LEGGE ELETTORALE, LA MAGGIORANZA FA MURO: NON SI CAMBIA!
lunedì, agosto 30th, 2010di Paolo Cucchiarelli (ansa)
Non la si cambia. Non se ne parla neppure. Non è e non sarà in agenda. Non siamo mica scemi. Anzi, come ha detto Umberto Bossi, «Ci mancherebbe che la cambiassimo». La maggioranza fa blocco. Nessun confronto su una eventuale riforma della legge elettorale con l’opposizione.
Nessun appiglio a chi vorrebbe rivedere il «Porcellum» in nessuna delle versioni declinate in questo agosto. Tuttavia la maggioranza, con Ignazio La Russa, sta attenta ad eventuali intese trasversali, al confronto in atto nel campo avverso e lo teme perchè «una nuova maggioranza per approvare una legge anti-Berlusconi Š uno scenario pericoloso e non va sottovalutato».
Dal Pdl, dopo il secco «no grazie, ci mancherebbe pure» di Bossi, arrivano considerazioni più attente a valutare le ragioni della strategia del Pd.
Ignazio La Russa spiega che la sinistra «sogna una legge che consenta loro di vincere senza avere il consenso». Il capogruppo in Senato, Maurizio Gasparri, sviluppa un discorso simile quando dice che «alla sinistra è capitato di perdere con tutti i vari tipi di legge elettorale anche perchè trascura la realtà e vive immersa nella politica politicante».
Gianfranco Rotondi è il più esplicito e diretto: «Noi dovremmo essere il governo stupido che aiuta Bersani a cacciarci fuori», analizza il ministro per l’Attuazione del programma .E un primo bilancio la traccia Fabrizio Cicchitto. Dal Pd vengono considerazioni e critiche fondate su mistificazioni, dice il capogruppo alla camera del Pdl che analizza la strategia sviluppata dalle opposizioni e gli obiettivi non dichiarati. «Da un lato – spiega Cicchitto – si vuole eliminare il premio di maggioranza e ritornare in una situazione nella quale i cittadini erano privati della facoltà di scegliere il governo.
Quanto alle polemiche sull’indicazione degli eletti, esse sono fondate su una serie di mistificazioni: a proposito delle preferenze riesumeremo le mille polemiche fatte a loro riguardo negli anni ‘90, a partire dai privilegi di chi aveva i soldi, al voto di scambio, all’azione della criminalità organizzata». Secondo Cicchitto poi anche con «l’uninominale, la scelta degli eletti è largamente nelle mani delle segreterie dei partiti che possono collocare i candidati in collegi buoni o cattivi per la coalizione».
Dal fronte opposto oggi solo l’Idv motiva la richiesta di cambiare la legge che è al «servizio della casta delle caste». Il capogruppo alla Camera Massimo Donadi chiede di cambiare la legge «porcellum» che , paradossalmente ma non troppo, esalta Giovanni Guzzetta che è tra i promotori dell’appello per l’uninominale pubblicato dal Corriere se si dovesse imboccare la strade del proporzionale come unica alternativa a questo testo:« Se questi sono gli obiettivi dei sedicenti difensori della democrazia allora ‘Porcellum forever’».
Roma, 29 ago. - «Ci rimettiamo in marcia. Passata l’estate, è tempo di rimettere l’orologio della politica e ricominciare a lavorare per l’Italia. Per l’Italia e con La Destra». Lo dice Francesco Storace con un editoriale oggi sul suo blog che osserva: «Abbiamo assistito in questo mese di agosto ad un mese incredibile, in cui sono stati trascurati enormi problemi dei cittadini. La politica discute di legge elettorale e dimentica i diritti sociali».
Elezioni off limits per mogli, mariti, figli e nipoti se candidati nella stessa lista o nella stessa coalizione. La norma ‘anti-nepotismò è sollecitata dall’Udc, che ha presentato una proposta di legge con la deputata Anna Teresa Formisano.
Lesa (Novara), 25 ago. - “Si va avanti così senza Casini e senza l’Udc per realizzare il programma”. Lo ha detto il leader della Lega, Umberto Bossi, lasciando villa Campari a Lesa, dove ha incontrato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
San Paolo (Brasile) - Dilma Rousseff, candidata del Partito dei Lavoratori alla presidenza brasiliana, è largamente in testa nei sondaggi con 17 punti di vantaggio sul rivale conservatore José Serra: è quanto risulta da una rilevazione pubblicata dal quotidiano Datafolha a poco meno di due mesi dal primo turno elettorale, fissato per il 3 ottobre. Rousseff, che ha l’appoggio del presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva, otterrebbe il 47% delle preferenze contro il 30% di Serra; in un analogo sondaggio effettuato nel luglio scorso il candidato conservatore veniva dato in vantaggio di un punto percentuale.
ROMA, 19 AGO – «Vogliamo le elezioni al più presto e lavoriamo per questo. Vogliamo una nuova legge elettorale e una legge per il pluralismo dell’informazione, ma crediamo poco alla reale esistenza di una possibilità tecnica in questa direzione». Lo afferma il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un’intervista rilasciata al settimanale ‘Altrì. Parlando di alleanze, Di Pietro è netto: «una coalizione non può contenere capre e cavoli. Anche perchè le capre, comunque, non ci starebbero. Correre appresso a Fini è inutile. Non potrà mai formare una coalizione con il Pd: non lo voterebbe nemmeno sua madre. L’Idv ha una posizione chiara: a favore del sistema bipoalre e fermamente allinterno del centrosinistra».
ROMA, 18 AGO – «Dal 1994 ad oggi sono gli elettori a scegliere il nome del premier che guiderà il governo. Per questo ipotizzare governi tecnici e manovre di palazzo è fuori dalla democrazia sostanziale».
Lo scontro tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi sembra subire una improvvisa accelerazione. Almeno questa è la convinzione che si ricava nel Pdl dopo l’ennesima presa di posizione su legalità e giustizia da parte del presidente della Camera.
Il vertice del Pdl di ieri ha confermato che l’ipotesi piu’ accreditata nella maggioranza e’ quella delle elezioni anticipate. Silvio Berlusconi ha dato appuntamento allo stato maggiore del partito subito dopo ferragosto. Quindi pochi giorni di vacanza a disposizione per i coordinatori del Pdl e i ministri. Lo stesso presidente del Consiglio, parlando delle sue vacanze, ha precisato: ”Mi concedero’ cinque giorni, uno per andare a trovare ogni figlio”. Per il resto, fara’ la spola tra Arcore e Roma. Berlusconi ha inoltre espresso l’opinione che i finiani sono ormai alleati inaffidabili. Da qui l’intenzione di non tollerare altre distinzioni dalla maggioranza, come e’ avvenuto mercoledi’ scorso sulla mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Giacomo Caliendo. Durante il vertice del Pdl, altro tassello che indica la probabile scelta della fine anticipata della legislatura, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha spiegato che la fase piu’ critica della crisi economica e’ alle spalle e quindi si potrebbero affrontare le elezioni anticipate anche in prossimita’ della prossima legge finanziaria.
