SCUOLA: CAPEZZONE, GELMINI PONE RIPARO A DECENNI DI DANNI

«Tutte le forze interessate alla modernizzazione del sistema Italia, tutte le persone di buona volontà, tutti gli elettori ragionevoli di centrodestra e di centrosinistra, i cattolici liberali così come i laici riformatori, dovrebbero essere uniti nel sostenere l’azione del ministro Gelmini». È quanto dichiara Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. «Tutti sanno -continua Capezzone- che la scuola italiana è stata per decenni il terreno di azione della cattiva politica e del cattivo sindacato, alle spese della buona politica e del buon sindacato, oltre che a danno dei ragazzi. Oggi il ministro Gelmini sta spingendo per voltare pagina: senza illudere i precari, incoraggiando gli insegnanti più motivati e impegnati, stimolando i ragazzi alla sfida più importante, cioè quella per migliorare se stessi».

«È per questo che servirebbe una moratoria della polemiche e delle strumentalizzazioni, e un aiuto concreto, di tutti, nella direzione giusta scelta dal governo Berlusconi, riconoscendo il lavoro buono e coraggioso intrapreso dal ministro Gelmini», conclude Capezzone. (Pol-Gac/Ct/Adnkronos)

Problema nomadi Roma, Santori: espulsioni per chi si accampa illegalmente

107571_71788_mediumROMA, 3 SET – «Chi occupa un’area pubblica o privata deve subire il provvedimento di espulsione». Lo ha detto in una nota il presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, Fabrizio Santori, a margine dell’operazione condotta al viadotto della Magliana dai carabinieri e dai militari dell’ottavo reggimento Lazio e il contestuale intervento della Polizia di Stato presso il campo nomadi di Castel Romano.

«Questi interventi rappresentano ulteriori passi avanti nel processo di sgombero di tutti gli insediamenti abusivi e nell’azione di monitoraggio di quelli autorizzati – aggiunge – Il programma di sgombero predisposto dal Prefetto di Roma seguirà a pieno regime dalla prossima settimana con un intervento al giorno su tutto il territorio capitolino. Risultano oltre 200 i microinsediamenti su aree pubbliche o private da sgomberare, con un flusso di oltre 2.500 persone per lo più comunitarie. Invadere terreni privati è un reato contro il quale hanno il dovere di battersi anche i proprietari degli appezzamenti che devono provvedere a recintare le aree in loro possesso, denunciando immediatamente ogni tentativo di invasione da parte di nomadi o senza fissa dimora, altrimenti l’amministrazione si troverà a sgomberare e bonificare per l’ennesima volta, come nel caso del Viadotto della Magliana – conclude Santori – un terreno che è stato già oggetto di quattro interventi».(ANSA).

MORTO SUICIDA SINDACO DI UN PAESE NEL CREMONESE

CREMONA, 3 SETTEMBRE – Si è sparato con una pistola in un campo del Comune di Torre dè Picenardi (Cremona), il suo paese, Gabriele Petecchi di 45 anni. Era stato sindaco a soli trent’anni, fondatore e presidente della squadra di calcio del Club Torre Icio. Fu protagonista del ribaltone storico di Torre dè Picenardi, primo candidato di centrodestra a essere eletto sindaco e a rompere il monopolio della sinistra. Valter Galafassi, che divenne sindaco dopo Petecchi per due tornate, lo ricorda con commozione: «Era una persona gentile ed educata e il suo modo di fare politica rispecchiava il suo carattere: aveva una gran voglia di impegnarsi per il suo paese». (ANSA).

Fiamma Tricolore al “vetriolo” nei confronti dell’Amministrazione di Aidone

7-fiamma-tricoloreAidone. Salvino Calì, storico rappresentante dell’allora MSI e successivamente zoccolo duro della Destra – Fiamma Tricolore aidonese, esprime le proprie amarezze per la situazione politica ad Aidone in un momento storico in cui bisognerebbe fare il massimo per riportare la cittadinanza ed avere il lustro che Aidone merita, con il prossimo evento di portata mondiale del rientro della statua della Venere di Moragntina.
Calì si rammarica soprattutto per la “totale inadeguatezza politica di molti consiglieri”, nonché “dell’incompetenza che investe l’attuale Giunta” che ad oggi non ha dimostrato un contatto vero con i problemi reali della gente e si chiede quale punto di congiunzione possa esserci tra l’attuale Giunta formata da una ex dirigente della Destra storica “Assessore Anna Maria Raccuglia”, da un Assessore che è sempre presente in ogni amministrazione di qualsiasi colore “Assessore Ina Copia” e da un Assessore nato politicamente come “sogno di mezza estate” configurato da Calì nell’Assessore Giovanni Furcas, e del partito storico della sinistra più determinante nell’elezione dell’attuale Sindaco “ Filippo Gangi”.
Calì si auspica che la vita dei partiti aidonesi ritornino a formare futuri dirigenti capaci di dare smalto ad una città, che per memorie storiche ha saputo offrire alla nazione personaggi di spicco in vari settori.
Calì, inoltre, aderendo al “Comitato di Base” rimarca come ad un anno e mezzo circa dalle elezioni non ci sia nessuna cantiere aperto in Aidone che potrebbe far auspicare un imminente ritorno dei nostri tesori e ribadisce al Sindaco ed all’attuale Giunta, come tanti giovani, hanno creduto in un progetto che li avrebbe visti protagonisti della rinata economia. Conclude Calì: “tanti giovani hanno investito dei soldi in Aidone, risparmi dei genitori di una vita o soldi prestati dalle banche a caro prezzo, sarebbe opportuno che questa Amministrazione si rendesse conto del grave danno che fino ad oggi si è procurato alla cittadinanza e chiede al Partito maggioritario presente in Giunta il PD, come decine di assemblee con deliberazioni unanime “fittizie”, con relative e puntuali smentite da parte dei consiglieri stessi e della Giunta, non fanno altro che dimostrare come qualche dirigente politico guardi più alle proprie beghe che ad un progetto di sviluppo sociale ed economico. Bisogna accelerare o capire che un bagno di umiltà a volte, è necessario per il bene comune”. (vivienna.it)

BRUNO (MIS): NO ALL’AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA DI CHIAIANO O TORNEREMO ALLALOTTA DURA!

mis-300x300Sull’argomento il Vice Segretario Nazionale Vicario eResponsabile del Dipartimento per le Politiche delMezzogiorno del Movimento Idea Sociale con Rauti RaffaeleBruno, abitante nei pressi della discarica di Chiaiano, ha dichiarato:

“Col passare dei mesi dall’apertura della discarica nellaCava tra Chiaiano, Marano e i Camaldoli i disagi stannoaumentando enormemente tra i cittadini residenti: i camionperdono liquami lungo il tragitto rendendo il manto stradalescivoloso e provocando incidenti a catena, viaggiano ad altavelocità provocando rumori assordanti a tutte le ore della notte e il tremare delle case (alcune risultano anchelesionate), molti cittadini che abitano da Marano aChiaiano, dai Camaldoli a Mugnano, in particolare i bambini,soffrono di allergie gravi, vomito e rossore alla gola eagli occhi, provocati dalla puzza nauseabonda che, asecondo come gira il vento, colpisce ampie zone delleloclaità citate. Una serie di disagi diventati insopportabili, che avevamo ampiamente previsto. Sabato 5 settembre, alle ore 18,00 sarò fuori alla metropolitana di Chiaiano per partecipare al corteo di protesta organizzato dai cittadini del presidio. Chiedo alleautorità preposte di procedere alla chiusura delladiscarica immediatamente. Diversamente torneremo allaprotesta dura!”

BOCCHINO, IL DISCORSO DI FINI FARÀ CHIAREZZA, SCARSE POSSIBILITÀ DI VOTO A MARZO

Roma, 3 set.   - «Il discorso di Fini farà chiarezza. Dal giorno dopo non ci sarà più la confusione in cui siamo adesso». Lo ha detto Italo Bocchino, capogruppo di Futuro e libertà per l’Italia durante il collegamento con il Tg La7 dagli studi di ‘In ondà. E alla domande rivolta dal direttore Enrico Mentana su quante possibilità ci sono di andare al voto a marzo, Bocchino ha risposto: «Molte scarse».  (adnkronos)

Fiamma Tricolore: essere, non sembrare; commemorazione eccidio di Rovetta

rovettaDomenica 5 Settembre alle 0re 9.30 , presso il Cimitero Monumentale del Verano di Roma, verrà celebrata la Ricorrenza dell’ eccidio di Rovetta, un eccidio per mano PARTIGIANA, dove 43 ragazzi della “Tagliamento” , ragazzi che non superavano i 20 anni , a guerra già terminata vennero trucidati solamente perchè avevano seguito la strada dell’ ONORE. Nessun “eventuale processo” e i loro corpi orribilmente martorizzati, questa è la giustizia con la quale ha visto l’alba la futura Repubblica Italiana . Come ogni anno la Federazione Ciociara della Fiamma Tricolore parteciperà numerosa alla ricorrenza con suoi Militanti e simpatizzanti e invita quante più persone possibili ad essere presenti. Nel breve corteo che si svolgerà saranno vietate bandiere di partito, tutti dovranno seguire la Bandiera della R.S.I. e i vari labari d’arma delle forze combattenti della R.S.I.

 Essere e non sembrare, vivere l’idea 365 giorni l’anno , senza sconti, soprattutto verso chi quest’Idea l’ha tradita per delle poltrone.

La Federazione Ciociara della Fiamma Tricolore – Destra Sociale 

GENERAZIONE ITALIA, IL NUOVO PARTITO È NEI FATTI

big-3143Roma, 3 set.  – «C’è un mondo che non si rivede nel culto della personalità che è divenuto l’unico valore fondante il Pdl. I primi numeri dei primi giorni della festa di Mirabello sono esaltanti, al di là di ogni più rosea aspettativa. Il partito nuovo è, a mio avviso, nei fatti». Lo dice Gianmario Mariniello, direttore di Generazione Italia, in un’intervista pubblicata oggi in edicola dal quotidiano ecologista Terra, diretto da Luca Bonaccorsi. Quanto allo scontro con il ministro del Turismo Michela Brambilla, Mariniello rivela: «Dimostreremo in un’Aula di Tribunale la veridicità della nostra denuncia, con tanto di testimonianze, acquisendo i tabulati telefonici e tutto quanto servirà ad accertare la verità.

Abbiamo fiducia nella magistratura (almeno noi…) e crediamo nella verità». «Se il ministro del Turismo Brambilla è davvero estranea alla vicenda, non dovrebbe denunciare noi di Generazione Italia, che ci siamo limitati a riportare un fatto -conclude Mariniello su Terra- ma dovrebbe citare in Tribunale chi ha usato il suo nome per dare forza e credibilità a un’iniziativa patetica, eversiva e squadrista». (Pol-Gac/Col/Adnkronos)

PESATO (PDL): GHEDDAFI RISARCISCA ITALIANI ESPROPRIATI DEI PROPRI BENI

gheddafiMilano, 3 set. - «L’identità e le radici cristiane, italiane ed europee, non possono essere intaccate da affermazioni relative all’Islam come religione europea. Gheddafi l’ha fatta fuori dal vaso». Ad affermarlo è il consigliere regionale lombardo del Pdl, Vittorio Pesato. «I rapporti commerciali -aggiunge- tra i due Paesi vengano portati avanti, ma si ponga una linea di demarcazione netta tra l’avanspettacolo del leader libico e l’identità del nostro paese».

Secondo Pesato la questione dei risarcimenti andrebbe affrontata in modo diverso: «I rapporti tra Italia e Libia siano discussi e costruiti, però bisogna stare attenti, perchè la questione ricorda il dramma delle foibe». «Ogni volta che il popolo italiano è stato espropriato dei propri beni e della propria libertà, abbiamo dovuto pagare un prezzo alto. Se i rapporti tra Italia e Libia sono così sereni -conclude Pesato – sarebbe ora che fossero risarciti gli italiani che in Libia portarono lavoro, sviluppo, civiltà e istruzione.» (Red-Slc/Lr-Gs/Adnkronos)

Dall’8 al 12 settembre la festa di “Giovane Italia”, ora in cerca di identità

manifesto_atreju_2010C’è il manifesto con il pupazzo che lancia dardi d’oro dritto al cuore di chi crede, c’è il colore verde speranza, ma quest’anno Atreju, la festa nazionale della Giovane Italia (ex Azione giovani) – dall’8 al 12 settembre a Roma – si apre in uno scenario molto poco festoso per il Pdl adulto e, di ricasco, per quello giovanile.

Sullo sfondo, infatti, aleggia un dubbio-paradosso: dove si colloca ora quella che è stata la manifestazione fiore all’occhiello della giovane destra post Fiuggi? Ad Atreju non parlerà Gianfranco Fini, è stato invitato, dicono dall’organizzazione, ma aveva altri impegni: il presidente della Camera parlerà da Mirabello domenica prossima alla festa della sua componente (Fli) e non si sa se e con quanti giovani al seguito. Ad Atreju andrà invece Silvio Berlusconi.

Ma in quale direzione va la “massa critica”, come si autodefinisce la popolazione di Atreju sul suddetto manifesto? E Fini, che pure piace a giovani di altri partiti e di altri poli, può ancora guardare a una fetta di questa “massa critica”? Domande, queste, che sorgono spontanee ascoltando alcuni esponenti della Giovane Italia raccontare gli smottamenti del maggio scorso, smottamenti dall’aria apparentemente antifiniana ma anche interni alle rendite dei colonnelli: giovani che, in blocco, traslocano dalle sezioni che un tempo facevano capo all’ex aennina Destra sociale (Gianni Alemanno) a quelle, non finiane, che un tempo facevano capo all’ex aennina Destra protagonista (Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa). Qualcuno però crede che il trasloco sia stato determinato soltanto dalla voglia di contare di più, avvicinandosi ai più governativi tra i giovani. C’è poi chi da mesi chiede un congresso, lamentando l’incapacità di mettersi d’accordo sulle quote, come nel Pdl adulto.

E però il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, anima di Atreju fin dai tempi di Azione giovani, rifiuta in blocco la schematizzazione del “chi sta con chi”: “Respingo il concetto che una massa critica di giovani sia a disposizione di questo o di quello. Chi si occupa di politica in giovane età vuole essere a disposizione di una visione del mondo, di un sistema di valori che si concretizza. Nel manifesto di presentazione di Atreju si legge ‘dritto al cuore di chi crede’. Vuol dire che dobbiamo riportare la politica su un binario di suggestione: politica perché si vuole costruire, politica per amore. Vorrei che da questi cinque giorni di incontri emergesse l’immagine di una generazione consapevole che sa ancora sognare tenendo i piedi per terra, e che quindi è ancora in grado di ritenere che la politica sia la più bella forma di impegno civile. In altre epoche in cui, come oggi, si è assistito a uno scollamento tra classe dirigente e popolo, i politici non venivano visti bene perché usavano male lo strumento politica, oggi invece si rischia di considerare come nemico la politica in sé. Ed è l’errore più grande che possiamo fare”. Nei cinque giorni di Atreju si parlerà di lavoro, università, legalità, economia con il ministro Giulio Tremonti (“Vedremo chi vince tra la paura e la speranza”, dice Giorgia Meloni), del rapporto tra identità e immigrazione, di Italia unita e di dissidenti a Cuba. E si vedranno Roberto Maroni, Rino Fisichella, Nichi Vendola, Maurizio Sacconi, Pietro Ichino, Giuliano Amato e Renato Schifani.

A chi si chiede dove va Atreju, il senatore pdl e pontiere finiano Andrea Augello, a lungo punto di riferimento del mondo giovanile di centrodestra, risponde premettendo che il tritacarne di quest’estate ha mandato “in pezzi una parte della nostra storia e della nostra identità: la scelta di entrare nel Pdl non risolvendo alcune contraddizioni e supponendo che si potesse nascondere sotto al tappeto una serie di problemi si è rivelata sbagliata; il risultato è che non si sa più che cosa voglia dire ‘noi’”. Per Augello “si può ripartire proprio da Atreju puntando, come ha fatto Giorgia Meloni, sugli aspetti che fanno coincidere la nostra identità politica con la volontà di essere i fermi custodi dell’identità nazionale. Ripartiamo da qui e da Roma perché a Roma è emersa una classe dirigente che ha saputo esprimere coesione nonostante le divisioni”. Per Fabio Rampelli, deputato Pdl e altro pilastro della gioventù di centrodestra, “Atreju, ex festa dei giovani di An, è ora la festa di tutti i giovani che si riconoscono nel Pdl”. “Nel mondo giovanile”, dice Rampelli, “spesso si è assistito a un’anticipazione degli scenari. Prima che nascesse il Pdl, Forza Italia e An si sono unite nelle liste comuni all’università e nei licei, dimostrando che i giovani erano più avanti delle logiche vetuste dei partiti. Ad Atreju c’è sempre stato dibattito. Se ne parlerà”.  (Marianna Rizzini – Il Foglio)