Posts Tagged ‘Berlusconi’

Forza Nuova: la nostra posizione sullo scontro Fini-Berlusconi

venerdì, settembre 10th, 2010

forza_nuovaQuesto breve documento viene pubblicato in momenti di seria agitazione politica parlamentare dettata dalle controversie causate dallo scontro Fini-Berlusconi. La posizione di Forza Nuova è nota: l’equidistanza che ci separa dal Presidente della Camera Fini e dal Premier Berlusconi è evidente, essendo entrambi nella loro diversità parte consistente di quella bassa, affarista, personalistica politica che noi avversiamo. Su Silvio Berlusconi si è detto e scritto talmente tanto che la sua figura agli occhi di un lettore medio non può che essere chiara:parliamo di un politico i cui legami ed interessi sono risaputi.

Sulla posizione del Presidente della Camera Fini, invece, taluni potrebbero avere dubbi ed illudersi di una sua quantomeno parziale “pulizia”. Qualche ingenuo potrebbe leggere nelle recenti azioni di Fini una sorta di risveglio morale dettato da una coscienza non del tutto sporca. Ebbene, la storia dell´ appartamento monegasco di Boulevard Princesse Charlotte che ha coinvolto il Presidente della Camera Gianfranco Fini e la famiglia della di lui compagna Elisabetta Tulliani, conquistando il posto d´ onore nelle cronache estive, ha fatto emergere una vicenda che, dal 2007 ad oggi, i governi, sia di centro destra, che di centro sinistra, si erano preoccupati di nascondere con cura. Un vero e proprio scandalo che vede coinvolti imprenditori, partiti, mafia, che di comune accordo si sono spartiti 98 miliardi di euro evasi al fisco dal 2004 ad oggi. Per intenderci l´ equivalente di 3 leggi finanziarie e 6 volte il Pil di una nazione africana.

Con il decreto ministeriale Siniscalco del marzo 2004 infatti viene istituita in Italia una concessione a diverse società private per il gioco “con partecipazione a distanza” riguardante circa 40.000 slot machines, sale bingo, scommesse. Sempre nel 2004 in una cena a Saint Marteen, nelle Antille Olandesi, si decide di assegnare una delle 10 concessioni disponibili alla Atlantis World Ltd. Alla cena partecipano l´ attuale presidente della Camera, Fini, il suo segretario particolare Francesco Cosimi Proietti, Francesco Corallo, figlio di un noto pregiudicato per associazione a delinquere e sospettato di spaccio internazionale e riciclaggio e Amedeo Labocetta, uomo di fiducia di AN in Campania. In linea con il decreto ogni slot machine, per essere in regola, deve essere collegata al SOGEI, il modem centrale che fa capo al Ministero delle Finanze, che raccoglie il volume delle giocate e calcola il prelievo erariale che le società concessionarie deve versare allo stato, che nello specifico è pari al 13%.

Ogni macchinetta che non sia collegata al SOGEI deve essere dichiarata non funzionante e deve essere per legge chiusa in un magazzino. Ebbene su un totale di circa 40.000 slot solamente un terzo sono collegate al SOGEI, le rimanenti risultano non collegate. E´ proprio la Atlantis, il cui legale rappresentante è Labocetta, a dichiarare non collegati e chiusi in magazzino 26.858 apparecchi non funzionanti: un alto numero di apparecchi non funzionante,ma fino a qui niente di strano se non il fatto che le 26.858 slot machines vengono “dichiarate giacenti” nel magazzino di un bar di 50 metri quadri a Riposto, un paesino in provincia di Catania. La Guardia di Finanza comincia così ad accorgersi che forse gli apparecchi dichiarati non funzionanti, in realtà funzionavano, e che forse la percentuale sul volume complessivo delle giocate, invece di entrare nelle casse dello stato italiano sotto forma di gettito fiscale rimpinguava quelle di Corallo, Laboccetta e compagnia. Nel 2006 l´ allora ministro delle Finanze Vincenzo Visco istituisce,sul caso, la commissione di inchiesta New Slot, presieduta dal sottosegretario Alfiero Grandi. Il 23 marzo 2007, dichiarata la fine dei lavori della commissione, il rapporto non viene reso pubblico, il testo della relazione finale diventa introvabile e prima di scomparire definitivamente vengono per sicurezza eliminati dal documento originale tutti i riferimenti al coinvolgimento di persone appartenenti ad associazioni di stampo mafioso.

Alla fine, anche la conferenza stampa della Guardia di Finanza viene bloccata “dall´ alto” e annullata. Ci si aspetta almeno la revoca ai concessionari ma neanche questo avviene; nella manovra finanziaria del 2008 infatti Prodi cambia i termini del contratto tra monopolio e concessionarie sulla chiarezza della trasmissione dei dati sulle giocate trasmesse. Come se non bastasse fra il clamore di maggioranza e opposizione nel 2009 l´ on. Cosimo Ventucci del Pdl presenta un emendamento al decreto legge sulle misure anticrisi per il condono fiscale di 90 miliardi di euro. Il condono non passa e adesso è la Corte dei Conti ad indagare, e indaga fra gli altri su Giorgio Tino, direttore dell´ Agenzia dei Monopoli ( che con Proietti ebbe una febbrile consultazione che portò all´ insabbiamento del tutto e alla nomina della sorella del Sindaco Alemanno alla vice presidenza dei Monopoli), e sulla consorte, Anna Maria Barbarico, altro dirigente dei Monopoli di Stato. Atlantis World Ltd deve ad oggi allo Stato Italiano 31 miliardi di euro. E la collusione tra imprenditori, mafia e alte cariche dello stato si evince nella faccenda dal fatto che l´ attuale amministratore della Atlantis James Walfenzao e Francesco Corallo sono gli stessi proprietari di una delle due società off-shore, la Printemps, che hanno approfittato della svendita dell´ appartamento di Boulevard Princesse Charlotte da parte del Presidente della Camera.

James Walfezao, cosi come Tony Izelaar, proprietario della seconda off-shore coinvolta nell´ operazione monegasca, sono cittadini con doppia cittadinanza ( una è israeliana), che, in collaborazione con i vertici politici e con la criminalità organizzata, si rendono protagonisti della più grande ( per entità) truffa nei confronti dello Stato Italiano di tutti i tempi Questi fatti avrebbero dovuto portare tutti gli individui coinvolti ad essere incriminati per associazione a delinquere di stampo mafioso, oltre che per tutti i numerosi reati fiscali. Invece Atlantis continua ad operare indisturbata e a fare business. Emerge infine evidente di che tipo sono i contatto internazionali di Fini e di AN, che patti e che accordi abbia stretto e di che livello sia il suo collegamento con la centrale sionista internazionale e con i tentacoli della piovra mafiosa.

La Segreteria nazionale

FORZA NUOVA

ASSUNTA ALMIRANTE: MIO MARITO AIUTÒ BERLUSCONI SU TV

venerdì, settembre 10th, 2010

mediaset-streamingROMA, 10 SET – «Silvio Berlusconi venne a parlare con mio marito per vedere se poteva avere appoggi sulla questione del balck out delle sue tv e mio marito disse di sì, perchè considerava la Tv un elemento valido per ciascuno di noi e anche per i ragazzi come mezzo educativo e culturale»: così Assunta Almirante, vedova del leader storico del Msi, ai microfoni di Radio radio risponde a chi gli chiede dei rapporti negli anni con l’attuale premier.

«Anche mio marito pensava – osserva – che le tv fossero un valore per l’Italia» ragion per cui Almirante dette il suo appoggio a Berlusconi all’epoca: «Mio marito – dice Donna Assunta – apprezzava, stimava l’uomo, secondo lui era un elemento valido per dare anche a questa nazione la possibilità di essere all’altezza delle altre». Insomma, conclude, «io Silvio Berlusconi lo conoscevo appena appena. Ma lui quando venne a parlare con mio marito fu per altre ragioni perchè lui – sottolinea – di politica non si interessava». (ANSA).

La marcia indietro di Bossi: non voteremo la sfiducia al Premier

venerdì, settembre 10th, 2010

di Renato Botto

bossi-premierAvanti, cercando di evitare le elezioni. Umberto Bossi corregge il tiro, rispetto a qualche giorno fa, e si allinea al pensiero di Berlusconi. «Lui dice che per il bene del Paese bisogna andare avanti così? Se lo dice lui, che è il leader, va bene anche a noi». Da Saluzzo, nel cuneese, dove è iniziato il lungo week-end della ‘Festa dei popoli padanì, Bossi giura piena fedeltà a Berlusconi: «Noi siamo alleati e gli daremo il voto.

Non ci dimentichiamo di chi ci ha aiutato e Berlusconi ci ha assicurato i voti per il federalismo. Non accoltelliamo alla schiena. Gli daremo il voto in aula». Per il ministro Calderoli, accanto a Bossi sul palco in piazza a Saluzzo, la Lega non deve invece votare «alla prima chiama sulla fiducia. Suggerirò a Bossi di non partecipare alla prima, ma di farlo alla seconda, così – dice il ministro della Semplificazione normativa – si potrà verificare se quella maggioranza dipende solo dai finiani». E a Fini è rivolto il primo pensiero del discorso di Bossi: «Lui dice che la Padania non esiste? Non ha capito che siamo un popolo dalle montagne al mare.

Siamo più forti delle stupidaggini che dice. Dovrebbe solo imparare a rispettare la parola. Certo ci ha messo in una bella difficoltà». Domani Bossi e Calderoli saliranno al pian del Re, dove nasce il Po, per la tradizionale cerimonia dell’ampolla. Da quello stesso luogo, alle pendici del Monviso, oggi è partito il ‘giro della Padanià, in bicicletta. Dal Monviso a Venezia, in quattro tappe, con l’acqua del Po nelle borracce. In prima fila il sottosegretario all’Interno Michelino Davico, grande appassionato di ciclismo, e tanti ex campioni del pedale, a comincare da Francesco Moser.

GOVERNO: VERDINI, BERLUSCONI E BOSSI ANDRANNO AL QUIRINALE

giovedì, settembre 9th, 2010

GUBBIO, 9 SET – «Penso che lo facciano lo stesso. È doveroso parlare con il Presidente della Repubblica, poi si risolverà tutto in Parlamento. Non vorrei dare lezioni di diritto costituzionale a nessuno, a volte ce le fanno, ma noi sappiamo come funziona». Risponde così il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, a margine della scuola politica del Pdl a chi gli chiede se il premier e il leader della Lega nord si recheranno lo stesso al Colle. (ANSA).

BERLUSCONI DOMANI IN RUSSIA,AFFARI E AMICIZIA CON PUTIN

giovedì, settembre 9th, 2010

di Luigi Ambrosino

berlusconi041808MOSCA, 9 SET – Alle prese con una soffocante situazione interna, Silvio Berlusconi cerca un pò di respiro internazionale domani in Russia, dove ad attenderlo ci sono (a Yaroslavl) il presidente Dmitri Medvedev e (probabilmente nella sua dacia vicino Mosca) l’amico Vladimir Putin.

Saranno come di consueto le gigantesche opportunità di business tra Roma e Mosca a calamitare i colloqui: durante la sua ultima visita a Milano nel luglio scorso, Medvedev aveva esplicitamente ‘chiamato’ le imprese italiane a contribuire alla modernizzazione dell’economia e delle (spesso fatiscenti) infrastrutture russe, un mega progetto varato di recente dal Cremlino che ha già messo sul piatto miliardi di dollari. Sul collaudato asse italo-russo ruotano già molteplici sinergie (Eni-Gazprom, Fiat-Sollers, Alitalia-Aeroflot, Finmeccanica-Pirelli-Russian Technologies), ma saranno i nuovi investimenti a meritare un focus a parte, a partire dalla collaborazione sul nucleare e dalla creazione di un nuovo polo tecnologico a Skolkovo, che i russi intendono trasformare nella loro Silicon Valley. Berlusconi arriverà nel pomeriggio di domani a Yaroslavl – affascinante cittadina adagiata sul Volga a 250 km circa a nord est di Mosca – per prendere la parola al Forum mondiale sugli «standard della democrazia e i criteri dell’efficienza dello Stato moderno», organizzato per il secondo anno consecutivo sotto il patronato del Cremlino. Lì troverà Medvedev – con il quale ha in agenda un colloquio bilaterale a margine del forum – ma troverà anche un pò di politica interna: allo stesso convegno è stato invitato infatti anche Massimo D’Alema.

Nel tardo pomeriggio invece l’incontro con Putin, probabilmente nella dacia del primo ministro russo nei dintorni di Mosca. Al di là del ‘portafogliò, la puntata di «Silvio» all’ «amico Vladimir» sarà l’occasione per arricchire di nuove attenzioni e scambi di cortesie la storia di un’amicizia ormai ultradecennale, raccontata finora da alcune immagini meglio che da tante parole: dalle cene ‘a tu per tù in splendide dacie affacciate sul Mar Nero alle nuotate spalla a spalla nel golfo di Marinella; dalle serate tra fuochi d’artificio, canzoni napoletane e danze del ventre alle passeggiate infagottati in tute termiche e colbacchi nella glaciale steppa russa. Fino all’ultima ‘impresà dell’ottobre scorso, quando Berlusconi andò a festeggiare il compleanno di Putin nella dacia sul lago Valdai per tornarsene poi a San Pietroburgo alla cloche di un idrovolante Be-200 attraccato sulle rive del lago, fiore all’occhiello dell’industria aeronautica russa. Non è esclusa infine qualche riflessione a quattrocchi sui rispettivi ‘grattacapi’ interni, con Putin che nei giorni scorsi ha fatto sapere di seguire «con attenzione» il duello tra Fini e Berlusconi. Il presidente del Consiglio pernotterà poi a Mosca, per fare rientro in Italia solo nella giornata di sabato.

La stampa italiana inizia a sospettare di Bossi: sta tramando

giovedì, settembre 9th, 2010

tremonti01GRoma, 9 set. – Dall’appello di Belpietro a Bossi ai sospetti su Tremonti. I giornali di area di centrodestra fanno a gara a interpretare le ultime mosse della Lega, dopo le dichiarazioni al vetriolo di Umberto Bossi. Ed è proprio al leader della Lega che si rivolge direttamente Maurizio Belpietro nel suo fondi in prima pagina su ‘Libero’: «Caro Bossi, tu e Berlusconi dovete marciare insieme se volete vincere. E, se serve, bisogna pure arruolare Casini», scrive Belpietro. «È il male minore -prosegue-. Sono certo che Casini, il quale ha elettori pià omogenei al centrodestra che al centrosinistra, non si tirerebbe indietro e, con qualche modifica, voterebbe pure il tuo federalismo. È un cucchiaio amaro, ma uno come te sa che è l’unica medicina che può salvare oggi il centrodestra. Dunque non esitare: trangugia». ‘Il fogliò, invece, mette Giulio Tremonti sotto i riflettori. «Se vanno male le elezioni, il capo della Lega è già pronto a un governo di unità nazionale guidato da un premier che non si chiama Silvio Berlusconi», si legge in un editoriale di prima pagina secondo il quale nel Pdl «fa capolino Tremonti nelle vesti del complottista». Secondo lo scenario dipinto dal ‘Foglio’, «una ingovernabilità al Senato porterebbe a una maggioranza sostenuta dalla Lega e allargata al Pd: un equilibrio che incoronerebbe presidente del Consiglio l’attuale ministro dell’Economia».

Ma anche ‘Il secolo d’Italia’ ha una sua versione dei fatti, e in prima pagina oggi si chiede: «Ma il Pdl è ancora in grado di tenere a bada la Lega?». Per il quotidiano diretto da Flavia Perina «il vero braccio di ferro che si svolge dietro le quinte del tanto sbandierato caso Fini è il conflitto tra Lega e il Pdl». Il quotidiano dei finiani parla di «difficoltà con cui il premier gestisce la situazione», di uno «scontro durissimo», di «strategia della tensione leghista» cui fa fronte una «irrisolutezza del Pdl». Per ‘il Secolo’, «la sensazione è che il Carroccio, davanti alla evidente crisi del berlusconismo, abbia deciso di assicurarsi comunque la migliore rendita di posizione possibile». (Pol/Gs/Adnkronos)

BERLUSCONI: VADO AVANTI, DEVO MANTENERE GLI IMPEGNI PRESI CON GLI ELETTORI

giovedì, settembre 9th, 2010

silvio_berlusconiAndare avanti per «senso di responsabilità» nei confronti del Paese. Silvio Berlusconi apre l’ufficio di presidenza del Pdl affrontando subito il nodo che tiene banco per tutta la giornata: la tenuta del governo e della legislatura, anche alla luce della richiesta formulata due giorni fa di un incontro con il Capo dello Stato dopo il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello e alla luce dell’intervista televisiva di ieri del presidente della Camera. Quasi in contemporanea arriva la precisazione del Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano dice di non aver ricevuto ancora alcuna richiesta di udienza, mentre mostra di prendere atto, come di «un annuncio, una scelta», di quanto dal leader leghista Umberto Bossi che nel pomeriggio fa salire la tensione lasciandosi andare con i giornalisti a Montecitorio. Il leader della Lega insiste: la strada maestra resta quella delle elezioni e alle urne ci si va «se ci sono le dimissioni di Berlusconi o un voto contrario» sui 5 punti programmatici. E ancora: a chi gli chiede se ci sia la possibilità che la Lega non voti la fiducia Bossi replica: «Ci sono anche queste possibilità…». A chiarire che non è un bluff, il ministro non esita a replicare con una sonora pernacchia a chi gli ricorda che Gianfranco Fini non intende dimettersi dalla presidenza di Montecitorio. E Napolitano, appunto, si limita a dire: «È un problema puramente politico su cui non mi pronuncio. È un annuncio, una scelta, non so come definirlo, di cui posso solo prendere atto».

Nel campo di Futuro e libertà, nel cui gruppo alla Camera è stato ufficializzato in aula il passaggio di Fini da quello del Pdl, si insiste, invece, nel sottolineare la lealtà alla maggioranza e al governo: «Noi siamo per la prosecuzione della legislatura e se La Lega sfiducia il governo, come fece nel 1994, se ne assume la responsabilità» avverte il capogruppo Italo Bocchino. Nello stesso Pdl, in effetti, il ministro Altero Matteoli auspica che quella di Bossi sia «una boutade» e aggiunge, rispetto all’impegno del premier per fine mese alla Camera: «Io sono del parere di andare in Parlamento. Berlusconi illustra i 5 punti, dopo di che ci sarà un voto e se c’è una maggioranza andremo avanti» fino alla fine della legislatura. Ma i rapporti fra ‘ex’ continuano a essere tesi. Il presidente dei deputati Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto formalizza in conferenza dei capigruppo a Fini che in quanto leader di parte non sarebbe più un presidente di garanzia. E mentre all’ordine del giorno dell’ufficio di presidenza del Pdl vi sarebbe anche la dichiarazione di incompatibilità dei finiani con posizioni di governo, Fli e Pdl continuano a duellare a colpi di sciabola. ‘Ffwebmagazinè paragona gli ex colonnelli a «cani bavosi» messi a fare la guardia al padrone e Angela Napoli si becca la censura dello stesso Gianfranco Fini per un’intervista, per cui poi si scusa, in cui non esclude che alcune deputate e senatrici abbiano ottenuto il seggio dopo essersi prostituite.

Dall’opposizione, tutti puntano il dito contro Umberto Bossi che vuole dettare l’agenda. «La Lega si prepara a staccare la spina. C’è una forza politica -dice Pier Ferdinando Casini- che vuole andare alle elezioni solo per guadagnare voti, tutto il resto non conta niente. Noi diciamo: aprite gli occhi prima che sia troppo tardi». Il direttivo di Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli definisce «arrogante e vergognosa» la presa di posizione di Umberto Bossi e «la vergogna è accresciuta dal fatto che Bossi è ministro della Repubblica». Per Antonio Di Pietro «se a sfiduciare Berlusconi è anche la Lega tanto meglio. Ma deve essere sfiduciato non per la furbizia della Lega, non per lo scopo furbo che vuole la Lega, ma perchè dobbiamo liberare il Parlamento e il Paese da questa cricca piduista. Mi auguro -sottolinea il leader Idv- che la Lega e soprattutto i finiani siano consapevoli perchè finalmente oggi anche nella maggioranza c’è qualcuno che sulla via di Damasco ha riconosciuto quel che da sempre dice l’Idv. Cioè che Berlusconi ha impoverito il paese». E al Tg1 rincara la dose: «Mica stava su Saturno» in questi anni e dunque il presidente della Camera, dopo le sue denunce, «sfiduci il governo» o sarà «ancor più complice di Berlusconi». Per Luigi Zanda, vice presidente dei senatori Pd, «Umberto Bossi, che la cattiva sorte ha portato alla carica di ministro della Repubblica, da qualche ora sta semplicemente e palesemente evocando, se non minacciando, la sommossa. Per chi usa la lingua italiana, soltanto questo può essere il significato della sua minaccia di portare a Roma un milione o dieci milioni di ’scalmanatì. Questa -conclude Zanda- si chiama sovversione». (Pol/Zn/Adnkronos)

FAREFUTURO: BASTA COL BERLUSCONISMO, DESTRA ALZA LA TESTA

mercoledì, settembre 8th, 2010

farefuturo«Questa destra ha sofferto sulla sua pelle cosa significa il berlusconismo e oggi ha alzato la testa, si trova a scegliere nuovi compagni di strada, può legittimamente parlare a tutti gli italiani in nome di un futuro in comune». È quanto scrive, su Ffwebmagazine, il periodico online della Fondazione Farefuturo, il direttore Filippo Rossi. «Il vulnus del rapporto tra destra e l’uomo di Arcore – prosegue l’articolo – è tutto lì.

In quella stupidissima e pericolosissima bugia che vuole Berlusconi unico splendido magnifico sdoganatore della destra italiana. Una bugia perfida che nasconde una semplice verità: la destra italiana si è sdoganata da sola, con mille difficoltà, con tanta sofferenza.

C’è sempre stato chi a destra non ha creduto alla favoletta del Berlusconi-principe che bacia i rospi-fascisti. Ma una classe dirigente arrivata al governo in un batter di ciglia si è arresa al flusso della storia, è diventata berlusconiana nell’anima, ha abdicato alla gran parte delle sue istanze per diventare, gradualmente ma inesorabilmente, quello che il padrone di Arcore voleva: il cane da guardia, bavoso, di una potere detenuto da altri». «Ma oggi – conclude l’articolo – è un altro giorno. Quella certa destra può rimanere fedele a se stessa solo tradendo se stessa e alcune scelte fatte. Perchè, forse qualcuno ancora non se n’è accorto, è arrivato il momento della scelta. E turarsi il naso non è più possibile. Non è più sopportabile».(ANSA).

Vertice Pdl da Berlusconi: avanti se c’è maggioranza, altrimenti voto

mercoledì, settembre 8th, 2010

Berlusconi_Silvio003Roma – Se c’è una maggioranza politica sui cinque punti programmatici contenuti del documento del Pdl si va avanti, altrimenti si vota. Sarebbe questa la linea indicata da Silvio Berlusconi durante il summit di ieri a palazzo Grazioli. Una linea, riferiscono alcuni partecipanti all’incontro, condivisa dai vertici del Pdl presenti, che sarà illustrata questa sera all’ufficio di presidenza del partito, convocato per le 18.

Sarà, quindi, il Parlamento il banco di prova della tenuta della coalizione, e la sede in cui la maggioranza si conterà. Il voto, quindi, resta l’unica strada praticabile se il Cavaliere dovesse trovarsi nell’impossibilità di governare. Nel corso della riunione in via del Plebiscito, spiegano le stesse fonti, si è parlato dell’incontro al Quirinale alla luce della nota Berlusconi-Bossi diffusa nella notte dopo la cena con la Lega ad Arcore. Qualcuno si sarebbe soffermato sulla opportunità di andare al Colle senza un fatto concreto che sancisca la fine dell’attuale maggioranza. A questo punto, raccontano, si sarebbe posto il problema del ruolo di arbitro di Fini.

C’è chi, infatti, avrebbe fatto notare che frasi come quella pronunciate dall’ex leader di An a Mirabello («Il Pdl non esiste più»), farebbero dubitare sull’imparzialità di una carica istituzionale. Questa considerazione, condivisa da Berlusconi, sarebbe una ragione valida per salire al Colle e spiegare al capo dello Stato lo stato dell’arte e il senso del comunicato congiunto («Andremo da Napolitano a chiedere dimissioni di Fini dalla presidenza della Camera»).

Il nodo dell’incontro con il presidente della Repubblica dovrebbe essere sciolto oggi all’Ufficio di presidenza del partito. (Vam/Gs/Adnkronos)

BELLOTTI (FUTURO E LIBERTA’): È LEGA CHE VUOL TRADIRE BERLUSCONI

martedì, settembre 7th, 2010
BELLOTTI

BELLOTTI

ROMA, 7 SET – «Lo spettacolo che da la Lega in queste ore potrebbe essere ben ricompreso nel teatro dell’assurdo»: Luca Bellotti, deputato di Futuro e Libertà, commenta così le polemiche sull’intervento del Presidente Gianfranco Fini a Mirabello. «Il presidente Gianfranco Fini da Mirabello, pur non lesinando le critiche, ha esplicitamente confermato la lealtà di Futuro e Libertà al governo e all’attuale maggioranza, sottolineando che voterà la fiducia al Presidente del Consiglio sui cinque punti che verranno presentati in Parlamento.

Dalle dichiarazioni di alcuni leader leghisti viene tratteggiata invece una situazione di crisi totale che renderebbe impossibile all’Esecutivo di proseguire nel compito che non è solo un diritto ma anche un dovere: quello di guidare il Paese e garantirgli stabilità. La realtà è che il soggetto politico che vuole tradire Silvio Berlusconi e andare alle urne non si chiama Futuro e Libertà ma Lega Nord padania.

Un film che peraltro si ripete: Gianfranco Fini non ha mai voltato le spalle a Silvio Berlusconi. Umberto Bossi, al contrario, l’ha già fatto in passato e si prepara a farlo di nuovo, come emerge da ciascuno dei suoi interventi». «A dispetto del buon senso e del bene del Paese, il Carroccio, pur di avvantaggiarsi in un momento di dibattito intenso, sbava per precipitarsi a votare, infischiandosene del danno che rischia di provocare, non solo all’Italia, ma anche al nord. Spero che Silvio Berlusconi possa rendersi conto che è proprio Futuro e Libertà, che viene additato come il pericolo, a poterlo liberare dall’abbraccio mortale della Lega, consentendo al Governo, con un Patto di Legislatura, di portare a termine il suo mandato», conclude. (ANSA).