In mattinata lo slittamento dei lavori sul ddl in Commissione Giustizia, poi l’emendamento del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, e infine la richiesta di sfiducia nei suoi confronti arrivata dall’Idv. Quello delle intercettazioni resta un ‘tema caldo’ nei lavori parlamentari di fine luglio.
“L’obbligo del segreto per le intercettazioni cade ogni qualvolta ne sia stata valutata la rilevanza”. E’ quanto si legge nelle motivazioni che accompagnano l’emendamento presentato dal sottosegretario Caliendo al ddl intercettazioni. Secondo la proposta del governo, dunque, sono pubblicabili se ne viene valutata la rilevanza che puo’ essere stabilita dalla cosiddetta ‘udienza filtro’ durante la fase delle indagini preliminari, oppure puo’ essere valutata dal giudice o dal pm in caso sia necessaria una ordinanza cautelare o altre ordinanze di ispezione.
Con l’emendamento al ddl e la cosiddetta ‘udienza filtro’, il gip, d’intesa con accusa e difesa, deciderà le parti pubblicabili delle intercettazioni e quelle che invece vengono secretate. La modifica stabilisce che “si afferma il principio che nel corso delle indagini l’obbligo del segreto per le intercettazioni cade ogni qualvolta ne sia stata valutata la rilevanza. A tal fine, si legge nella motivazione, “viene inserita la previsione secondo cui la documentazione e gli atti relativi alle intercettazioni sono coperti dal segreto fino alla conclusione della udienza filtro”. Soddisfatta Maria Grazia Siliquini, deputata Pdl che rivendica il successo dei finiani dopo l’emendamento che allenta il divieto di pubblicazione. “Oggi – ripete ai cronisti – è una bella giornata per il Parlamento e per il Paese. Avevamo chiesto confronto e c’è stato”.
Per il sottosegretario Caliendo arriva però la richiesta di sfiducia dell’Italia dei valori: l’Idv ha infatti chiesto al presidente del Senato Renato Schifani di calendarizzare la mozione di sfiducia nei suoi confronti, secondo quanto riferito dal capogruppo Idv a palazzo Madama, Felice Belisario. Schifani si e’ riservato di decidere. “Noi chiediamo – ha detto Belisario – che la mozione sia discussa prima della pausa estiva. Quantomeno per ragioni di opportunita’ le dimissioni sono doverose perche’ Caliendo non e’ in grado di svolgere con serenita’ il suo compito, tenuto conto che deve occuparsi, fra l’altro, di intercettazioni e riforma della giustizia”.
Anche il Partito democratico ha chiesto in Commissione che il sottosegretario Caliendo non segua più il ddl perché “politicamente inopportuno, dato il suo coinvolgimento nell’inchiesta sulla cosiddetta P3 e sull’eolico”. La questione è stata avanzata dal capogruppo Pd in Commissione Giustizia di Montecitorio, Donatella Ferranti.
In mattinata era slittato a dopo i lavori di oggi in Aula l’esame degli emendamenti al ddl sulle intercettazioni, che doveva iniziare alle 10 in Commissione Giustizia di Montecitorio. Rinvio, spiegano fonti parlamentari della maggioranza, dovuto al fatto che la trattativa per la ricerca di un accordo non è andata in porto. Tra i deputati del Pdl ci sono poi tesi contrastanti sull’esito della trattativa: in molti prevedono un rinvio a settembre del varo del provvedimento. Secondo autorevoli fonti del partito, sembra difficile approvare la riforma entro la pausa estiva. (adnkronos/ign)