Capezzone e Napoli continuano ad attaccare i finiani

NAPOLI: -« La guerra dei numeri è sempre, fra gli atti ultimi di una separazione quello più increscioso e umiliante. Perchè in genere si sfrutta come gesto di minaccia verso l’altra parte alla quale si promette di voler fare ‘molto male’ una volta sbattuta la porta», dice Osvaldo Napoli, vice capogruppo del Pdl alla Camera. «In realtà si ignora deliberatamente che in una separazione entrambe le parti si fanno del male. E ciascuna confida di farne di più all’altra per appagare un meschino spirito di vendetta.

Quanti saranno i finiani è problema che riguarda i finiani, non riguarda più il PdL nè il Paese. Al Paese interessa sapere se la maggioranza scelta con un vasto consenso nell’aprile 2008 è ancora in condizione di governare e di fare le riforme per le quali è stata votata». Per i finiani – conclude- «c’è un solo dovere: essere pronti, da qui ai prossini mesi, a spiegare agli italiani perch‚ non hanno mantenuto gli impegni solennemente presi due anni fa. Tutto il resto sono chiacchiere».

CAPEZZONE: «Al di là delle fumisterie, dei diversivi e dei numeri sparati qua e là, c’è un solo fatto chiaro, che non può essere occultato dai finiani: una pattuglia di parlamentari ha sfidato la pazienza degli elettori, cercando ogni giorno di seminare zizzania in una maggioranza largamente scelta e riconfermata dai cittadini».È quanto afferma Daniele Capezzone, portavoce del Pdl che aggiunge: «Gli italiani saranno giudici severi di questi comportamenti, ed è bene che i cosiddetti finiani comincino a capire che non hanno scelto solo di separarsi da Silvio Berlusconi e dal Pdl, ma da sentimenti e dalle ragioni della stragrande maggioranza degli italiani». (ansa)

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