di Tiziana Lapelosa
«Agosto non è ilmiglior mese per parlare di queste cose». E per queste cose Teodoro Buontempo, assessore regionale alle Politiche per la Casa e profondo conoscitore della macchina capitolina, intende il progetto proposto dal sindaco Gianni Alemanno di abbattere e ricostruire Tor Bella Monaca.
Assessore, non è una ipotesi percorribile?
«In ogni parte del mondo si è visto che si può abbattere per ricostruire».
Quindi?
«Da una parte non bisogna illudere le persone, dall’altra non bisogna far sentire abbandonate quelle che non condividono questa scelta».
In effetti il Sindaco ha intenzione di parlarne con i residenti…
«Spero che farà conoscere quanto prima i vari passaggi dell’operazione e in ogni caso la prima cosa alla quale si deve pensare sono gli appartamenti nei quali far vivere i cittadini degli edifici che si vogliono abbattere».
Tutti insieme?
«È impensabile pensare di abbattere le case e non avere la possibilità di far rimanere insieme queste comunità».
In una città dove Pemergenza abitativaè un problema…
«Il problema è che a Roma non esistono terreni edificabili per I’ediliziapubblicaperchélagiunta Veltroni, con cambi di destinazioni d’uso, ha reso possibile far costruire soltanto ai privati. È inquietante che a Roma si possa costruire su terreni privati e su quelli adiacenti di proprietà pubblica no».
Certo, ma i comuni ad oggi non hanno ancora indicato le aree edificabili per l’edilizia pubblica…
«Per questo il Lazio stava perdendo 38 milioni di euro dal governo».
Ma torniamo a Tor Bella Monaca…
«Beh, è apprezzabile che Alemanno abbia condiviso la mia idea di abbattere per ricostruire anche per ridurre i costi di manutenzione».
Ma…
«Non comprendo come mai ritiene questa operazione complicata per Corviale e non per Tor Bella Monaca».
Dalle sue parole sembra trasparire una sottile vena di polemica…
«Polemica? Non faccio polemica, osservo le cose. La Regione Lazio è pronta a dare un sostegno, ma mi chiedo se Cortina erailmigliorposto per lanciare una simile idea».
Non le piace, dica la verità…
«Va bene se si tratta di un progetto studiato, programmato e finanziato. Faccio gli elogi al sindaco. Ma nell’operazione non si pu fare a meno di pensare agli inquilini».
Come immagina questa operazione?
«Penso a progetti credibili per la città: basta con le edificazioni sotto il livello del mare, a ridosso del Tevere e nelle aree di pregio. Inoltre serve una variante al Prg per poter edificare sui terreni pubblici».
Servirebbero piani pi ampi…
«Anche. I comuni dovrebbero in- dicare i terreni sui quali edificare case popolari. Non vorrei che con la scusa dell’emergenza abitativa si dia vita ad una nuova tipologia edilizia che oggi interessa soltanto i costruttori».
Si spieghi…
«È bene che ci siano, ma questo non deve diventare un modo per offuscare il bisogno di edilizia popolare. Le 45mila famiglie sfratta te, le 2Omila cacciate per morosità, i giovani e i separati aspettano di poter accedere ad una casa pubblica con minori difficoltà».