Posts Tagged ‘crisi’

BERLUSCONI AI SUOI: «SE CRISI, RESPONSABILITÀ RICADA SU FINI»

lunedì, settembre 6th, 2010

berlusconiROMA, 6 SET – In attesa di confrontarsi con Umberto Bossi sul dopo-Mirabello per decidere le prossime mosse, ma determinato in ogni caso ad evitare che, qualora si arrivi alla rottura, la crisi sia a lui imputabile.

Chi ha raccolto le confidenze di Silvio Berlusconi oggi ad Arcore, racconta di un presidente del Consiglio decisamente deluso dal discorso di Gianfranco Fini, ma intenzionato a guardare avanti. Ad andarlo a trovare sono stati in diversi: in mattinata i ministri Mariastella Gelmini e Franco Frattini; all’ora di pranzo i vertici del Pdl, Fabrizio Cicchitto, Denis Verdini e Niccolò Ghedini. Il premier, a quanto si apprende, continua a chiedersi come sia possibile che problemi di natura personale stiano trascinando il Paese verso una crisi che di politico – a suo giudizio – ha ben poco. Ma al di là di queste considerazioni, il pericolo più imminente che il Cavaliere continua ad intravede è quello di restare con il cerino in mano. Il timore che aleggia ad Arcore è che l’ufficio di presidenza che ha dichiarato «incompatibilità» dell’ex leader di An con il Pdl, faccia apparire il premier come l’autore dello strappo.

Circostanza che, soprattutto in caso di elezioni, rischia di penalizzarlo nelle urne. Ecco perchè, come ha detto Cicchitto uscendo, lo show down dovrà realizzarsi necessariamente in Parlamento: tutto dipenderà, ha ribadito il capogruppo del Pdl alla Camera, «da come andranno le cose rispetto al confronto politico parlamentare». Tradotto: si deve verificare se il sospetto che i finiani intendano solo «logorare» il governo sia fondato. Se così fosse, si è ragionato ad Arcore, l’unica alternativa sarebbe quella di mettere il gruppo di Fli con le spalle al muro in Aula.

Il tema su cui farlo non è stato ancora individuato. L’unica raccomandazione che ha ripetuto Berlusconi ai suoi è stata quella di evitare argomenti che potrebbero essere utilizzati strumentalmente contro di lui: in sostanza, se rottura sarà, dovrà essere imputabile unicamente a Fini e su un argomento non attinente alle vicende personali del premier (ecco spiegato lo stop al processo breve), ma piuttosto a tematiche che interessino davvero gli elettori.(ANSA).

“Area Destra” riguardo la crisi di maggioranza a Gavorrano

lunedì, settembre 6th, 2010

area destraArea Destra entra nel merito della crisi che si è aperta all’interno della maggioranza nel comune di Gavorrano, feudo incontrastato della sinistra per decenni, che ormai mostra tutti i suoi limiti progettuali e programmatici rivelandosi, nella sostanza, incapace di governare.

Area Destra entra nel merito perché si sente vicina ai cittadini e al territorio. Ai cittadini perchè per quasi 70 anni gli è stato precluso ogni possibile sviluppo economico e sociale e al territorio che, pur avendo grandi potenzialità, è stato lasciato languire invece di farlo assurgere al ruolo che merita.

Area Destra entra nel merito forte anche del consenso che sta registrando sul territorio con la prossima apertura di un circolo a Gavorrano, segno evidente di un malessere diffuso e di una voglia di riscatto della popolazione stanca di far dipendere il proprio futuro dalle logiche politiche della spartizione del potere, tipiche delle amministrazioni di sinistra.

Creano sconcerto anche le dichiarazioni dell’opposizione che, per bocca del capogruppo di “Gavorrano Libera”, definisce Gavorrano “Paese zimbello della maremma” ma lascia che: “Siano i congiurati del PD ad uccidere il loro Cesare”.

Un comportamento da Ponzio Pilato che denota il lassismo generalizzato che alberga nelle Istituzioni a discapito dei superiori e generali interessi della comunità amministrata.

Non sappiamo se la miccia accesa dal sindaco Borghi produrrà la logica e conseguente deflagrazione o se i tentativi in corso, da parte delle segreterie provinciali del PD e di Sel, riusciranno a ritardarne l’esplosione. Certo è che tutti, opposizione e maggioranza, hanno paura di un imminente confronto elettorale, consci della disaffezione che la loro politica a determinato nei cittadini.

Un sollecito confronto elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale che invece Area Destra auspica. Un rinnovo radicale che tenga fuori dalle amministrazioni gli apparati di partito. Un rinnovo all’insegna della trasparenza amministrativa e del buon governo che metta al centro dell’azione politica il cittadino e il territorio.

Dirigente nazionale Area Destra

Adriano Renis

Tremonti: «C’è ancora crisi, ma non ci sarà una nuova manovra»

sabato, settembre 4th, 2010

MEETING DI RIMINI 2010Nell’uscita dalla crisi “siamo ancora in terra incognita” ma l’Italia non ha bisogno di una nuova manovra economica in autunno. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, secondo cui “siamo ancora in terra incognita, anche se è finita per l’Italia la fase che ci ha portato da un ultimo a fare la manovra”. “Non c’è bisogno di una manovra in autunno – ha aggiunto il ministro a margine del workshop Ambrosetti – e in autunno ci sarà la finanziaria che conterrà la manovra in tre tabelle”.

PATTO CON L’OPPOSIZIONE: Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, apre alla possibilità di un patto con l’opposizione per il rilancio dell’economia. “Un patto con l’opposizione? – ha detto Tremonti a margine del workshop Ambrosetti – l’opposizione può e deve essere propositiva e costruttiva, e da parte della maggioranza è necessario ascoltarla. L’opposizione, e anche la maggioranza, deve e può fare idee e proposte, ma il dovere di sintesi in un piano è poi del Governo”.

LETTA (PD): “Penso che sia l’agenda giusta per il Paese”. È quanto ha detto il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, commentando l’intervista rilasciata oggi a Repubblica dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. (APCOM)

Giovani, disoccupazione e “giochi di Palazzi”

venerdì, settembre 3rd, 2010

di Emanuele Ricucci

disoccupazioneVicini al baratro come non mai. Sembra di tornare a vedere l’Italia “storica”, di sempre, ammaestrata da governanti di comodo, in confederazioni di stati, bramosi solo dei loro potenti interessi, non curanti delle condizioni del cittadino, del popolo.

Mentre nei palazzi si discute di tornare al voto, si “inciucia”tatticamente sulle nuove posizioni “ammazza opinione”, mentre si pensa, come al solito, agli interessi di pochi e leader stranieri ( Mu’ammar Gheddafi n.d.a) giungono in Italia a dar prova del loro “sfarzo” ed importanza, estendendo “harem” e facendo proseliti islamici, i dati sul lavoro giovanile, in proiezione nazionale, si fanno maledettamente critici. Una sola goccia di pioggia prima della bufera; acqua pesante come grandine.

Ecco cosa viene riportato secondo dati “Istat”, amplificati dal quotidiano “il Messaggero”: “Ma a preoccupare è soprattutto la cifra riguardante i giovani: in Italia più di uno su quattro è disoccupato. La percentuale dei senza lavoro, che hanno un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, è salita a quota 26,8% rispetto al 25,7% del luglio 2009. Poco più di un punto. Ma c’è stato anche un recupero dello 0,6% rispetto a giugno, dovuto però, secondo il nostro istituto di statistica, ad «arrotondamenti» contabili. Nella sostanza il tasso generale di disoccupazione si attesta all’8,4%: -18.000 unità rispetto a giugno e -172.000 rispetto al luglio 2009. Cresce il numero degli inattivi, tra i 15 e i 64 anni, a 14.948.000 (record storico) con un aumento di 76.000 unità (+0,5%) rispetto allo scorso mese di giugno. “

Dati preoccupanti, soprattutto quelli inerenti all’aumento dei c.d. “inattivi”, ossia coloro che hanno rinunciato a cercare un’occupazione, vista la triste situazione che affligge il nostro paese.

Pochi dati da analizzare, relativamente poche parole ma credo necessarie. La situazione nell’ Eurozona, nell’area dei paesi comunitari europei quindi, vede dati non così rassicuranti a livello di disoccupazione generale e di attività lavorativa; sicuramente sono più sereni circa il lavoro “giovanile”.

Per questo si ritiene necessario “aprire gli occhi” e tentare di esporre le proprie questioni, tornare a credere, dare importanza alle nostre opinioni, riprendere quella posizione che della democrazia fu sacra e primaria, quella del cittadino. Da tempo denuncio la pessima condizione in cui la categoria “giovani” verte deliberatamente in Italia. I dati sono sotto gli occhi di tutti, aperti alle interpretazioni di tutti, molto spesso al “menefreghismo” di molti. Certamente, dopo le analisi delle recenti informazioni circa il consumo di droga tra i ragazzi, la mancanza di punti di riferimento certi a livello sociale e personale, la “deriva” e “semi distruzione” delle famiglie, valori e nuclei fondamentali, l’abbandono dei giovani alle mode e i loro “lavaggi del cervello”, mi chiedo: dove vogliamo arrivare? Ad un punto di non ritorno certo? Abbandonare a se stessi i giovani, trascurarli, strumentalizzarli, renderli mera “carne da guadagno e macello”, significa compromettere fortemente e concretamente il futuro del paese economico, morale, sociale e “nazionale”.  Correre in qualche maniera ai ripari, fa parte non solo del preciso compito istituzionale ,governativo e politico ma anche della esatta consapevolezza e responsabilità di noi cittadini.

Un sistema politico che non più ci rappresenta, partiti divenuti contenitori vuoti e sempre più “oligarchici”, personali, cittadini alle prese con la “sopravvivenza” quotidiana, strumentalizzazioni ed ipocrisie continue.

Una piccola riflessione, lieve goccia di pioggia nella tremenda bufera che, senz’altro, sta per arrivare.

Chiudo ricordando che “saldo è lo stato in cui si obbedisce volentieri”.

La riflessione è stata lanciata, come sempre, ora sta a voi!

Ok dal Governo tedesco sulle “tasse sulle banche” e sul “fondo di salvataggio”

mercoledì, agosto 25th, 2010

untitledIl governo del cancelliere Angela Merkel ha licenziato il provvedimento che riforma la ristrutturazione delle banche attraverso un fondo di salvataggio autofinanziato che permetterà di non dover più utilizzare soldi del contribuente. Lo ha comunicato il governo in una nota dopo la riunione del gabinetto oggi a Berlino.

Il provvedimento – che ora passerà al vaglio del Parlamento e nelle attese dovrebbe diventare legge a gennaio – prevede l’applicazione di una tassa annuale su tutte le banche tedesche, e una serie di strumenti per permettere una cosiddetta ‘insolvenza ordinatà degli istituti di credito attraverso la creazione di una ‘bad bank’. Il fondo – secondo quanto riferito dal ministero delle Finanze nei giorni scorsi – dovrebbe generare circa 1,2 miliardi di euro l’anno. (ANSA).

TREMONTI, GOVERNO RIAPRE CANTIERE DELLE RIFORME

mercoledì, agosto 25th, 2010

tremonti1RIMINI – È il momento «di riaprire il cantiere delle riforme e delle cose da fare». Lo dice il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, dopo aver sottolineato che «la tenuta dei conti pubblici è il presupposto per una politica che guardi avanti». Un punto di partenza che il ministro spiega di aver indicato anche oggi nei suoi colloqui con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Lo sviluppo non si può fare con il deficit, e non si può fare per decreto, dobbiamo immaginare una politica che ci dia una prospettiva vincente», ha detto Tremonti indicando anche che programmi e strategie vanno adeguati alle cose che cambiano.

ORGOGLIOSI DELLE NOSTRE POLITICHE: «Siamo orgogliosi e convinti della politica che con il governo abbiamo fatto»: lo dice il ministro dell’Economia Giulio Tremonti al meeting di Rimini. Rivolto alla platea di Cl, Tremonti ha detto: «Il presidente del Consiglio mi ha incaricato di salutarvi». Dopodichè ha manifestato orgoglio per quanto fatto dal governo: «Sulla sicurezza, e facciamo le nostre scuse alla malavita, sulla scuola, sull’università, sulla Pubblica amministrazione, sui cantieri aperti, sul contrasto alle emergenze e tra queste la crisi economica. In tutti questi temi abbiamo ragione di essere orgogliosi».

UTILE RILEGGERE BERLINGUER: Giulio Tremonti invita a rileggere gli scritti dell’ex segretario del Pci Enrico Berlinguer sulla austerity. «È utile rileggere – spiega al meeting di Cl – gli scritti del 1977 di Enrico Berlinguer sull’austerity. Si tratta di un ragionamento sulle responsabilità nelle politiche di bilancio che può costituire una base politica di riduzione per i prossimi anni in tutta la UE».

Tomaso Staiti: il ruggito del bassotto

venerdì, agosto 20th, 2010

12_berlusconi_nanoPer favore, aiutatemi a capire.
Leggo sui quotidiani, apprendo dai telegiornali che il granduca di Favasecca, elicotterando come un pazzo da una delle sue ville all’altra, avrebbe di fatto messo a punto la bozza del cosidetto programma di meta’ legislatura, con il quale stanare definitivamente Fini e i suoi amici alla ripresa politica autunnale.
Quattro o cinque punti, riferiscono le gazzette, che presentera’ ai suoi “collaboratori” (?) nei prossimi giorni.
Naturalmente, tra questi collaboratori, ci saranno i tre fratelli Marx (il nome vero era Marks), Harpo Verdini, Groucho Larussa e  Chico Bondi.
In realta’ i tre fratelli Marx (Marks), erano cinque.
C’erano anche Gummo e Zeppo, per i quali, in questi giorni si stanno facendo le selezioni.
Gasparri e Cicchitto? Ghedini e Capezzone? O magari Stracquadanio e Buonaiuti? E’ in corso un sondaggio nei gazebo, di cui dara’ direttamente conto l’ometto di Arcore.
Tra un cono gelato nella piazzetta di Porto Rotondo, attorniato da una folla di “poveretti” ciabattanti, in pinocchietti da cui spuntano polpacci pelosi e in polo impregnate di sudore, e allusivi sorrisetti furbi, si prepara,  dicono sempre le gazzette, allo scontro finale.
O  compera un certo numero di deputati finiani (nella sua vita ha sempre dovuto pagare per tutto), o si fa votare contro per poi dimettersi e pretendere le elezioni.
Ora, nell’ultimo e piu’ sperduto paese della terra, nemmeno nel regno dei “furbetti del quartierino”, neppure nella repubblica di cretinopoli – purtroppo siamo le tre cose messe insieme – una simile cosa potrebbe passare.
Sono nato in anni nei quali c’era il “bieco regime fascista”. Fin da adolescente mi sono schierato dalla parte dei vinti e, pertanto, non posso (non me lo permetterei mai), dare lezioni di democrazia e di diritto costituzionale.
Tuttavia, per decenni ho provato coscienziosamente a imparare il metodo democratico; qualche occhiata alla carta costituzionale l’ho pure data, ho cercato di credere a quelle cose che mi continuavano a ripetere: sovranita’ popolare, rispetto delle leggi che sono uguali per tutti, a cominciare dalla Costituzione, equilibrio tra i poteri dello Stato e via discorrendo, ma, per quanto prevenuto, una cosa del genere non me la potevo proprio immaginare.
Come? Uno che e’ presidente del Consiglio elabora un documento politico al solo scopo di farselo bocciare in Parlamento, per potere poi invocare le elezioni, cercando da subito, di intimidire il Presidente della Repubblica?
Ha proprio ragione Oliver Stone: oggi la democrazia e’ solo denaro e televisione.
Figuriamoci in Italia col signor (si fa per dire!) Silvio Berlusconi.
Il solo fatto di aver messo il suo nome dentro il simbolo elettorale – una furbesca mascalzonata dietro alla quale sono incoscientemente andati quasi tutti gli altri – non basta a cambiare la Costituzione.
Se Mr. B. lo vuole fare, segua le regole che la carta stessa prevede. Oppure, si assuma la responsabilita’ di un colpo di stato, di una sovversione violenta (non ci sono forse i milioni di “padani” di Bossi?), di qualcosa, insomma
che assomigli a un gesto virile.
Altrimenti, zitto e a cuccia, bassotto maledetto!

Tomaso Staiti

 

*** su Tomaso Staiti: Laureato in scienze geologiche. La sua vita rappresenta la storia della “destra” milanese. Esponente di primissimo piano del Movimento Sociale Italiano, ne è stato segretario provinciale a Pavia e a Milano. Nel 1970 è Consigliere comunale a Milano. Vicino alle posizioni di Pino Romualdi, nel 1979 diviene deputato alla Camera, eletto per il Msi nel collegio di Milano. Ha fatto parte della Direzione nazionale del MSI e della Segreteria nazionale, e diretto l’agenzia ContrOpinione. E’ rieletto deputato nel 1983 e nel 1987. E’ critico prima con Almirante, cui si trova a contendere la segreteria del partito, e poi con il neo segretario Fini e sostiene Rauti segretario. Con il ritorno di Fini al vertice del partito, esce dal MSI. Rimane all’interno del gruppo fino al 10 luglio 1991, per poi aderire al Gruppo Misto, fino all’aprile 1992. Fonda nel 1992 la Lega nazional popolare. Nel 1995, è tra i fondatori del Movimento Sociale Fiamma Tricolore.

Nel 1997 esce dal M.S.F.T. e aderisce al Fronte Sociale Nazionale.

Nel 1988 ha dato alle stampe “Bande e banche”. Nel 2006 ha pubblicato per le edizioni Mursia “Confessione di un fazioso”. Nello stesso periodo è anche direttore del periodico Intervento.

Nel 2008 si candida alle elezioni politiche con “La Destra” nelle tre circoscrizioni della Lombardia.

Nel novembre 2009 con l’alleanza scaturita fra La Destra e il PDL, abbandona il partito di Francesco Storace. (wikipedia)

BOCCHINO: BERLUSCONI VUOLE VOTI SENZA TRATTARE

venerdì, agosto 20th, 2010

bocchino3ROMA, 20 AGO – «L’impressione è che Berlusconi voglia solo verificare la possibilità di andare avanti con la garanzia del nostro sostegno senza doversi confrontare preventivamente. Un metodo che si discosta dal sistema parlamentare italiano». A dirlo è il capogruppo alla Camera del Fli Italo Bocchino, secondo cui il summit del Pdl in programma oggi a palazzo Grazioli è «una liturgia inutile» e punta a «mettere all’angolo i finiani». Per Bocchino, intervistato da Repubblica, Berlusconi e Bossi «si aspettano il no per andare al voto. Ma se vuole la crisi – avverte – il cavaliere dovrà dimettersi e il Pdl poi negargli la fiducia.

C’è un precedente, l’astensione della Dc su un governo Fanfani». Il premier, prosegue, «poteva scegliere di andare in Parlamento con 4 o 5 punti e chiedere la fiducia. Noi gliela daremo perchè impegnati con gli elettori. Poi, certo, dovremo discutere in commissione di riforma del fisco». Il deputato finiano ribadisce la propria posizione sul processo breve. «Nel programma non se ne parla, e poichè non c’è vincolo di maggioranza se ne dovrà discutere in parlamento.

Di certo non intendiamo tarpare le ali a una magistratura che garantisce la sicurezza e persegue i reati». Bocchino definisce l’attacco di Farefuturo, che ieri ha dichiarato di vergognarsi per non aver capito prima il berlusconismo, come «un esercizio intellettuale». «Non è quella la nostra linea», sostiene. Sul pressing del Pdl per far tornare all’ovile i parlamentari di Fli, «ho un elenco di deputati che verranno con noi, alla spicciolata», assicura. «La verità è che il Pdl ha poco futuro, dopo quello che è successo».(ANSA).

LA RUSSA, RAPPORTI AL LUMICINO MA NON FINIREMO COME PRODI

venerdì, agosto 20th, 2010

La_RussaRoma, 20 ago. -   I rapporti tra il Pdl e i finiani «sono al lumicino» e occorre verificare se la maggioranza ed il governo possono andare avanti «senza stenti». Lo dice, intervistato dal Corriere della Sera, il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa. «Non vogliamo fare -aggiunge il ministro della Difesa- come Prodi, anche se è un paragone improprio perchè i pochi parlamentari rimasti erano l’uno contro l’altro armati. I nostri sono fortemente coesi, anche se è vero che alla Camera saremmo a rischio».

Sarà quindi decisivo, a questo punto, il passaggio sul programma: «non c’è modo più corretto -sottolinea La Russa- di affrontare il problema che individuare i punti di programma non ancora realizzati, scegliere i prioritari e verificare il grado di sincerità e di lealtà di tutti». Un programma, dice La Russa, che non è nuovo: «è tutto già concordato». E poi, i finiani «hanno già deciso: uscendo dal Pdl hanno fatto saltare la strada della condivisione». Quanto all’appello di Berlusconi ai finiani ‘moderatì, La Russa dice che «non c’è nessuna campagna acquisti. Non ce n’è bisogno, è evidente che ci aspettiamo che chi è stato eletto con noi sia leale. Si tratta solo di verificare se qualcuno o tutti o nessuno parlano con una lingua biforcuta». E in caso di rottura irreversibile? «Chi decide -risponde il ministro- è il presidente della Repubblica. Ho trovato la polemica sul capo dello Stato sopra le righe.

Quando ci chiamerà gli diremo che non siamo disponibili a nessun’altra maggioranza», e Napolitano «dovrà scegliere se considerare prevalente la Costituzione materiale, che prevede che i cittadini eleggano il premier, o quella scritta, secondo la quale il capo del governo può essere scelto anche al di fuori della volontà degli elettori. Conoscendo Napolitano non credo che non terrebbe conto della volontà degli elettori. Ho molta fiducia nella sua saggezza». (Pol/Zn/Adnkronos)

VERTICE PDL: STRATEGIA E SOSTANZA NEI QUATTRO PUNTI DA ‘ANIMARE’ OGGI

venerdì, agosto 20th, 2010

pdlCresce l’attesa per il vertice Pdl di oggi a Palazzo Grazioli, dove il premier Silvio Berlusconi, insieme allo stato maggiore del partito, dovrebbe iniziare a dare sostanza agli annunciati quattro punti programmatici – federalismo, Sud, fisco e giustizia – pensati per rilanciare l’azione di governo alla riapertura dei lavori parlamentari.

E sui quali inevitabilmente si misurera’ la reale volonta’ di berlusconiani e finiani di non chiudere prematuramente la legislatura. Sostanza che fa rima con strategia.

Strategia da adottare nel difficile cammino di riavvicinamento – o quanto meno di coesistenza – con i deputati vicini al presidente della Camera, dai quali, per ora, non sono giunte critiche pregiudiziali rispetto ai quattro punti. Ecco perche’ dalla sostanza – che verra’ probabilmente delineata gia’ domani – si potra’ decifrare meglio la strategia che il premier intende avere con i fuoriusciti di Futuro e Liberta’ per l’Italia: scontro o dialogo. Non e’ un caso che stamani il capogruppo del Pdl a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto, abbia dichiarato che ”dal vertice di domani dovranno uscire punti assai precisi e specificati. Berlusconi presentera’, infatti, una scelta in positivo sulla riforma della giustizia, sul Sud, sul federalismo”. E proprio su tale ‘’scelta in positivo”, ha sottolineato Cicchitto, ”dovremo confrontarci”. ”Se non c’e’ una maggioranza parlamentare sulla piattaforma programmatica che avremo discusso – ha pero’ subito messo in chiaro – crediamo che richiedere il voto sia non solo legittimo, ma giusto rispetto al popolo sovrano che ci ha conferito il mandato di rappresentare le proprie istanze.

Quindi: o fiducia, o voto”.

E’ evidente che, messi di fronte ad un pacchetto di riforme blindato, prendere o lasciare, i finiani difficilmente potranno chinare la testa. Anche perche’ a settembre quel che oggi e’ solamente una sigla – Fli – potrebbe trasformarsi in un vero e proprio partito, strutturato su scala nazionale. Un partito che, anche in prospettiva elezioni, non potra’ rinnegare l’anima che e’ poi il motivo fondante della propria nascita: la determinazione di non omologarsi al volere della maggioranza, ma di dire la propria fino all’extrema ratio del voto anticipato. ”Se altri faranno un ulteriore strappo – ha messo in guardia il viceministro Adolfo Urso – e’ nostro dovere dare voci ai valori della destra italiana, con un appello alla nazione”.

Allo stato delle cose, dei quattro punti al vaglio, il rischio di uno strappo potrebbe concretizzarsi sulla giustizia. Il piu’ delicato. Sul tavolo c’e’ il lodo Alfano – al quale ”da tempo” i finiani hanno dato il loro ”consenso” – e il processo breve, che invece resta inviso al gruppo fedele al presidente della Camera, perche’ – ha ribadito anche oggi Carmelo Briguglio – rischia di ‘’stravolgere il nostro sistemo giudiziario”.

Il vertice Pdl di domani arriva, tra l’altro, al termine di una settimana difficile per la politica italiana, scossa per la scomparsa del presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga. Un lutto che e’ riuscito, per un paio di giorni, nell’impresa di sospendere lo stillicidio di accuse tra berlusconiani e finiani. Tregua durata giusto il tempo di tumulare il senatore a vita nella sua Sassari, prima che ‘FareFuturo’ – la fondazione presieduta da Fini – in un editoriale di Filippo Rossi, facesse il ‘mea culpa’ per aver sostenuto per tutti questi anni Berlusconi, indicato come l’incarnazione del ”dossieraggio, del ricatto e della menzogna”. Immediata la replica di uno dei fedelissimi del premier, il vicepresidente dei deputati Pdl, Osvaldo Napoli, che mette una pietra tombale sulle poche speranze di ricucitura: ”Si puo’ ragionevolmente affermare che dopo l’articolo di ‘FareFuturo’ la verifica parlamentare nella maggioranza diventa quasi superflua. Fini ha deciso di aprire la crisi di governo”. Un muto contro muro, anche se in serata arriva la presa di distanza di Italo Bocchino e Pasquale Viespoli, i due capigruppo di Futuro e Liberta’.

In ogni caso, se alla fine elezioni anticipate saranno, meglio ”il prima possibile”. Addirittura ”fine novembre o i primi di dicembre”, secondo quanto suggerisce il ministro Umberto Bossi da Calalzo di Cadore. ”Prima si fa, meglio e’.

Cosi’ non e’ possibile andare avanti. Ormai la macchina sta correndo verso le elezioni, serve – ha concluso il Senatur – qualche gesto importante che la blocchi”. Un esempio? ”Le dimissioni di Fini”. (asca)