Case e soldi: Spunta una nuova lista di 100 nomi
sabato, settembre 4th, 2010
Roma, 4 set. - Case e soldi. Ristrutturazioni nelle abitazioni e negli uffici di clienti potenti e operazioni bancarie sospette. Spunta una nuova lista di 100 nomi nell’inchiesta della procura della repubblica di Perugia sui grandi appalti per il G8 della Maddalena e i 150 anni dell’Unità d’Italia. E’ stata trovata nel personal computer del commercialista dell’imprenditore Anemone. Lo riferiscono il Corriere della sera, La Repubblica e Il Messaggero. Nella nuova lista comparirebbe anche il cognome Berlusconi. I magistrati vogliono verificare – si legge negli articoli – se si tratti del presidente del Consiglio o di un familiare.
Replica Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl e legale del Premier secondo il quale è “del tutto infondata” la notizia che vedrebbe Silvio Berlusconi nella nuova lista riscontrata dagli inquirenti a nome dell’imprenditore Diego Anemone. Come sempre vengono pubblicate notizie, coperte da segreto di indagine e senza alcun riscontro al solo scopo di diffamare il Presidente Berlusconi. La asseritamente nuova lista dei lavori eseguiti dalla ditta Anemone per quanto riguarda il Presidente Berlusconi – aggiunge Ghedini – non rappresenta alcun elemento di novità.
Come già documentalmente comprovato per la precedente lista – spiega il legale del premier – si tratta di alcuni modesti lavori di manutenzione eseguiti dalla ditta Anemone, una delle società più apprezzate nel settore edile. E’ quindi evidente che in questa lista non vi e’ altro se non la riproposizione dei lavori che nella prima erano indicati con la dicitura Palazzo Grazioli. Tali lavori erano stati ordinati da Forza Italia quale adeguamento di alcuni locali utilizzati a Palazzo Grazioli dal partito. Il prezzo dei lavori è stato regolarmente fatturato e regolarmente pagato.
Era quindi sufficiente conclude Ghedini un modesto approfondimento per evitare di lanciare sulle prime pagine dei giornali una notizia del tutto infondata”. Ma ci sono anche altri sviluppi sulla vicenda segnalati oggi dai quotidiani. Dopo una recente segnalazione di Bankitalia – riporta inoltre il Corsera – gli accertamenti si concentrano su 250 mila euro versati lo scorso anno da un avvocato sul conto corrente del giudice De Lise, il presidente del Consiglio di Stato che allora guidava il Tar del Lazio.
Quest’ultimo, riferisce il Messaggero, spiega: “Cado dalle nuvole, ma quell’anno comprai una casa e ne vendetti un’altra”. Inoltre, si legge ancora, in vista del verdetto della Corte di cassazione sulla competenza dei pm umbri, gli investigatori hanno acquisito nuovi elementi relativi al filone d’indagine che riguarda l’ex procuratore Achille Toro e a quello sull’ex ministro Claudio Scajola. (apcom)
L’AQUILA – Indagati ed arrestati hanno negato ogni addebito, rispondendo alle domande del Gip del tribunale dell’Aquila e basando la difesa sul fatto che le intercettazioni sono state fraintese. Tanto è vero che gli interrogatori dei coinvolti nell’inchiesta per le presunte tangenti sui lavori per la ricostruzione post terremoto sono diventati fiume. In serata sono ancora in corso e vanno avanti dalle 9,30.
Roma – «Nei cantieri della capitale l’allarme infiltrazioni malavitose è forte. Ribassi del 50%, 60% negli appalti pubblici non possono che evidenziare illegalità e rischi di questo genere. Anche negli appalti del Comune di Roma ci sono ribassi del 58% ed è un’indecenza». Lo ha detto il presidente del Comitato Paritetico Territoriale (Cpt) di Roma e Provincia Carlo Nicolini durante la firma di un protocollo d’intesa con l’Arma dei carabinieri, messo in campo per intervenire e sensibilizzare sul tema della sicurezza del lavoro.
Appalti Eolico, Fiore: strano legame tra politica, imprenditoria e associazioni ” dalla segretezza degli scopi”: tutto come nella prima Repubblica! Il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore commenta gli arresti in Sardegna di persone legate ad una organizzazione “dalla segretezza degli scopi” volta «a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali nonchè degli apparati della pubblica amministrazione:”il legame tra politica, interessi privati dell’imprenditoria, associazioni dagli scopi non limpidi è sempre più manifesto, e mi chiedo cosa sia cambiato in sostanza rispetto alla prima repubblica. Negli scorsi giorni, lo scontro tra finiani e berlusconiani, la pietosa scena in aula in occasione della discussione del ddl Meloni, dove deputati del Pdl avrebbero voluto destinare milioni a non ben identificate “comunità giovanili”- mentre gli italiani risparmiano sugli alimenti- ci hanno fatto rabbrividire. Oggi assistiamo all’ennesima indagine che porta allo scoperto meccanismi di spartizione del potere e del denaro che gettano ancora vergogna sulla politica italiana, in particolare sulla maggioranza. Noi non ci stanchiamo di indignarci dinnanzi all’infamia di personaggi privi di scrupoli di cui l’intero sistema partitico abbonda. Non ci stanchiamo di denunciare che non abbiamo a che fare con “poche mele marce” ma con un intero meccanismo di assegnazione del potere e di influenza (più o meno nascosta) della politica e dei suoi posti chiave interamente corrotto. Nel corso di questi drammatici mesi, gli italiani sono stati ridotti alla fame, un giovane su 3 è disoccupato, i fondi della cassaintegrazione sono agli sgoccioli, le giovani coppie vengono strozzate da mutui non sostenibili:ci sembrano sufficienti ragioni per denunciare le colpe di chi non ha nè voluto nè saputo difendere il popolo, e che tuttavia continua ad arricchirsi ed a manovrare la cosa pubblica come fosse proprietà privata. Noi non ci stiamo, ed in ogni luogo manifesteremo la nostra opposizione.”
Roma, 20 giu. - Il Cardinale Crescenzio Sepe Arcivcescovo di napoli , insieme all’ex ministro per le Infrastrutture Pietro Lunardi risultando da ieri indagatio dalla Procura dei Perugia, nell’ambito delle inchieste sulle grandi opere. Le accuse sono di concorso in corruzione (Sepe) e in corruzione aggravata (Lunardi), con riferimento ad operaziooni immobiliari condotte insieme alla cosidetta ‘cricca’ al vertice dei Lavori Pubblici e della Protezione Civile. In particolare, a Sepe vengono contestate alcune operazioni immobiliari di ristrutturazioni e lavori edilizi affidati all’imprenditore Anemone da Presidente della Congregazione Propaganda Fide fra il 2001 e il 2006, accusato per una serie di attività ‘fantasma’ sfruttate a Propaganda Fide quasi 2,5 milioni di euro.Fra queste anche la famosa casa di via Giulia nella disponibilità di Guido Bertolaso. L’arcivescovo di Napoli, ostenta sicurezza: “Sono sereno. Molto tranquillo. E quanto prima parlerò: racconter tutto. Questo è certo. Sono sereno perchè ho operato secondo coscienza, vedrò presto i magistratito”, dice a ‘la Repubblica’. Poi celebra Messa in pieno centro a Napoli raccogliendo l’applauso dei fedeli: e si difende: “la verità vince sempre”. E ancora: “Non abbiate paura, siate fieri e coerenti di fronte all’identità dei cristiani, anche nel momento della sofferenza, perchè dopo quel calvario ci sarà la luce della resurrezione. Quanti martiri torturati ci sono anche oggi che – ha detto ancora nell’omelia in nome della verità e in nome di Cristo rimangono fedeli al suo vangelo, tanti che vengono torturati, umiliati e disprezzati, ma noi che possediamo il Signore, che siamo coerenti con la nostra fede non dobbiamo aver paura – ha detto Sepe citando Papa Giovanni Paolo II – nonostante queste correnti contro, nonostante quelli che tentano di mortificare la fede, che tentano di emarginarla, non abbiate paura”. La stessa Congregazione vaticana Propagna Fide assicura massima collaborazione con la Magistratura: “Propaganda Fide presto risponderà punto su punto agli inquirenti impegnati nell’inchiesta sul G8 – dice il segretario della Congregazione arcivescovo Roberto Sarah- non staremo in silenzio – assicura Sarah -. Nei prossimi giorni, dopo un’attenta valutazione di tutti i quesiti emersi nelle ultime settimane e una ponderata riflessione, risponderemo con una nota ufficiale della Congregazione per sgombrare il mpo da ogni dubbio”. Al fianco del cardinale Sepe si schiera apertamente la Santa Sede. “Desidero dire innanzitutto dire – afferma Padre Federico Lombardi, portavoce Vaticano- una parola di stima e di solidarietà per il cardinale Sepe, in questo momento difficile. Il cardinale Sepe è una persona che ha lavorato e lavora per la Chiesa e per il popolo che gli è affidato in modo intenso e generoso, e ha diritto ad essere rispettato e stimato. Poi, naturalmente, auspichiamo tutti e abbiamo fiducia che la situazione venga chiarita pienamente e rapid mente, così da eliminare ombre, sia sulla sua persona, sia su istituzioni ecclesiali. Il cardinale Sepe – come ha già detto egli stesso – collaborerà ovviamente per parte sua a questo chiarimento. Naturalmente bisognerà tenere anche conto degli aspetti procedurali e dei profili giurisdizionali impliciti nei corretti rapporti fra Santa Sede e Italia, che siano eventualmente connessi a questa vicenda” Quanto a Lunardi, l’accusa è – sempre con riferimento all’attività edilizia di Anemone- di acquisto di immobili a prezzi svenduti in cambio di favori. “Non sapevo di essere sotto inchiesta per corruzione-dice l’ex ministro al Corriere della Sera- e ora voglio capire. Andrò al più presto dai giudici di Perugia e chiarirò tutto”. (apcom)
E’ stata rinviata a dopodomani
Roma – “Tempo fa, Sandro Bondi ha detto di avere ‘un solo rammarico: essermi tanto impegnato con passione e convinzione per la nascita del Pdl per poi trovarmi nello stesso partito in cui milita Fabio Granata’. Caro Bondi, noi invece abbiamo un rammarico ben diverso: esserci tanto impegnati con passione e convinzione per la nascita del Pdl per poi trovarci nello stesso partito in cui c’e’ gente che ragiona come Pietro Lunardi”. Lo scrive il direttore di Generazione Italia, Gianmario Mariniello sul sito dell’associazione interna al Pdl.
Roma, 20 mag. – “Non mi è piaciuta per nulla l’ennesima esibizione di isteria giustizialista, con la pubblicazione di centinaia di nomi di clienti di un’azienda presentati come se fossero tutti dei colpevoli”.
Roma, 17 mag. – “Non è assolutamente conforme al vero la circostanza che io abbia deciso di non presentarmi dinanzi ai Pubblici ministeri di Perugia per non ‘creare problemi ai veri colpevoli’ o a ‘persone molto più coinvolte di me’”. Con queste parole l’ex ministro Claudio Scajola smentisce quanto affermato da sua moglie Maria Teresa Verda in un’intervista pubblicata oggi da ‘Repubblica’.
