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FESTA “LA DESTRA”: FRA FOTO ALMIRANTE E SFOTTÒ TULLIANI

lunedì, settembre 6th, 2010

storace5Vecchi manifesti del Msi con le foto di Almirante o che annunciano i suoi comizi, e vicino un lungo striscione con scritto: «aaa vendesi casa a Montecarlo agenzia Tulliani e Fli».

Sono i manifesti e gli striscioni esposti nei gazebo o nell’area dibattiti alla festa de La Destra a Ponte Buggianese (Pistoia). Poco prima che iniziasse il comizio del segretario Francesco Storace e del presidente Teodoro Buontempo l’area dedicata alla festaha registrato un nutruto gruppo di partecipanti. Sparsi in un giardino pubblico vi erano diversi gazebo con libri in vendita (si va dalla filosofia ai discorsi di Mussolini) oppure mostre fotografiche su La Destra e sulla storia del Movimento Sociale Italiano.

Fra i gadget in vendita anche icone con la foto di Almirante. «A Ponte Buggianese è nata una fra le prime festa de La Destra – ha spiegato orgogliosa Antonietta De Ieso, responsabile regionale della rete sociale – molti giovani ci danno una mano come volontari». Fra loro anche Erika, una extracomunitaria iscritta alla sezione pistoiese di Gioventù Italiana. (ANSA).

BUONTEMPO: OGGI NUOVO PARTITO FINI E NOI NUOVA AN

domenica, settembre 5th, 2010

teodoro_buontempo010902_displayPONTE BUGGIANESE (PISTOIA) - Oggi a Mirabello (Ferrara) Gianfranco Fini «proporrà un altro soggetto politico, ma rimanendo nella maggioranza»; mentre La Destra, alla festa nazionale di Ponte Buggianese (Pistoia), potrebbe mirare a «rappresentare, come una nuova An, quelle forze sociali e popolari di cui il centrodestra ha bisogno».

Lo dice il presidente nazione de La Destra, Teodoro Buontempo. Oggi Francesco Storace chiuderà la festa de La Destra, a Ponte Buggianese, intervenendo alla stessa ora in cui è previsto l’intervento di Fini, a Mirabello. In caso di elezioni, obiettivo de La Destra è proporre una «federazione fra soggetti del centrodestra – spiega Buontempo – per stare con il Pdl grazie a un patto di lealtà».

Fini ne farebbe parte? «Non è detto – risponde Buontempo – perchè si troverebbe all’angolo. E poi, secondo me, il suo disegno di lungo periodo non è stare con Berlusconi». Oggi, spiega una nota de La Destra, «a Ponte Buggianese ci sarà La Destra, quella leale, quella corretta e sincera. A Mirabello ci sarà una destra sinistra e sinistrata». Il programma prevede, alle 18.30, un dibattito dal titolo «La destra leale che sa parlare al Paese» con interventi, fra gli altri, del dirigente nazionale del partito Adriano Tilgher, di Buontempo e Storace.(ANSA)

Buontempo: «Ostia come Monaco. Sparita altra casa ereditata da An»

sabato, settembre 4th, 2010

teodorobuontempo1Roma – Certo, Ostia non è Montecarlo. Ma nel quartiere balneare di Roma c’è un altro caso Colleoni: una casa donata da una militante ad An con modalità molto simili a quella di boulevard Princesse Charlotte ereditata dal partito allora di Gianfranco Fini dalla nobildonna. Un appartamento di circa 90 metri quadri il cui valore attuale può stimarsi sui 300mila euro. La differenza tra le due storie sta nel fatto che mentre il quartierino monegasco è ora nella disponibilità di Giancarlo Tulliani, cognato «di fatto» del presidente della Camera, dell’appartamento ostiense semplicemente non si sa più nulla. Tranne il fatto che non è più di An.

La vicenda la rivela Teodoro Buontempo, presidente della Destra, che della cessione fu in qualche modo protagonista. Buontempo non è un personaggio qualsiasi sul litorale romano. «Io ero il punto di riferimento della destra a Ostia e avevo un rapporto diretto con gli elettori. Per questo negli anni Novanta, in una zona dove la sinistra si attestava sul 60-65 per cento dei voti e la destra aveva scarsissima forza, riuscii a prendere per tre elezioni politiche consecutive con il sistema maggioritario il 50-52 per cento. Diventai così per tre legislature il deputato di Ostia, cambiando la storia del quartiere, che oggi è infatti governato dal centrosinistra». Merito di un rapporto con il popolo che a Roma è considerato da sempre proverbiale. Ed è proprio a questo spendersi per la «ggente» che Buontempo deve l’incontro con una donna assai generosa. «Siamo intorno al 1995 – rivela Buontempo -. Una signora mi disse che voleva donare una casa al partito. Per la verità lei avrebbe voluto donarla direttamente a me, ma io rifiutai. E il partito fece il rogito». La casa passa quindi ad Alleanza Nazionale, appena nata dalla cosiddetta svolta di Fiuggi. «Come tutti gli altri beni – prosegue Buontempo – questo immobile doveva diventare una sede o essere utilizzato per attività di An. E invece non se n’è saputo più niente. È entrato nel calderone di quella immobiliare che allora fu fondata per gestire il patrimonio e poi ho la quasi certezza che sia stata venduta».

Della casa donata dalla benefattrice di Ostia Buontempo un po’ non vuole, un po’ non può (causa tempo trascorso) ricordare di più. «Il nome della signora non lo farò anche per rispetto degli eredi», taglia corto. Riusciamo a scoprire con un po’ di pressing che la casa si trova in una zona tra Nuova Ostia, la periferia del quartiere, e il centro storico, e quindi con una valutazione immobiliare intermedia. Considerando che, in base alle cifre fornite dalle agenzie immobiliari, a Ostia il mattone vale tra i 3.000 e i 3.500 euro a mq e considerando che la casa Buontempo la ricorda grande «circa 90 metri quadri», ne deriva un valore attuale tra i 270mila e i 315mila euro, che non sbaglieremmo certo di molto a collocare quindi sui 300mila euro.

Di sicuro secondo Buontempo – che di immobili qualcosa capisce dal momento che è assessore alla Casa della giunta Polverini nel Lazio – quell’appartamento di Ostia, così come casa Tulliani a Montecarlo, dovrebbe tornare alla famiglia di chi l’ha donata. Causa tradimento. «Per il patrimonio di An – avverte Buontempo – accadrà quello che sta accadendo per le Ipab. Anche in quel caso delle famiglie benemerite hanno lasciato un bene sottratto agli eredi con una finalizzazione: non udenti, non vedenti, orfani, vedove, a cui corrispondono vari istituti. Nel momento in cui non viene rispettata la destinazione d’uso il bene ritorna ai legittimi eredi, come infatti sta accadendo». Anche le opere pie condannano Fini. (ilgiornale.it)

Buontempo (La Destra): «Fini è abile nei suoi disegni personali»

giovedì, settembre 2nd, 2010

1447442dd4520e08b10d8776815a35d5fcc9_th«Gianfranco Fini? È sempre stato molto abile a perseguire i suoi disegni personali calpestando sentimenti, amicizie, legami ultratrentennali e identità politica. Oggi si muove senza un obiettivo preciso e spera di trarre vantaggio dalla sua carica istituzionale». È quanto afferma il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo, in un’intervista che pubblicherà domani il quotidiano Linea. «All’inizio – spiega Buontempo – Fini ha consentito che anche i »suoi« provassero l’ebbrezza delle regalie, dei compromessi inaccettabili, delle frequentazioni dei salotti dove non c’è confine tra interesse privato e bene pubblico; ha fatto finta di non conoscere le fonti dalle quali provenivano i soldi per mantenere in vita le »correnti« interne dei suoi colonnelli. Poi, ha tentato di essere un riferimento della moralità, della legalità e del rispetto istituzionale.

Ma la sua abilità, insieme alle manifeste protezioni di cui ha goduto nelle sue ripetute giravolte politiche, nulla hanno potuto per impedire al marcio di arrivare in superficie». Il presidente de La Destra parla anche del patrimonio immobiliare di An, una «questione che deve essere riproposta, politicamente e legalmente, anche da coloro che abbandonarono An per una scelta politica e ideale senza nulla chiedere», visto che «quelle risorse oggi vengono utilizzate per obiettivi politici e da personaggi che nulla hanno a che fare con quelle storie e con quelle identità. Superiamo rancori, rivalità e risentimenti – è l’invito di Buontempo – e ritroviamoci in un nuovo progetto politico capace di riscattare la dignità di un intero mondo che non merita di essere sporcato dal malaffare e dagli opportunismi».

Sulle possibili elezioni anticipate, invece, Buontempo è convinto che sia «preferibile avere due o tre mesi di campagna elettorale piuttosto che qualche anno di incertezza politica». Con quali alleanze? «Si dovrà andare alle urne con quello che resterà del Pdl, insieme a La Destra e all’Udc, oltre che la Lega, e sarebbe consigliabile che Berlusconi, anzichè fare l’infermiere del Pdl, dia vita finalmente a una Federazione dei partiti del centrodestra».

Poi l’affondo su Bossi: la sua è una «posizione equivoca: vuole mantenere in vita il Governo, ma allo stesso tempo alza la voce contro l’Udc. In realtà, Bossi punta alla secessione della cosiddetta Padania da quella che lui definisce l»’Italia ladronà». (ansa)

Buontempo (La Destra) sui profughi italiani

giovedì, settembre 2nd, 2010
teodoro_buontempo“Lo show di Gheddafi e il suo tentativo di islamizzare l’Europa hanno mortificato Roma e gli italiani, che certo non dimenticano i propri connazionali nati in Libia e poi espulsi dal Paese con l’arrivo al potere del Colonnello”. Lo dichiara il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo, che aggiunge: “Accogliendo il leader africano con tutti gli onori, per festeggiare il Trattato di amicizia sottoscritto lo scorso anno, l’Italia ha accettato di mandare in soffitta le sofferenze e la cruda realtà vissuta dai profughi italiani che nel 1969, in Libia, con l’instaurazione da parte di Gheddafi di un regime islamico reazionario, furono espropriati dei loro beni, case, terreni finanche i fondi pensione e i depositi bancari, subendo violenze e soprusi di ogni tipo”.
“Una vergogna – conclude Buontempo – che non ha prezzo e offende i diritti e la dignità umana. Per questo invito il Governo a dare un segnale forte e concreto per rendere giustizia a questi cittadini, vessati due volte, e per evitare che la buona politica estera finora svolta dal Governo venga vanificata da questa immagine di un’Italia in ginocchio davanti al golpista Gheddafi”.

BUONTEMPO (LA DESTRA): GHEDDAFI, PERSONAGGIO EQUIVOCO

martedì, agosto 31st, 2010

teodoro_buontempo010902_displayIndipendentemente dalle critiche, scontate, che possono essere mosse al Governo, la visita del leader libico Gheddafi in Italia pone una serie di problemi: il mancato rispetto nei confronti degli italiani derubati ed espulsi dalla Libia; la non considerazione per Roma che, oltre che essere capitale d’Italia è anche il cuore della cristianità e capitale dello Stato Vaticano; le ulteriori aperture al capitalista Gheddafi, il quale, mentre nel suo Paese nega i diritti fondamentali di libertà e di rispetto dell’uomo, in Italia può liberamente entrare nel nostro sistema produttivo tanto da condizionarne le future scelte di natura economica; infine, è assolutamente inaccettabile che l’Italia si sia prestata a fare da cassa di risonanza a un personaggio così equivoco, implicato nel finanziamento al terrorismo internazionale e andato al potere non con il consenso popolare ma con un golpe militare.
L’Italia non ne esce bene da questa vicenda e, onestamente, non avremmo mai pensato che potesse dare l’impressione di essere un Paese disponibile a farsi conquistare economicamente e culturalmente.
Tutto il ciarpame che ha accompagnato la sua visita e anche i suoi incontri di propaganda non onorano le posizioni di netta difesa nazionale e di buona politica estera di cui finora si è reso protagonista il governo Berlusconi.

Intervista a Buontempo (La Destra): “Bisogna costruire su aree pubbliche”

venerdì, agosto 27th, 2010

di Tiziana Lapelosa

teodoro_buontempo«Agosto non è ilmiglior mese per parlare di queste cose». E per queste cose Teodoro Buontempo, assessore regionale alle Politiche per la Casa e profondo conoscitore della macchina capitolina, intende il progetto proposto dal sindaco Gianni Alemanno di abbattere e ricostruire Tor Bella Monaca.

Assessore, non è una ipotesi percorribile?

«In ogni parte del mondo si è visto che si può abbattere per ricostruire».

Quindi?

«Da una parte non bisogna illudere le persone, dall’altra non bisogna far sentire abbandonate quelle che non condividono questa scelta».

In effetti il Sindaco ha intenzione di parlarne con i residenti…

«Spero che farà conoscere quanto prima i vari passaggi dell’operazione e in ogni caso la prima cosa alla quale si deve pensare sono gli appartamenti nei quali far vivere i cittadini degli edifici che si vogliono abbattere».

Tutti insieme?

«È impensabile pensare di abbattere le case e non avere la possibilità di far rimanere insieme queste comunità».

In una città dove Pemergenza abitativaè un problema…

«Il problema è che a Roma non esistono terreni edificabili per I’ediliziapubblicaperchélagiunta Veltroni, con cambi di destinazioni d’uso, ha reso possibile far costruire soltanto ai privati. È inquietante che a Roma si possa costruire su terreni privati e su quelli adiacenti di proprietà pubblica no».

Certo, ma i comuni ad oggi non hanno ancora indicato le aree edificabili per l’edilizia pubblica…

«Per questo il Lazio stava perdendo 38 milioni di euro dal governo».

Ma torniamo a Tor Bella Monaca…

«Beh, è apprezzabile che Alemanno abbia condiviso la mia idea di abbattere per ricostruire anche per ridurre i costi di manutenzione».

Ma…

«Non comprendo come mai ritiene questa operazione complicata per Corviale e non per Tor Bella Monaca».

Dalle sue parole sembra trasparire una sottile vena di polemica…

«Polemica? Non faccio polemica, osservo le cose. La Regione Lazio è pronta a dare un sostegno, ma mi chiedo se Cortina erailmigliorposto per lanciare una simile idea».

Non le piace, dica la verità…

«Va bene se si tratta di un progetto studiato, programmato e finanziato. Faccio gli elogi al sindaco. Ma nell’operazione non si pu fare a meno di pensare agli inquilini».

Come immagina questa operazione?

«Penso a progetti credibili per la città: basta con le edificazioni sotto il livello del mare, a ridosso del Tevere e nelle aree di pregio. Inoltre serve una variante al Prg per poter edificare sui terreni pubblici».

Servirebbero piani pi ampi…

«Anche. I comuni dovrebbero in- dicare i terreni sui quali edificare case popolari. Non vorrei che con la scusa dell’emergenza abitativa si dia vita ad una nuova tipologia edilizia che oggi interessa soltanto i costruttori».

Si spieghi…

«È bene che ci siano, ma questo non deve diventare un modo per offuscare il bisogno di edilizia popolare. Le 45mila famiglie sfratta te, le 2Omila cacciate per morosità, i giovani e i separati aspettano di poter accedere ad una casa pubblica con minori difficoltà».

Roma: Alemanno vuol demolire “Tor Bella Monaca”. Perplesso Buontempo.

martedì, agosto 24th, 2010

di Andrea Cuomo

buontempoÈ uno dei simboli dei danni che le utopie architettoniche possono fare quando le buone intenzioni si scontrano con la realtà. Tor Bella Monaca è l’altro Corviale, non ha la potenza espressionistica del Serpentone lungo più di un chilometro, ma forse è anche peggio. Perché in questi torri bianche all’estrema periferia Est della capitale senza qualità edilizia e senza servizi vivono (male) decine di migliaia di romani. Che ora il sindaco Gianni Alemanno vorrebbe spostare altrove.
Le sue parole, pronunciate domenica sera a Cortina d’Ampezzo nel corso di «Cortina incontra», hanno l’effetto di uno schiaffo: «Demoliamo Tor Bella Monaca e ricostruiamola». Una provocazione estiva? Forse, ma anche qualcosa di più concreto. «Sbaglia chi pensa che sia una boutade estiva – ha precisato qualche ora dopo Alemanno -. A fine ottobre presenteremo un master plan della zona e faremo un confronto diretto con i residenti, anche con un referendum, perché vogliamo attuare una urbanistica partecipata e non calata dall’alto». Alemanno ha anche in mente un modello urbanistico ben preciso, tutt’altro che verticale: «I grattacieli servono – spiega – per realizzare servizi e non residenze. Lo schema edilizio verticale è fallito. Penso per Tor Bella Monaca a case come quelle della Garbatella». Il sindaco precisa che non si tratta di una scelta dettata «soltanto da motivi legati all’estetica ma anche funzionali: nelle case di Tor Bella Monica ci piove dentro, la qualità di vita dei cittadini è pessima perché spesso di tratta di prefabbricati spinti e tra una lastra e l’altra ci sono crepe ed infiltrazioni». E poi l’aspetto economico: «Puntiamo a edificare le aree circostanti con premi di cubature da dare ai costruttori, quindi senza esborsi per l’amministrazione comunale».
La proposta incontra – con qualche distinguo – l’approvazione del Pdl romano. «La proposta del sindaco Alemanno è realistica e appartiene alla logica delle grandi città che non respingono la sfida delle riqualificazioni urbane», dice il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro. Che prosegue: «In questi casi vale molto il senso e la prospettiva indicata da Alemanno di una nuova città – aggiunge – dove qualità di vita si traduca in qualità architettonica e del paesaggio per un riscatto morale e culturale della capitale». Ha solo un timore Teodoro Buontempo, assessore alla casa della Regione Lazio: «Se si tratta di un progetto pensato, studiato, programmato, finanziabile e non di un auspicio generico, sarebbe un fatto positivo perché una città migliora rendendo le case popolari dignitose e non meno belle delle private. Ci sono agglomerati dove la solitudine è oltre ogni altra emergenza. Mi auguro che non sia un auspicio di Ferragosto». «Siamo in perfetta sintonia con le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Era ora che qualcuno mettesse mano alla riforma totale di quell’obbrobrio urbanistico che risponde al nome di Tor Bella Monaca», plaude il senatore del Pdl Domenico Gramazio.
Ma qualche sì arriva anche da ambienti molto lontani dal centrodestra. Di «ottima idea, auspicabile» parla ad esempio l’architetto Paolo Portoghesi, che definisce Tor Bella Monaca «uno dei grandi fallimenti dell’urbanistica romana degli anni Settanta/Ottanta. Ormai è un ghetto senza vivibilità e consuma energia in modo terribile perché realizzato con modelli di prefabbricazione sbagliata. Costa meno abbatterlo e ricostruirlo che riqualificarlo». Di parere diverso l’ex assessore Renato Nicolini, che parla di «proclama di Ferragosto»: «Si può intervenire con una finezza maggiore rispetto a un “butto giù tutto e ricostruisco”. L’architettura europea non ha questa filosofia. Si recupera, si riqualifica, si costruisce, si trasforma. Quindi, si “densifica” creando spazi per la vita culturale e sociale. Ma per far questo ci vuole uno sforzo di fantasia. E la proposta di demolire manca assolutamente di qualsiasi fantasia». Critico anche lo scrittore e intellettuale Alberto Asor Rosa: «Se una decisione del genere dovesse essere presa per mero fatto estetico tre quarti della Roma post-bellica dovrebbe essere abbattuta. Penso al Tuscolano e agli insediamenti nati attorno alla Salaria. Di più, si potrebbe pensare ad una distruzione quasi totale della Capitale».
Più «elettorali» le reazioni dell’opposizione, che non perdono occasione per sbeffeggiare il sindaco «demolitore»: «Alemanno si tranquillizzi. Prima che lui riesca ad abbattere Tor Bella Monaca i romani abbatteranno lui, alle prossime elezioni», garantisce il consigliere comunale del Pd Massimiliano Valeriani. Di «dichiarazione di tale velleitarismo che non ci sarebbe nemmeno bisogno di sottolinearlo, se non provenisse dal sindaco di Roma che avrebbe il dovere non di esprimere dei desideri ma di praticare soluzioni concrete» parla il deputato del Pd ed ex assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Roberto Morassut. «Il fatto è – prosegue Morassut – che a metà del suo mandato egli non ha demolito né ricostruito un solo metro cubo e il governo Berlusconi, che egli pienamente sostiene, ha varato due cosiddetti piani casa del tutto fallimentari che non hanno prodotto un solo alloggio popolare e nessuna azione di recupero urbanistico delle periferie italiane». (ilgiornale.it)

ROMA, CASA: BUONTEMPO, A OTTOBRE MOSTRA SU ‘CORVIALI’ MONDO

martedì, agosto 24th, 2010

buontempoROMA – «L’abbattimento di Corviale? A ottobre presenterò una mostra internazionale per dimostrare che quello che oggi sembra una novità nel mondo si fa abitualmente». Lo ha affermato l’assessore alla Casa della Regione Lazio Teodoro Buontempo.

«Sto raccogliendo filmati e fotografie: saranno esposti 100 ‘ecomostrì, edifici o quartieri abbattuti e ricostruiti, che saranno mostrati prima, durante e dopo la cura – ha aggiunto – Verranno a partecipare grandi architetti, e predisporrò un bando internazionale di fattibilità, di idee e di progetti. Molte università sono già interessate, e addirittura ho trovato architetti a Parigi che già hanno studiato un’idea per il nuovo quartiere di Corviale». Buontempo ha spiegato che un caso simile a quello di Corviale era presente «vicino a Parigi, in un Comune del quale inviterò il sindaco. Spero si possa lavorare insieme, Campidoglio e Regione, perchè non siano chiacchiere da salotto ma progetti concreti».

Secondo l’assessore «ci sono altri casi simili, altre ‘Corviali’ da abbattere, a Frosinone e a Civitavecchia: tipologie edilizie scandalose che offendono chi ci abita. Credo – ha affermato – che si possa raggiungere un accordo con i sindaci». Buontempo ha ricordato infine i «44 milioni spesi per Corviale, di cui però nessuno si è accorto» e i futuri «23 milioni per rendere abitabili gli spazi commerciali, interventi che non cambiano la vita».(ANSA).

Corviale, Alemanno boccia l’idea di Buontempo di demolire il serpentone

lunedì, agosto 23rd, 2010

torbe--180x140ROMA – La nuova proposta choc di Gianni Alemanno è arrivata dalle Dolomiti. E cioè dallo stesso palco della manifestazione Cortina Incontra, dove appena una settimana fa aveva lanciato l’idea, poi contestata anche da una parte del centrodestra, di tassare i cortei che attraversano la Capitale. Stavolta il sindaco ha cambiato argomento: «Vogliamo demolire Tor Bella Monaca», ha detto. Un’annuncio che non mancherà di scatenare polemiche. E che per adesso ha scatenato sorpresa e stupore, ma anche ironia: «Ma come? Appena eletto ha detto che voleva spostare la teca di Meier dell’Ara Pacis a Tor Bella Monaca? Adesso vuole buttare giù il quartiere? Non ha le idee molto chiare», hanno scherzato dal centrosinistra.

Il progetto Alemanno vorrebbe trovare dei terreni vicino a Tor Bella Monaca per costruire nuove abitazioni Nella foto a sinistra, Teodoro Buontempo, assessore regionale alla Casa Come riferisce l’agenzia di stampa Omniroma, il sindaco stava partecipando al dibattito «Estetica della città», quando il moderatore gli ha chiesto su quale parte di Roma si potrebbe intervenire con un drastico intervento di riqualificazione. E Alemanno, dopo averci pensato qualche secondo, ha risposto: «Sicuramente Tor Bella Monaca va demolita, rasa al suolo, non tanto Corviale, che è un altro discorso. A Tor Bella Monaca ci sono case costruite con un sistema di prefabbricazione in cui piove dentro», ha detto. E poi: «Se abbiamo terreni e aree per costruire affianco un nuovo quartiere a Tor Bella Monaca per permettere alle persone che lì abitano di spostarsi, sarebbe una scelta popolare. Chi vive dentro quelle case non vive bene e vorrebbe spostarsi».

Alemanno prima dell’annuncio choc ha affermato che «oggi con le ultime sentenze della Corte Costituzionale espropriare costa troppo. Siamo passati dall’assoluta massificazione degli anni passati a meccanismi oggi troppo restrittivi: è necessaria una nuova legge urbanistica complessiva che consenta di costruire dove c’è bisogno e non solo dove c’è interesse di privato e di società immobiliari, se no continueremo ad avere città che si espandono in zona agricola. È necessario invece demolire e ricostruire ampie aree della città, recuperando anche terreno urbano». E ancora: «A Roma ci sono molte aree delle 167 che sono autentiche cisti urbane, penso al Tiburtino 3 e altre zone». Come appunto Tor Bella Monaca.

L’idea di Alemanno, che per adesso non sembra supportata da progetti concreti di intervento, rischia di aprire un nuovo fronte di polemica interno al centrodestra. Teodoro Buontempo, grintoso assessore regionale alla Casa nella giunta guidata da Renata Polverini, appena insediato ha illustrato come uno degli obiettivi programmatici l’abbattimento del «serpentone» di Corviale e la ricostruzione di nuovo unità residenziali per gli abitanti della zona. Un progetto chiaramente in contrasto con l’idea appena annunciata dal sindaco, che ha invece escluso proprio l’abbattimento di Corviale.

Paolo Foschi, «Corriere della sera», pagina 1 e 2