filo del rasoio e probabilmente vedrà il governatore con molto più potere del suo ultimo mandato, la domanda qui sorge spontanea: riuscirà il “poeta di Terlizzi” a costruirsi una giunta che abbia un briciolo di capacità per gestire una così larga maggioranza e un così largo consenso?

Continuando a leggere i dati, noto il nome di Adriana Poli Bortone, l’estremista missina che in qualche anno si è trovata alleata con l’UDC; il suo movimento, “Io Sud” ha sfruttato il treno solitario del partito di Casini per tentare di far risuonare il nome della Senatrice, che però come da pronostico non ha raggiunto nemmeno i sessantamila voti, rimanendo escluso dalla spartizione delle poltrone. Qui sorge la seconda domanda, alla quale probabilmente a breve daremo una risposta, che fine farà questa nuova lega suddista? La senatrice salentina seguirà le orme di sue predecessori come la Mussolini e la Santanchè, o continuerà il suo sogno di diventare l’alternativa del PDL?

La mia riflessione si sposta anche sul partito numero uno, sulla Ferrari bianco azzurra, insomma sul “Popolo delle Libertà”. Infatti persino nella, ormai, rossa Puglia il PdL ha raggiunto risultati superiori a tutti gli altri, superando il 31% dei voti; nella coalizione di centro sinistra solo il PD tenta di tenere il passo prendendo il 20% dei voti e restando quindi dietro di ben 204.669 voti. Quindi la domanda da porgersi è: un partito che presenta un consenso così ampio, come è riuscito a farsi sfuggire la leadership? La risposta che riesco a dare è tratta da quella che è stata sino a poco tempo fa la storia del PDL; infatti alla sua nascita il Partito Berlusconiano ha tentato di affossare tutte le altre realtà che inizialmente potevano sembrare degli offuscamenti alla sua maestosità; questa mossa anche se ha reso il partito, a livello nazionale, il numero uno, a livelli locali non sorretto da grandi alleati può trovarsi ad inciampare, come appunto sta avvenendo nella nostra regione.

Giusto è spendere anche due parole sul caso “Lega Nord”, era scontato pensare che il partito secessionista di Bossi facesse un carico di voti in tutto il nord Italia, ma quello che ci lascia particolarmente colpiti è la presenza dei consiglieri regionali eletti in Emilia, nella Liguria e persino nell’Umbria che regione nordica proprio non è. Al sud vi è un tentativo di emulare l’espansionismo Leghista, sia da parte dell’MPA che si propone vincente sia in Basilicata che in Campania; sia in Calabria che presenta invece un numero senza precedenti di Leghe, “Noi Sud”(presente anche in Campania), “Slega la Calabria”, “Autonomia e diritti”; la Puglia resta l’unica regione dove il Leghismo non riesce a farsi sentire e ad ogni elezione perde punti, ne è prova il caso Polibortone che perde sia nel tacco Italiano, sia nella Lucania.

Personalmente mi viene da sorridere solo gettando l’occhio sul risultato del “La Destra”, che riesce sia a raggiungere il 4% nel Lazio, eleggendo i suoi primi due consiglieri Regionali, sia l’1% nella Campania eleggendo un consigliere regionale. Il partito dell’ex ministro alla salute Storace partirà da questi risultati per gettare le basi verso le politiche che,sorprese a parte, saranno tra tre anni.

Quella che vediamo oggi è l’immagine perfetta della nostra Italia, spinta dal Leghismo, con una percentuale elevata di astensionismo e che a volte si rifugiata dietro il “meno peggio” per sperare in una situazione di vita migliore, AI PROSSIMI CINQUE ANNI L’ARDUA SENTENZA.

Marco Volpe

Gioventù Italiana Bari

Storace: «Berlusconi è deluso per quanto accaduto in Puglia»

mercoledì, marzo 31st, 2010

storace-bberlusca“Berlusconi e’ contento per l’esito delle elezioni, ma ha il rammarico per la Puglia”. Lo dice ai cronisti Francesco Storace, leader de La Destra, lasciando Palazzo Grazioli dopo aver incontrato per poco meno di un’ora il premier. E a chi gli chiede se la sconfitta contro Vendola, in qualche modo e’ da collegare alla candidatura a governatore di Rocco Palese, Storace replica: “Berlusconi questa cosa l’ha un po’ subita…”.

“Questa mattina -spiega Storace- ho chiamato Berlusconi per fargli i complimenti e mi ha invitato. Chiaramente Berlusconi e’ il vero vincitore delle elezioni. Credo che la vittoria vada ascritta a lui, la Polverini ha fatto una bella campagna elettorale ma Berlusconi ci ha messo la faccia”. “Con lui -aggiunge ancora il leader de La Destra- abbiamo parlato di cose di comune interesse. Il premier aveva notato il risultato della destra nel Lazio, centomila voti. E poi la notizia e’ che entrambi oggi abbiamo iniziato la dieta”, scherza Storace riferendo un particolare del colloquio con il Cavaliere.

A chi gli chiede se anche la destra potra’ entrare in un eventuale rimpasto, Storace replica: “Di questo eventualmente ne parleremo. Per ora ci godiamo una vittoria insperata”. Storace non rinuncia a una battuta: “Una volta Fini prima delle politiche, in una intervista disse che: ‘Storace e’ il passato’. E ora -taglia corto il leader de La Destra- il passato ritorna. Mi pare cosi’ evidente”. (ADNKRONOS)

Polverini: «E’ un vero trionfo». E la Bonino si rifugia nel silenzio…

mercoledì, marzo 31st, 2010

foto-bonino-polverini-Questo è un successo vero”. Lo ha detto ai cronisti Renata Polverini, la neo presidente della Regione Lazio dopo aver incontrato a Palazzo Grazioli il premier Silvio Berlusconi. La Polverini è arrivata alla residenza romana del Cavaliere pochi minuti dopo le 11, e all’uscita, mezz’ora dopo, sorridente si è fermata con i giornalisti. ”Ieri sera – ha spiegato l’ex leader dell’Ugl – con Berlusconi ci siamo sentiti fino a mezzanotte e stamattina ho detto che passavo a prendere un caffè. Abbiamo parlato di quello che è successo stanotte, che è una cosa straordinaria”.

 

Secondo i risultati definitivi la Polverini è stata eletta con il 51,14% delle preferenze. ”Non è stato un successo all’ultimo voto, come è stato detto ieri – ha rimarcato – perché i voti di vantaggio sono tantissimi, tutti quelli annullati per la confusione dovuta all’assenza della lista Pdl. E’ un successo”, ha sottolineato Polverini. E a chi le chiedeva quante telefonate abbia ricevuto, ha replicato: ”Tantissime. Anche Fini mi ha chiamato e l’ho ringraziato per il suo sostegno. Tutti sanno che lui ha voluto questa candidatura. E quando tutti pensavano che la partita era diventata impossibile – ha concluso – in pochi ci abbiamo creduto e abbiamo avuto ragione”.

 

Nel pomeriggio ha poi tenuto una conferenza stampa con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso della quale ha annunciato che a Roma le schede nulle sono state 33.419, ossia il 2,52% del totale delle schede.

 

La neoeletta ha avuto parole di ringraziamento per il premier che ‘’si è speso in prima persona. Proprio in assenza della lista la sua partecipazione è stata sicuramente determinante”. ”Sono felice – ha aggiunto – senza la lista del Pdl sembrava una missione impossibile, ma io ci ho sempre creduto, ho continuato la mia campagna elettorale e le persone evidentemente hanno ritenuto che era il momento di cambiare. Lista o non lista abbiamo vinto questa battaglia che considero non importante ma straordinaria”. Ma ”un ringraziamento vero” è andato anche ”al presidente Fini”.

 

Riguardo all’impegno che l’attende, “stamattina ho sentito il vicepresidente della regione Lazio Montino, domani mattina ci sentiremo per concordare il passaggio di consegne in regione” ha detto la Polverini. Quanto alla giunta è stata netta: ”La faccio io, perché sono il presidente della Regione Lazio, e sarà formata da persone che hanno merito, capacità e professionalità”.

 

Poi, a chi le chiedeva come voleva essere chiamata, governatrice o presidente, ”credo si dica presidente, no? – ha risposto – Non ci si chiama governatori, ma presidenti”.

 

Oggi, dopo la sconfitta elettorale nel Lazio, per la candidata del centrosinistra Emma Bonino è il giorno della riflessione. “Mi ha detto che ha deciso di prendersi una pausa per valutare i risultati – ha riferito all’Adnkronos il suo portavoce Filippo di Robilant – perché non vuole dire nulla di precipitoso”. Circa tre mesi fa la discesa in campo della Bonino con i Radicali, poi l’investitura a candidata del centrosinistra e una campagna elettorale fitta di appuntamenti: fino a ieri sera, quando, dopo uno spoglio al fotofinish, i numeri hanno dato la meglio alla sfidante del centrodestra. Bonino dedicherà questa giornata a una valutazione dei risultati delle urne, lontana però da giornalisti e fotografi. “Per oggi – ha spiega il portavoce – nessuna intervista, né conferenze stampa”. (adnkronos)

Storace: «Dopo la notte c’è l’alba»

martedì, marzo 30th, 2010

di Francesco Storace (dal suo blog)

f_-storace1Sono stati cinque anni terribili. Nel 2005 lasciavo la Regione Lazio con dispiacere, quella notte di aprile fu terribile, il popolo ci aveva voltato le spalle. E poi, un vero e proprio calvario, fatto di persecuzioni giudiziarie, linciaggi morali, coltellate alla schiena.
Sì, è stato davvero un periodo amaro della mia vita, fino all’alba di oggi, quando ho letto delle quindicimila preferenze personali con cui i cittadini di Roma e provincia mi hanno ridato la spinta per tornare in Regione. Oltre 15mila voti in una lista del 4 per cento, più di molti candidati delle liste del 27 (Pd) e del 34 (Lista Polverini).
Consultare quella tabella dei consensi personali è indubbiamente l’emozione più forte, perché ricostruisce un rapporto con tantissimi elettori che sono tornati a votarci. Nel Lazio, alle Politiche eravamo poco sopra il 3 per cento, alle Europee eravamo sprofondati allo 0,6…

Si ricomincia, dunque, da circa centomila voti – più dello stadio Olimpico vorrei dire a chi non voleva votarci persino per questioni calcistiche… -  che La Destra ha ottenuto in Regione alla faccia di chi non ci aveva creduto e siamo stati più che determinanti nella vittoria di Renata Polverini che, a dispetto di tutte le cornacchie, ha stramazzato al suolo la Bonino con settantamila voti di differenza.
E la stessa Lista Bonino prende circa ventimila voti in meno de La Destra… ancora peggio Sinistra e Libertà e rifondaroli vari… Nella città di Roma superiamo anche l’Udc. In provincia di Roma e in quella di Rieti le percentuali più alte della Regione con il 4,6 per cento.

Insomma, un risultato che ci consente di ripartire e che nessuno ci ha regalato, visto che il Pdl ha orientato i propri voti sulla Lista Polverini. Nella nuova fase della Regione ci saremo con lealtà e voglia di ricostruire la Regione, con i nostri uomini, dirigenti e candidati che si sono impegnati allo spasimo.
Ci tengo a ringraziare anche i dirigenti di altre due Regioni: in Piemonte, pure con un risultato non soddisfacente, c’è un’impressionante coincidenza tra i nostri consensi e la vittoria di misura di Roberto Cota. In Campania entriamo finalmente in consiglio regionale.
Si ricomincia, dunque. Si ricomincia dai nostri voti e ora rifletteremo su come ristrutturare l’intera macchina organizzativa. Se nel Lazio siamo stati capaci di resistere all’impressionante onda berlusconiana, non c’è motivo per non farlo altrove. Ne riparleremo.

P.s.: Abbiamo resistito contro la vergognosa censura mediatica; abbiamo resistito al linciaggio di una sinistra che ha giocato a farci e farmi male. Non ce l’hanno fatta. Anzi, il più odioso di tutti, un consigliere del Pd di nome Alessio D’Amato, è rimasto a casa. L’odio non paga.