LAVORO: AZIONE UNIVERSITARIA, TIROCINI SIANO RETRIBUITI

Azione universitaria auspica che l’emendamento relativo alla retribuzioni dei tirocini obbligatori da parte dei giovani che vogliono accedere agli ordini professionali non venga approvato. «Sarebbe l’ennesima beffa per una generazione che sta già pagando abbastanza lo scotto di questa crisi e che si vede ogni volta togliere anche le più minime speranze di un futuro degno» afferma Andrea Volpi Coordinatore Nazionale di Azione Universitaria riferendosi all’emendamento dei relatori all’art. 9 riguardante le professioni regolamentate presentato sabato al Senato con il quale si elimina l’obbligo di retribuzione dei tirocini inserito nel decreto liberalizzazioni qualche giorno fa per sostituirlo con un vago rimborso spese forfettario, dopo i primi sei mesi di tirocinio.

«È pur vero – continua – che questo emendamento riduce i mesi di tirocinio per l’accesso ad alcuni ordini e che qualche mese fa abbiamo ottenuto la possibilità di iniziare lo svolgimento dei tirocini obbligatori già all’interno del percorso di studi, però questa presa di posizione sul periodo e sulla mancata quantificazione della retribuzione ci sembra un ulteriore modo per ostacolare l’accesso dei giovani al mondo del lavoro.

È come se si riconoscesse l’importanza di agevolare le nuove generazioni ma poi non si riuscisse ad avere il coraggio necessario per scontentare le caste e gli ordini che comunque, in questo Paese, continuano a farla da padrone. Speriamo – conclude Volpi – vivamente che nella seduta pomeridiana l’emendamento sia ulteriormente modificato eliminando il limite dei sei mesi e stabilendo in maniera più precisa l’obbligatorietà e l’entità di questo presunto rimborso». (ANSA).

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