In attesa dell’ufficio di Presidenza convocato per questa sera, con inizio alle ore 19, e che potrebbe sancire la rottura definitiva con Fini e tutti i suoi seguaci, abbiamo raccolto alcune impressioni di esponenti del Pdl.
ALEMANNO: «Io continuo a sperare che nelle prossime ore avvenga il miracolo. La situazione è molto critica, mi auguro che in queste ore che ci dividono dall’ufficio di presidenza avvenga qualcosa in grado di sbloccare la situazione». Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, a margine di un tavolo in Campidoglio, parlando dell’ufficio di presidenza del Pdl di questa sera che stasera affronterà il nodo legato al presidente della Camera Gianfranco Fini.
CAPEZZONE: «Gli elettori del Pdl, e non solo loro, sono in assoluta sintonia con Silvio Berlusconi. Il tempo per ricomporre le questioni interne è ormai scaduto. Buon senso e ragionevolezza suggeriscono di sciogliere i nodi, per riprendere senza ostacoli il cammino delle riforme, del cambiamento, della modernizzazione del Paese. Gli italiani hanno scelto Silvio Berlusconi due anni fa, un anno fa, e ancora due mesi fa: è inconcepibile che ci sia chi operi per impedire ad un Governo e a una maggioranza di lavorare serenamente». Lo dice il portavoce del pdl Daniele Capezzone.
BOCCHINO: Mosse finali tra le anime del Pdl in vista dell’ufficio di presidenza che dovrebbe tenersi oggi e che potrebbe sancire la rottura definitiva nei confronti di una parte della minoranza interna, se non con tutto il gruppo dei finiani. Stamattina, mentre in aula sono in corso le votazioni sugli ordini del giorno sulla manovra, un nutrito drappello di deputati ha risposto alla convocazione di una riunione convocata dal vice capogruppo Italo Bocchino. In aula, comunque, la seduta per ora va avanti senza scosse e la maggioranza procede, al momento senza i circa 18 deputati che hanno risposto all’invito del presidente finiano di Generazione Italia. «Il clima è di sconcerto -dice Angela Napoli al termine della riunione- perchè è incredibile che si pensi ad espellere persone come Granata, Briguglio, lo stesso Bocchino, se non addirittura Fini. Staremo a vedere quello che deciderà l’ufficio di presidenza. Comunque, i numeri della minoranza interna son ben superiori a quello che pensa Silvio Berlusconi».
MATTEOLI: La mia posizione è molto netta, non ho condiviso il percorso che Gianfranco ha portato avanti nel Pdl». Così il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, si è espresso a margine della presentazione del piano Anas per l’esodo sullo scontro interno al Pdl. «Non mi pare che in questi anni io abbia dato dimostrazione di tentennamenti. La mia posizione è molto netta», ha osservato il ministro aggiungendo di aver sempre registrato che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, «vuole restare nel partito», ma – ha spiegato Matteoli – si può «capeggiare una corrente, ma non è consentito fare opposizione non solo al partito ma anche al governo di cui si fa parte». Matteoli, specificando che nel governo «ci sono molti amici, come miniatri e sottosegretari», ha affermato: «se la questione fosse solo di dibattito interno sono d’accordo, ma se diventa un attacco sistematico al governo allora la questione diventa diversa». Oggi, ha ricordato Matteoli, ci sarà l’ufficio di presidenza del Pdl «in cui cercheremo un chiarimento su questo tema. Alla domanda se non risulti tardivo farlo solo a questo punto il ministro ha risposto: »non c’è nulla di tardivo«.
LA RUSSA: «Sta arrivando una perturbazione…». Il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa esce da Montecitorio inseguito dai cronisti che gli chiedono di fare previsioni su quanto potrà accadere in futuro e scherza facendo una ‘previsione metereologicà: «Davvero – aggiunge sorridendo – dicono stia arrivando…». In ogni caso, ai cronisti che gli chiedono di pronunciarsi sul futuro del Pdl consiglia: «i giornali tanto usciranno domani mattina, aspettate stasera…».
LEHNER: «La notizia del giorno è che Italo Bocchino, ormai del tutto fuori di testa, sta telefonando -sono le ore 11 di giovedì 29 luglio 2010 – ad alcuni deputati del Pdl, esortandoli ad uscire dall’aula per mandare sotto la maggioranza. In pochissimi danno retta al telefono nemico, perchè tra gli ex An la maggioranza è fatta di persone perbene e leali». È quanto afferma il deputato del Pdl Giancarlo Lehner in una nota.
CAZZOLA: «Non è mai troppo tardi per difendere l’unità del pdl». Lo afferma Giuliano Cazzola , deputato del PdL che precisa «nessun compromesso è inutile se serve ad evitare le lacerazioni che si annunciano nel più grande partito del Paese in un momento grave come l’attuale. La salvaguardia dell’unità – prosegue Cazzola – non può prescindere dall’adozione di misure e provvedimenti in grado di ripristinare un clima di correttezza ed uno spirito di solidarietà nella vita del PdL e che assicurino – anche sul piano disciplinare – comportamenti compatibili con l’appartenenza alla medesima formazione politica. Nel ribadire la nostra fiducia nel presidente Silvio Berlusconi, invitiamo i colleghi che condividono le nostre preoccupazioni a far sentire la loro voce».
(fonti: adnkronos, ansa, omniroma)
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Francamente, questa storia è squallida. Vediamo Il Fini..to nazionale che cerca di ricuperare un rapporto con il suo capo a tempo scaduto.
Vedo all’interno degli ex All. naz. una rincorsa ad abbracciare il “capo” vincente, cercando di dare il “colpo di grazia” all’ ex capo.
Vedo Socialisti, Repubblicani e Massoni vari che cercano di liberarsi di una zavorra pesante(gli ex aennini), dopo che hanno lucrato e consolidato i loro poteri personali.
Si è alla resa dei conti in un raggruppamento, di individui (infami, traditori, rinnegati,mariuoli e mafiosi riciclati), che li teneva uniti solo la voglia di potere.
Ora non hanno più bisogno di questi “EX”, quindi si inizia recidendo il “capo”, presto si passerà ai tentacoli.
E’ una fine miserevole e meritata di un “mondo” che aveva lucrato sul SANGUE nobile di giovani MARTIRI.
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Ora stanno usando per, squallidi, interessi personali anche il TESORO del MSI-DN.
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Per questo motivo rilancio la proposta che ho già fatto il 7lug.-anniversario della morte di Carlo Falvella:
Che il patrimonio del MSI DN, raccolto con le donazioni volontarie di tanti camerati, per la “GIUSTA BATTALIA”, possa essere messo in vendita ed il ricavato vada ad alleviare (anche se in modo puramente formale) le sofferenze dei familiari dei camerati assassinati, di quelli che hanno visto la loro vita rovinata da menomazioni gravi e hanno patito anni di carcere.
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Questa proposta se rilanciata sui “nostri siti” con forza e costantemente nel tempo, dovrà avere un riscontro positivo.
Quel tesoro, si parla di 400.000.000,00 di euro, non serva ai rinnegati per poter ritornare ancora una volta nell’agone politico.
E che il lupo se li mangi
Fini,da ex traditore,adesso viene tradito dagli stessi “amici” che avevano usato lui come trampolino per entrare nel polo della libertà 15 anni fa,attraverso la creazione di AN.
Fini sparisce per ora,penso che con altri usciti dal giro,tipo Rutelli,si riunirà per creare un nuovo soggetto politico.
Cmq deve restituire il vecchio simbolo dell’msi,è stato un gesto infame affidarlo alla fondazione da lui creata.
Vaffa-Day in arrivo……finalmente!
Questo spettacolo pirotecnico me lo voglio proprio godere questa sera, seduto comodamente sul comò….
Bè questo momento me lo voglio proprio godere..
Goduria, goduria, immensa, libidinosa goduria.